La caldaia perde pressione o acqua. Cosa fare sull'impianto di riscaldamento

La caldaia perde pressione e/o acqua. Cosa fare?

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Alla maggior parte di noi è capitato di trovare il manometro della caldaia che indica la zona rossa, dell'aria nei radiatori o dell'acqua a terra! Il rischio è che, se la pressione della caldaia scende eccessivamente, l'apparecchio si blocchi. La soglia di blocco varia a seconda del modello, ma generalmente una pressione inferiore a 1 bar richiede attenzione.

Per trovare la soluzione occorre conoscere il funzionamento di un impianto di riscaldamento: occorre studiare il campo di battaglia per vincere la guerra.

L'impianto di riscaldamento è costituito da un generatore, ad esempio la caldaia, che riscalda un fluido (acqua) che, circolando nei terminali (radiatori, pannelli radianti), riscalda gli ambienti. Se la pressione dell'acqua scende eccessivamente, la circolazione potrebbe risultare compromessa e la caldaia potrebbe interrompere il funzionamento, impedendo il corretto riscaldamento degli ambienti.

Ma vediamo quali possono essere le cause e le soluzioni.

Qual è la pressione corretta della caldaia?

Prima di individuare il guasto, occorre verificare la pressione dell'acqua nell'impianto di riscaldamento, leggendo il valore riportato sul manometro analogico oppure sul display digitale della caldaia.

Generalmente, in un impianto domestico, i valori di riferimento sono:

  • Tra 1 e 1,5 bar a caldaia fredda: intervallo generalmente corretto per molti impianti domestici, salvo differenti indicazioni del costruttore e particolari caratteristiche dell'impianto;
  • Tra 1,5 e 2 bar a caldaia calda: valori che possono essere normali durante il funzionamento, in conseguenza della dilatazione dell'acqua;
  • Sotto 1 bar: pressione potenzialmente insufficiente, da verificare in relazione alle caratteristiche della caldaia;
  • Vicino a 3 bar: pressione elevata, prossima alla taratura della valvola di sicurezza di molte caldaie domestiche.

Questi valori sono indicativi. La pressione corretta dipende anche dall'altezza dell'impianto e dalle prescrizioni del fabbricante. Ad esempio, un impianto distribuito su più piani potrebbe richiedere una pressione di riempimento superiore rispetto a un piccolo appartamento.

Attenzione: una leggera variazione della pressione tra impianto freddo e caldo è normale. Non è invece normale dover aggiungere acqua frequentemente oppure assistere a oscillazioni molto elevate della pressione.

Perché la caldaia perde pressione?

Occorre controllare che:

  • I raccordi e i giunti dell'impianto di riscaldamento siano stagni e non perdano. Una delle principali cause della perdita di pressione potrebbe essere proprio questa. Se siete pratici, potete eseguire un controllo visivo, ma non improvvisate interventi sulle connessioni. Non è facile individuare il punto in cui si è verificato l'allentamento o il deterioramento di una guarnizione. Controllate eventuali zone umide o con presenza di muffe. Verificate le valvole e i detentori dei radiatori, il collettore e le valvole di sfiato. Potrebbero anche essere presenti incrostazioni che nascondono piccole perdite. L'eventuale serraggio o sostituzione dei componenti deve essere effettuato da personale competente;
  • Siano assenti crepe o fori nelle tubazioni dell'impianto. A questo punto è necessario l'intervento di un tecnico. Per individuare le perdite, i professionisti possono eseguire una mappatura dell'impianto, effettuare prove di tenuta, utilizzare gas traccianti o ricorrere ad altre tecniche di ricerca. In determinati casi possono essere impiegati prodotti sigillanti, purché compatibili con l'impianto e approvati dal fabbricante. Tuttavia, questi prodotti non sostituiscono necessariamente la riparazione delle tubazioni danneggiate;
  • L'impianto non presenti bolle d'aria. La presenza di aria nei radiatori può ostacolare la circolazione dell'acqua e provocare rumori o zone fredde. È possibile utilizzare gli appositi sfiati dei termosifoni, seguendo le indicazioni del costruttore. Dopo lo sfiato occorre ricontrollare la pressione, poiché potrebbe diminuire;
  • Non sia presente una rottura del vaso (o polmone) d'espansione. Il vaso di espansione è un componente fondamentale che compensa le variazioni di volume dell'acqua durante il riscaldamento. Se è scarico o danneggiato, la pressione può aumentare eccessivamente a caldo e diminuire dopo il raffreddamento. Attenzione: la sostituzione del vaso di espansione potrebbe risultare antieconomica, considerata l'età dell'apparecchio. In alcuni casi può essere consigliabile sostituire la caldaia, ma occorre prima valutare il costo della riparazione;
  • Non siano presenti problemi dovuti a una cattiva installazione dell'impianto. In ultima analisi, una progettazione o un'installazione non corretta, che non vi auguro, può determinare anomalie di funzionamento, difficoltà di circolazione o perdite d'acqua.

La pressione scende ma non ci sono perdite visibili: perché?

Uno dei casi più frequenti riguarda le caldaie che perdono pressione senza mostrare alcuna perdita d'acqua evidente. Il proprietario controlla i termosifoni, i raccordi e il pavimento, ma non trova tracce di umidità.

In queste circostanze, le possibili cause possono essere diverse.

Vaso di espansione scarico o danneggiato

Il vaso di espansione contiene una membrana che separa l'acqua dell'impianto da una camera contenente gas in pressione. Quando l'acqua si riscalda, aumenta di volume e il vaso di espansione assorbe questa dilatazione.

Se il vaso non funziona correttamente, la pressione può aumentare rapidamente durante il riscaldamento, provocando l'apertura della valvola di sicurezza e la fuoriuscita dell'acqua. Quando l'impianto si raffredda, la pressione può risultare molto bassa.

Un sintomo caratteristico è quindi il seguente: la pressione aumenta notevolmente quando la caldaia è accesa e diminuisce quando si raffredda.

Il tecnico dovrà verificare la pressione di precarica del vaso, l'integrità della membrana e l'eventuale necessità di sostituzione.

Valvola di sicurezza che perde acqua

La valvola di sicurezza protegge l'impianto dalle sovrappressioni. Nelle comuni caldaie domestiche interviene generalmente quando la pressione raggiunge circa 3 bar, anche se il valore esatto dipende dall'apparecchio.

Se la valvola interviene frequentemente oppure non richiude perfettamente, può provocare una perdita continua, anche di poche gocce.

Il problema è che l'acqua scaricata potrebbe essere convogliata direttamente in una tubazione di scarico e, quindi, non risultare visibile.

È opportuno verificare, tramite un tecnico, se la valvola sia soggetta a gocciolamenti e se questi dipendano da un guasto della valvola stessa oppure da una pressione eccessiva nell'impianto.

Microperdite nelle tubazioni sotto traccia

Una piccola perdita può verificarsi anche nelle tubazioni del riscaldamento inserite nei pavimenti o nelle pareti.

In questi casi l'acqua potrebbe disperdersi lentamente nelle strutture senza lasciare immediatamente segni visibili.

Gli indizi più comuni sono:

  • pressione della caldaia che diminuisce progressivamente;
  • necessità di effettuare rabbocchi frequenti;
  • comparsa di macchie di umidità su pareti e pavimenti;
  • rigonfiamento di pavimentazioni in legno o deterioramento degli intonaci;
  • assenza di perdite visibili nei radiatori e nei raccordi accessibili.

Per individuare il punto della perdita, un tecnico specializzato può utilizzare strumenti quali termocamere, sistemi di rilevazione acustica, gas traccianti e apparecchiature per prove di tenuta. L'efficacia delle diverse tecniche dipende dal materiale delle tubazioni, dalla loro posizione e dalle caratteristiche della perdita.

La caldaia perde acqua: da dove può provenire?

Quando si nota dell'acqua sotto la caldaia, è importante capire da quale componente provenga. Non tutte le perdite hanno la stessa origine e non sempre comportano la necessità di sostituire l'apparecchio.

Le cause più frequenti sono:

  • Raccordi idraulici: possono perdere a causa di guarnizioni deteriorate, allentamenti o fenomeni di corrosione;
  • Valvola di sicurezza: può scaricare acqua per un eccesso di pressione oppure per un difetto di tenuta;
  • Scambiatore di calore: eventuali corrosioni o danneggiamenti possono provocare perdite interne;
  • Circolatore e gruppi idraulici: guarnizioni o componenti deteriorati possono determinare gocciolamenti;
  • Scarico della condensa: nelle caldaie a condensazione, un raccordo difettoso, un tubo ostruito o un sifone danneggiato possono provocare fuoriuscite d'acqua.

Attenzione a non confondere la condensa con una perdita dell'impianto di riscaldamento. Le caldaie a condensazione producono normalmente acqua di condensa, che deve essere raccolta e convogliata verso uno scarico idoneo. Una perdita del circuito della condensa non comporta necessariamente una diminuzione della pressione dell'impianto di riscaldamento.

Se l'acqua raggiunge componenti elettrici oppure fuoriesce abbondantemente, è opportuno interrompere l'utilizzo della caldaia e rivolgersi all'assistenza, senza rimuovere il mantello o intervenire sui componenti interni.

Come ripristinare la pressione della caldaia?

Se il manometro indica una pressione insufficiente, in molte caldaie domestiche è possibile effettuare un rabbocco dell'acqua dell'impianto mediante l'apposito rubinetto di carico.

Prima di procedere, è necessario consultare il libretto di istruzioni della caldaia e verificare che l'operazione sia consentita all'utilizzatore.

Generalmente, la procedura consiste nel:

  • controllare la pressione con impianto freddo;
  • individuare il rubinetto di carico indicato dal fabbricante;
  • aprire lentamente il rubinetto, osservando il valore sul manometro;
  • raggiungere la pressione a freddo prevista dal costruttore, generalmente intorno a 1-1,5 bar per molti impianti domestici;
  • richiudere completamente il rubinetto di carico;
  • verificare che la pressione rimanga stabile.

Non bisogna continuare a rabboccare l'impianto se la pressione diminuisce frequentemente. L'aggiunta ripetuta di acqua può favorire l'introduzione di ossigeno e sali minerali, contribuendo alla corrosione e alla formazione di depositi nelle tubazioni e nei componenti della caldaia.

Se dopo il rabbocco la pressione scende nuovamente, occorre individuare la causa del problema.

La pressione aumenta troppo quando si accende il riscaldamento

Può verificarsi anche la situazione opposta: a caldaia fredda il manometro segna 1,2 bar, ma con il riscaldamento acceso la pressione sale rapidamente fino a 2,5 o 3 bar.

Un aumento contenuto è fisiologico, perché l'acqua si dilata quando viene riscaldata. Un incremento molto elevato, invece, potrebbe essere indicativo di un vaso di espansione scarico, sottodimensionato o guasto.

Un'altra possibile causa è un eccessivo riempimento dell'impianto. Se la pressione iniziale è già troppo alta, il riscaldamento dell'acqua potrebbe provocare l'apertura della valvola di sicurezza.

Se la pressione aumenta anche con il riscaldamento spento, il tecnico potrebbe verificare il rubinetto di carico e l'eventuale passaggio indesiderato di acqua dalla rete idrica al circuito di riscaldamento, ad esempio attraverso uno scambiatore sanitario difettoso, nei modelli che ne sono dotati.

La caldaia perde pressione solo quando è spenta

Talvolta la pressione sembra corretta quando il riscaldamento è acceso, ma diminuisce sensibilmente durante la notte o dopo alcune ore di spegnimento.

Una parte della variazione è normale e dipende dal raffreddamento dell'acqua. Tuttavia, se la pressione scende fino a provocare il blocco della caldaia, è necessario effettuare ulteriori verifiche.

Le possibili cause comprendono:

  • una perdita d'acqua nell'impianto;
  • un malfunzionamento del vaso di espansione;
  • una valvola di sicurezza che ha scaricato acqua durante il funzionamento;
  • la presenza di aria che viene progressivamente eliminata dall'impianto.

Per comprendere meglio il fenomeno, è utile annotare i valori della pressione a impianto freddo e a impianto caldo, confrontandoli nelle medesime condizioni di funzionamento.

Come individuare una perdita nell'impianto di riscaldamento?

Quando il problema si ripresenta, il tecnico può procedere per esclusione, distinguendo le perdite interne alla caldaia da quelle presenti nelle tubazioni e nei terminali dell'impianto.

Una delle verifiche consiste nell'eseguire una prova di tenuta del circuito idraulico, controllando l'eventuale diminuzione della pressione in condizioni prestabilite.

Nei casi più complessi è possibile isolare, mediante le apposite valvole e secondo procedure tecniche corrette, alcune parti dell'impianto per individuare il circuito interessato dalla perdita.

Ad esempio, in presenza di un impianto a pavimento radiante con più circuiti collegati a un collettore, il tecnico può effettuare verifiche sui singoli circuiti, individuando quello che presenta una perdita di tenuta.

Questa operazione deve essere svolta da personale qualificato, evitando manovre improvvisate che potrebbero compromettere il funzionamento o la sicurezza della caldaia.

Quando bisogna sostituire la caldaia?

Una perdita d'acqua o una diminuzione della pressione non comporta automaticamente la necessità di sostituire la caldaia.

In numerosi casi è sufficiente intervenire su una guarnizione, su un raccordo, su una valvola o sul vaso di espansione.

La sostituzione dell'intero generatore può invece essere valutata quando:

  • la caldaia è particolarmente datata;
  • la riparazione comporta costi elevati rispetto al valore residuo dell'apparecchio;
  • sono presenti più componenti deteriorati;
  • i ricambi non sono più disponibili;
  • si verificano guasti frequenti che rendono poco conveniente continuare a ripararla.

Occorre quindi confrontare il costo dell'intervento con quello di una nuova caldaia, considerando anche l'efficienza energetica, la disponibilità dei ricambi e la vita utile residua dell'apparecchio.

Come prevenire le perdite di pressione?

Per ridurre il rischio di malfunzionamenti è consigliabile controllare periodicamente la pressione dell'impianto, soprattutto prima dell'accensione stagionale del riscaldamento.

È inoltre opportuno verificare visivamente l'eventuale presenza di gocciolamenti nei raccordi accessibili, nei radiatori e nei collettori, senza intervenire direttamente sui componenti della caldaia.

Durante le operazioni di manutenzione, il tecnico può controllare lo stato del vaso di espansione, delle valvole, dei dispositivi di sicurezza e degli altri componenti idraulici.

Un impianto correttamente progettato, installato e mantenuto dovrebbe conservare una pressione sostanzialmente stabile a parità di temperatura, senza necessità di rabbocchi frequenti.

Quando chiamare un tecnico?

È consigliabile rivolgersi a un professionista quando la pressione diminuisce ripetutamente, quando la caldaia perde acqua o quando il manometro presenta oscillazioni particolarmente elevate.

In particolare, occorre richiedere assistenza se:

  • la caldaia va frequentemente in blocco per pressione insufficiente;
  • è necessario aggiungere acqua più volte;
  • la pressione raggiunge valori prossimi a 3 bar;
  • si notano perdite d'acqua sotto la caldaia;
  • sono presenti macchie di umidità riconducibili alle tubazioni del riscaldamento;
  • la valvola di sicurezza scarica frequentemente;
  • i radiatori presentano ripetutamente aria, rumori o problemi di circolazione.

Se non riuscite a risolvere il problema, non vi resta che affidarvi a personale qualificato.

Ricordate che gli interventi sulle componenti interne della caldaia, sul circuito del gas e sui dispositivi di sicurezza devono essere eseguiti da tecnici abilitati. In presenza di odore di gas, non azionate interruttori o apparecchi elettrici, arieggiate i locali se possibile in sicurezza, allontanatevi e contattate il servizio di pronto intervento gas.

Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo

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Chi sono? Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo Madera

Fin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito hanno raggiunto picchi di 60.000 volte ogni giorno.

Insieme a mia sorella Rosa portiamo avanti il nostro studio a Firenze e ci occupiamo di edilizia, strutture, impianti, energetica, bonus e interior design. Ebbene sì, un ingegnere e un architetto che vanno d'accordo!

Spero che, grazie al web, diventeremo amici: Contattami

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