Colonnine elettriche per ricarica auto a casa - scelta e costi 2026

Guida sulle colonnine elettriche per ricaricare l'auto in casa: costi delle torrette e delle wallbox, scelta delle potenze e migliori marche.

Nel nostro Paese, il mercato dei veicoli elettrici, e quindi delle colonnine elettriche o torrette, è in continua crescita. Parlo sia delle torrette domestiche che di quelle pubbliche. Nonostante la rete pubblica di ricarica sia molto più sviluppata rispetto a qualche anno fa, potresti considerare di installare una colonnina di ricarica proprio in casa tua, soprattutto se disponi di un garage o di un posto auto privato.

Specialmente perché il costo della ricarica domestica può essere sensibilmente inferiore rispetto a quello delle colonnine pubbliche, soprattutto rispetto alle ricariche rapide e ultrarapide. Il risparmio effettivo dipende comunque dalla propria tariffa elettrica e dall'operatore utilizzato per la ricarica pubblica.

Anche in assenza di particolari incentivi, non scoraggiarti. La mobilità elettrica è ormai una realtà consolidata e il costo delle colonnine domestiche è diventato relativamente accessibile.

Quanto costa una colonnina?

Quello che consiglio sempre, per ogni acquisto, è di richiedere più preventivi e di farsi specificare il modello, quali sono gli optional inclusi e se l'IVA e l'installazione sono comprese nel prezzo. È importante verificare anche la presenza della gestione dinamica dei carichi, della connessione Wi-Fi o Ethernet, dell'eventuale cavo integrato e delle protezioni elettriche richieste.

In commercio possiamo trovare principalmente due tipi di dispositivi:

  • il wallbox, costituito da una "scatola" che viene installata direttamente a parete;
  • le colonnine di ricarica, costituite da una struttura a terra, simile ad un piccolo totem.

Il prezzo dipende più dalle caratteristiche dell'apparecchio che dalla semplice forma a parete o a colonna. Incidono soprattutto la potenza, il numero di prese, la presenza del cavo, la gestione dinamica dei carichi, la connettività e le funzioni smart. Vediamo alcuni ordini di grandezza indicativi per il 2026:

Costo indicativo colonnina elettrica 2026
Tipologia presaNumero presePotenza kWPrezzo indicativo
T2 Presa singola 3,7 500 - 1.000 €
T2 Presa singola 7,4 600 - 1.200 €
T2 Presa singola 11 700 - 1.400 €
T2 Presa singola 22 800 - 1.600 €
T2 Presa doppia 3,7 1.000 - 1.600 €
T2 Presa doppia 7,4 1.100 - 1.800 €
T2 Presa doppia 11 1.200 - 2.000 €
T2 Presa doppia 22 1.400 - 2.500 €

A questi andranno aggiunti i prezzi di installazione. Per un'installazione semplice si possono spendere indicativamente 400 - 800 €, ma il costo può superare facilmente i 1.000 € qualora siano necessarie una nuova linea di notevole lunghezza, modifiche al quadro elettrico, opere murarie, nuove protezioni, attraversamenti condominiali o l'aumento della potenza disponibile.

Vantaggi dell'elettrico.

Il mercato automobilistico si sta progressivamente orientando verso l'elettrificazione. I vantaggi dell'elettrico sono molteplici.

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Oltre al tema ambientale e ai benefici in termini di riduzione dell’inquinamento acustico locale, il motore elettrico necessita generalmente di una ridotta manutenzione. L'auto elettrica, avendo meno parti meccaniche in movimento rispetto ad un veicolo con motore termico, è soggetta a minori interventi ordinari sul motore.

Inoltre, il motore elettrico presenta un rendimento energetico superiore rispetto ad un motore a combustione interna. Il vantaggio economico effettivo dipende però dal prezzo dell'energia, dalla modalità di ricarica e dai consumi dell'auto.

Vediamo un semplice confronto, puramente indicativo, tra un'auto elettrica e una a gasolio sulla base di una percorrenza di 15.000 km/anno:

  • Auto elettrica: ipotizzando un consumo medio di 170 Wh/km e un costo domestico dell'energia di 0,30 €/kWh, 15.000 km x 0,17 kWh/km = 2.550 kWh/anno, pari a circa 765 € per percorrere 15.000 km.
  • Auto a gasolio: ipotizzando un consumo medio di 5,5 litri/100 km e un prezzo del gasolio di 1,75 €/l, occorrono circa 825 litri/anno, pari a circa 1.444 € per percorrere 15.000 km.

Nell'esempio appena fatto, l'auto elettrica consentirebbe un risparmio di circa 680 €/anno sul solo costo dell'energia. Naturalmente, il risultato cambia sensibilmente al variare delle tariffe elettriche, del costo del carburante e dei consumi dei veicoli.

Non è quindi corretto affermare in assoluto quanti chilometri si possano percorrere con 5 €. Con una ricarica domestica conveniente, comunque, il costo chilometrico di un'auto elettrica può risultare sensibilmente inferiore rispetto a quello di un'auto diesel o benzina.

Di contro, tra gli svantaggi abbiamo ancora il maggiore costo di acquisto di diversi modelli, i tempi di ricarica superiori rispetto a un normale rifornimento di carburante e, in alcune zone, una rete pubblica di ricarica meno capillare. L'autonomia, invece, è aumentata considerevolmente rispetto alle prime generazioni di auto elettriche.

Un ottimo rimedio alla necessità di utilizzare frequentemente le stazioni pubbliche è montare una colonnina di ricarica privata in casa. Vorrei darti dei consigli sulla scelta delle colonnine, per poi passare ai costi e agli adempimenti:

Potenze e tempi di ricarica:

La potenza di ricarica è determinante per capire il tempo necessario per caricare la batteria e viene misurata in kW (chilowatt). La capacità della batteria, invece, viene espressa in kWh (chilowattora).

Nelle abitazioni sono molto diffuse wallbox da 3,7 kW e 7,4 kW in monofase, mentre con alimentazione trifase sono comuni apparecchi da 11 kW e 22 kW. Le colonnine pubbliche possono essere in corrente alternata, spesso da 11 o 22 kW, oppure in corrente continua con potenze di 50, 100, 150, 300 kW e oltre.

Installare una wallbox non significa necessariamente dover aumentare la potenza del contatore, ma l'impianto elettrico deve essere verificato e la stazione di ricarica deve essere installata con linea e protezioni adeguate. Un sistema di gestione dinamica dei carichi può modulare automaticamente la potenza destinata all'auto in funzione dei consumi dell'abitazione.

Facendo un semplice calcolo, una batteria da 60 kWh richiederebbe teoricamente circa 16 ore per essere caricata completamente a 3,7 kW, circa 8 ore a 7,4 kW e poco più di 5 ore a 11 kW. Nella realtà vanno considerate le perdite di ricarica e il fatto che normalmente la batteria non viene caricata partendo dallo 0%.

La potenza effettivamente utilizzata non dipende però soltanto dalla colonnina. Se, ad esempio, una colonnina AC può erogare 22 kW ma il caricatore di bordo dell'auto accetta al massimo 11 kW, la ricarica avverrà a circa 11 kW.

Con le colonnine pubbliche in corrente continua la potenza può essere molto superiore. Le infrastrutture rapide e ultrarapide raggiungono oggi comunemente potenze di 50, 100, 150, 300 kW e oltre. I tempi dipendono però dalla curva di ricarica dell'automobile, dalla temperatura della batteria e dallo stato di carica: non è quindi possibile affermare che tutte le auto raggiungano l'80% in 15 o 30 minuti.

Attenzione però: solo raramente si eseguono ricariche complete. Infatti, chi ha un'auto elettrica effettua normalmente ricariche parziali, i cosiddetti "rabbocchi", ad esempio dal 20% all'80%. Per questo motivo, il tempo effettivo trascorso alla colonnina può essere molto inferiore a quello necessario per una ricarica completa.

In definitiva, nel mercato domestico troverai soprattutto quattro tagli di potenza: 3,7 e 7,4 kW in monofase, 11 e 22 kW in trifase. Per gli impianti elettrici domestici il progetto deve sempre esistere ai sensi del DM 37/2008; sopra determinate soglie deve essere redatto da un professionista iscritto all'albo. In particolare, per le utenze domestiche il progetto professionale è richiesto quando la potenza impegnata supera 6 kW o quando l'unità abitativa supera 400 mq, oltre agli altri casi specifici previsti dalla normativa.

È comunque possibile acquistare, ad esempio, una wallbox da 7,4 kW e limitarne elettronicamente la potenza, eventualmente utilizzando la gestione dinamica dei carichi.

Tipi di prese.

Il tipo di connettore dipende dalla modalità di ricarica. Oggi un'auto europea può normalmente utilizzare il Tipo 2 per la ricarica in corrente alternata e il CCS Combo 2 per quella rapida in corrente continua, attraverso un unico ingresso combinato presente sul veicolo.

I principali connettori che possiamo incontrare sono il Tipo 2, il CHAdeMO e soprattutto il CCS Combo 2.

prese ricarica colonnine elettriche

Il connettore di Tipo 2, conosciuto anche come Mennekes, è il riferimento europeo per la ricarica in corrente alternata (AC). È utilizzato dalla quasi totalità delle moderne auto elettriche vendute in Europa e dalle wallbox domestiche. Le infrastrutture AC installate o rinnovate dal 2026 devono utilizzare, ai fini dell'interoperabilità, almeno il connettore Tipo 2 secondo le specifiche europee.

Lo standard CHAdeMO è un sistema di ricarica rapida in corrente continua (DC), utilizzato soprattutto su alcune auto elettriche giapponesi delle generazioni precedenti. È ancora possibile trovare colonnine dotate di questo connettore, ma nel mercato europeo la sua diffusione è ormai molto inferiore rispetto al CCS.

Lo standard CCS (Combined Charging System) permette di integrare nello stesso ingresso dell'automobile la ricarica in corrente alternata e quella rapida in corrente continua. In Europa viene utilizzato il CCS Combo 2 ed è oggi lo standard dominante per la ricarica rapida delle nuove automobili elettriche. Per i nuovi punti DC installati o ristrutturati dall'8 gennaio 2026, la normativa europea richiede almeno il connettore Combo 2 ai fini dell'interoperabilità.

Nell'immagine ho voluto indicarti i 4 diversi modi per ricaricare l’auto, al variare di alcuni fattori, quali presa e modalità di ricarica:

modi di ricarica auto elettrica

Adesso che conosci le caratteristiche che dovrà avere la tua colonnina, vediamo a chi dovrai comunicare l'installazione:

Cosa presentare al comune o al gestore di rete?

Nonostante ci troviamo in Italia, non dovrai chiedere udienza al papa o parlare con il magnifico podestà, ma nella maggior parte delle normali installazioni domestiche la procedura è piuttosto semplice.

L'installazione di una wallbox privata non comporta automaticamente la necessità di una pratica edilizia al Comune. Occorre però verificare il caso concreto, soprattutto quando sono necessarie opere edilizie, vengono interessate parti comuni, l'immobile è sottoposto a vincolo oppure l'intervento riguarda autorimesse o attività soggette a specifiche norme di prevenzione incendi.

L’auto elettrica rappresenta un nuovo carico dell'impianto elettrico. In molti casi è possibile utilizzare la fornitura elettrica esistente senza installare un nuovo contatore. L'impianto deve però essere verificato e la wallbox deve essere installata da un'impresa abilitata nel rispetto della normativa tecnica, con rilascio della relativa dichiarazione di conformità.

È possibile ricaricare l’auto elettrica utilizzando il contatore esistente. Non è quindi necessario, in linea generale, installare un secondo contatore esclusivamente per la ricarica dell'auto.

Se la potenza disponibile è limitata, ad esempio 3 kW, si possono utilizzare stazioni di ricarica con corrente regolabile o, ancora meglio, dispositivi con gestione dinamica della potenza, che riducono automaticamente la ricarica quando sono in funzione altri elettrodomestici. In alternativa è possibile richiedere un aumento della potenza contrattuale al proprio venditore di energia.

Nel 2026 è inoltre ancora prevista, per chi possiede i requisiti e presenta domanda entro il termine stabilito, la sperimentazione ARERA che consente di rendere disponibile fino a 6 kW nelle fasce notturne e festive senza modificare stabilmente la potenza contrattualmente impegnata, mediante dispositivi di ricarica compatibili con la sperimentazione.

Maggioranze condominiali

Se vivi in un condominio e vuoi realizzare una stazione di ricarica destinata al servizio comune, l'intervento deve essere sottoposto all'assemblea. La normativa richiama la maggioranza prevista dall'art. 1136, secondo comma, del codice civile: è quindi necessaria la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell'edificio, cioè 500 millesimi.

Viceversa, se vuoi installare una wallbox per uso personale nel tuo garage o posto auto, occorre distinguere il caso in cui l'intervento rimanga interamente nella proprietà privata da quello in cui sia necessario attraversare o modificare parti comuni. Se vengono interessate parti comuni, è opportuno darne preventiva comunicazione all'amministratore e devono comunque essere rispettate le disposizioni del codice civile.

Inoltre, qualora il condominio rifiuti di deliberare oppure non assuma una decisione entro tre mesi dalla richiesta scritta, il condomino interessato può, nei casi previsti dalla legge, procedere a proprie spese all'installazione della propria infrastruttura di ricarica, nel rispetto dei limiti previsti per l'utilizzo delle parti comuni.

Per quanto riguarda i nuovi edifici, la normativa è stata progressivamente aggiornata. Negli edifici residenziali di nuova costruzione e negli edifici residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti dotati di più di 10 posti auto, devono essere previste infrastrutture di canalizzazione per consentire la futura installazione di punti di ricarica in ogni posto auto, nei casi previsti dalla legge.

Per gli edifici non residenziali nuovi o sottoposti a ristrutturazione importante, con più di 10 posti auto, sono previsti almeno un punto di ricarica e canalizzazioni per una parte dei posti auto. Inoltre, per gli edifici non residenziali dotati di più di 20 posti auto, è previsto almeno un punto di ricarica, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa.

Passiamo ora ai più grandi produttori in commercio:

Chi sono i principali produttori di colonnine?

Tra i principali produttori e marchi presenti nel settore della ricarica domestica e professionale troviamo, tra gli altri: ABB, Bticino, Gewiss, Schneider Electric, Wallbox, Tesla, Scame, Vimar, Zappi / myenergi, Repower e Garo Electric.

Nella scelta della wallbox, più che affidarsi esclusivamente alle recensioni online, consiglio di valutare alcuni elementi concreti: disponibilità dell'assistenza, garanzia, facilità di reperimento dei ricambi, applicazione per il controllo remoto, gestione dinamica dei carichi, compatibilità con un eventuale impianto fotovoltaico e possibilità di aggiornamento del software.

  • ABB, Bticino, Gewiss, Schneider Electric e Scame: sono marchi molto conosciuti nel settore elettrico e dispongono di reti di assistenza e distribuzione consolidate.
  • Wallbox: produttore specializzato nella ricarica dei veicoli elettrici, con dispositivi domestici compatti e funzioni smart.
  • Tesla: propone il Wall Connector, utilizzabile anche con numerose vetture elettriche dotate di connettore Tipo 2.
  • myenergi: interessante soprattutto per chi possiede un impianto fotovoltaico, grazie ai sistemi pensati per sfruttare l'energia autoprodotta.
  • Repower e Garo Electric: dispongono di soluzioni rivolte sia al settore privato che a quello professionale.

Ti chiedo di commentare l'articolo o inviarmi una mail qualora avessi delle esperienze sui brand di colonnine.

Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.

 

 

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Chi sono? Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo Madera

Fin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito hanno raggiunto picchi di 60.000 volte ogni giorno.

Insieme a mia sorella Rosa portiamo avanti il nostro studio a Firenze e ci occupiamo di edilizia, strutture, impianti, energetica, bonus e interior design. Ebbene sì, un ingegnere e un architetto che vanno d'accordo!

Spero che, grazie al web, diventeremo amici: Contattami

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