Direttiva UE Case Green 2026: classi energetiche e obblighi
Direttiva Case Green EPBD: quali classi energetiche dovranno raggiungere gli edifici esistenti? Obiettivi al 2030, 2035 e 2050, edifici a emissioni zero, fotovoltaico, deroghe e possibili sanzioni.

La cosiddetta Direttiva Case Green è la Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia, conosciuta anche come EPBD IV (Energy Performance of Buildings Directive).
La direttiva è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e ha l'obiettivo di accompagnare progressivamente il patrimonio immobiliare europeo verso un parco edilizio a emissioni zero entro il 2050.
Gli edifici rappresentano infatti uno dei principali settori di consumo energetico nell'Unione Europea: circa il 40% dell'energia consumata nell'UE è utilizzata negli edifici e una parte consistente del patrimonio immobiliare europeo presenta ancora prestazioni energetiche scarse.
Attenzione però: rispetto alle prime proposte della direttiva, sono cambiate molte cose.
In particolare, non esiste più l'obbligo generalizzato secondo cui ogni singola abitazione debba raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033.
Indice
Edifici residenziali: cosa cambia?
Nuovi edifici a emissioni zero
Caldaie a combustibili fossili
Quale classe energetica dovranno raggiungere gli edifici residenziali?
Una delle principali novità della versione definitiva della Direttiva Case Green riguarda proprio gli edifici residenziali esistenti.
Non viene imposta una determinata classe energetica a ciascuna singola abitazione.
Ogni Stato membro dovrà invece definire una propria traiettoria nazionale di riduzione del consumo medio di energia primaria dell'intero patrimonio edilizio residenziale.
La riduzione dovrà essere almeno pari a:
- 16% entro il 2030 rispetto al consumo medio del 2020;
- 20-22% entro il 2035 rispetto al consumo medio del 2020;
- successivamente dovrà proseguire progressivamente fino alla trasformazione del patrimonio immobiliare in un parco edilizio a emissioni zero entro il 2050.
Questo significa che non è corretto affermare che nel 2030 tutte le abitazioni italiane dovranno necessariamente trovarsi almeno in classe E oppure che nel 2033 dovranno trovarsi almeno in classe D.
Saranno gli Stati membri a individuare quali edifici riqualificare, con quali interventi e attraverso quali strumenti, nel rispetto degli obiettivi complessivi stabiliti dalla direttiva.
Una quota significativa della riduzione dei consumi dovrà comunque derivare dalla riqualificazione degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori.
Quindi dovrò obbligatoriamente ristrutturare casa entro il 2030?
No. La direttiva europea non stabilisce che ogni proprietario di un'abitazione debba necessariamente eseguire lavori entro il 2030.
L'obiettivo riguarda la prestazione energetica media del patrimonio residenziale nazionale e saranno le norme italiane di recepimento a stabilire concretamente quali misure saranno adottate per raggiungerlo.
Potranno quindi essere previste politiche di incentivazione, programmi di riqualificazione, interventi prioritari sugli edifici maggiormente energivori e specifiche prescrizioni per determinate categorie di immobili.
Edifici non residenziali: obblighi al 2030 e 2033
Per gli edifici non residenziali il meccanismo previsto dalla direttiva è differente.
Gli Stati membri dovranno individuare delle soglie massime di prestazione energetica sulla base del patrimonio immobiliare non residenziale esistente al 1° gennaio 2020.
L'obiettivo è intervenire progressivamente sugli edifici con le prestazioni peggiori.
- entro il 2030 dovranno essere riqualificati gli edifici non residenziali che rientrano nel 16% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori;
- entro il 2033 la soglia riguarderà il 26% degli edifici con le prestazioni energetiche peggiori.
Anche in questo caso la direttiva non stabilisce necessariamente una corrispondenza automatica con le attuali classi energetiche italiane A, B, C, D, E, F o G.
Nuovi edifici a emissioni zero
La Direttiva Case Green introduce inoltre il nuovo standard degli edifici a emissioni zero, ZEB - Zero Emission Building.
Si tratta di edifici caratterizzati da un'altissima prestazione energetica, con un fabbisogno energetico nullo o molto basso e senza emissioni in loco di carbonio derivanti dall'utilizzo di combustibili fossili.
I nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero:
- dal 1° gennaio 2028 per i nuovi edifici di proprietà degli enti pubblici;
- dal 1° gennaio 2030 per tutti i nuovi edifici.
Fino a tali date continuano ad applicarsi i requisiti previsti per gli edifici a energia quasi zero e le relative disposizioni nazionali.
Obbligo fotovoltaico e impianti solari
La direttiva introduce anche una progressiva diffusione degli impianti solari sugli edifici, purché la loro installazione sia tecnicamente appropriata ed economicamente e funzionalmente fattibile.
Le principali scadenze europee sono:
- entro il 31 dicembre 2026, sui nuovi edifici pubblici e sui nuovi edifici non residenziali con superficie utile superiore a 250 m²;
- entro il 31 dicembre 2027, sugli edifici pubblici esistenti con superficie utile superiore a 2.000 m²;
- entro il 31 dicembre 2027, sugli edifici non residenziali esistenti superiori a 500 m² quando sottoposti a ristrutturazione importante o ad altri interventi soggetti ad autorizzazione, nei casi previsti dalla direttiva;
- entro il 31 dicembre 2028, sugli edifici pubblici esistenti superiori a 750 m²;
- entro il 31 dicembre 2029, su tutti i nuovi edifici residenziali e sui nuovi parcheggi coperti fisicamente adiacenti agli edifici;
- entro il 31 dicembre 2030, sugli edifici pubblici esistenti superiori a 250 m².
Non esiste quindi un obbligo europeo generalizzato di installare entro una determinata data il fotovoltaico su tutte le abitazioni residenziali esistenti.
Caldaie a combustibili fossili
La direttiva prevede inoltre una progressiva eliminazione dell'utilizzo dei combustibili fossili negli edifici.
Dal 1° gennaio 2025 gli Stati membri non possono più concedere incentivi finanziari per l'installazione di caldaie autonome alimentate esclusivamente a combustibili fossili, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa europea per investimenti già selezionati.
Questo non significa che dal 2025 sia vietato possedere o utilizzare una caldaia a gas già installata.
La disposizione riguarda innanzitutto gli incentivi pubblici per nuove caldaie autonome a combustibile fossile.
La direttiva punta comunque alla progressiva decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici.
Si potrà vendere o affittare una casa in classe F o G?
Sì. La Direttiva Case Green definitiva non introduce un divieto europeo generalizzato di vendita o di affitto degli immobili in classe energetica F o G.
Le precedenti ipotesi che collegavano direttamente determinate classi energetiche alla possibilità di vendere o affittare l'immobile non sono state inserite nella versione definitiva della direttiva.
Resta invece centrale l'Attestato di Prestazione Energetica, APE.
La direttiva prevede che, nei casi stabiliti, l'APE sia disponibile in occasione della costruzione, della ristrutturazione profonda, della vendita, della locazione a un nuovo inquilino o del rinnovo del contratto di locazione.
Negli annunci immobiliari dovranno inoltre essere riportati l'indicatore e la classe di prestazione energetica risultanti dall'APE, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale.
Il miglioramento energetico deve avvenire prima della vendita?
No. Non è più corretto affermare, come previsto in alcune precedenti versioni della proposta europea, che il miglioramento energetico debba necessariamente essere realizzato al momento della vendita, dell'ingresso di un nuovo inquilino o della ristrutturazione.
Per gli immobili residenziali la direttiva definitiva stabilisce principalmente una traiettoria nazionale di riduzione dei consumi.
Saranno pertanto le norme nazionali a stabilire gli strumenti concretamente utilizzati per conseguire questi obiettivi.
Quali edifici possono essere esclusi?
La direttiva consente agli Stati membri di prevedere specifiche esclusioni dall'applicazione di alcune prescrizioni.
Tra le categorie per le quali possono essere previste deroghe rientrano, a determinate condizioni:
- edifici ufficialmente protetti per il loro particolare valore architettonico o storico;
- edifici utilizzati come luoghi di culto e per attività religiose;
- fabbricati temporanei destinati ad essere utilizzati per un periodo limitato;
- alcuni edifici industriali, officine ed edifici agricoli non residenziali con basso fabbisogno energetico;
- edifici residenziali utilizzati per meno di quattro mesi all'anno o comunque con utilizzo limitato secondo le condizioni previste dalla direttiva;
- fabbricati indipendenti con una superficie utile inferiore a 50 m²;
- determinati edifici destinati alla difesa nazionale.
Non è invece corretto considerare automaticamente esclusi tutti gli immobili situati nei centri storici o in aree vincolate. Occorre verificare il tipo di tutela e le disposizioni che saranno adottate a livello nazionale.
Fondi e incentivi per la riqualificazione
La direttiva richiede agli Stati membri di favorire l'accesso a strumenti finanziari adeguati per sostenere la riqualificazione energetica degli edifici, con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili e alla povertà energetica.
Le modalità concrete degli incentivi dipenderanno però dalle politiche nazionali.
Non esiste quindi un unico "bonus europeo Case Green" automaticamente spettante al proprietario di un immobile.
In Italia gli strumenti disponibili possono comprendere, a seconda dell'intervento e dei requisiti previsti dalla normativa vigente, detrazioni fiscali, Conto Termico e altri incentivi nazionali o regionali.
Sono previste sanzioni?
La direttiva europea non stabilisce direttamente una sanzione economica uguale per tutti i proprietari che non migliorano la propria abitazione.
La Direttiva (UE) 2024/1275 stabilisce invece che gli Stati membri definiscano il regime sanzionatorio applicabile alle disposizioni nazionali adottate per attuare la direttiva.
Le eventuali sanzioni dovranno essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
Per quanto riguarda gli obblighi di prestazione energetica, la direttiva richiede inoltre agli Stati di tenere conto della situazione economica dei proprietari e dell'accesso agli strumenti di sostegno, con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili.
Non esiste invece nella direttiva un divieto generalizzato di vendere o affittare una casa soltanto perché appartenente ad una classe energetica bassa.
Recepimento della Direttiva Case Green in Italia
La Direttiva (UE) 2024/1275 doveva essere recepita dagli Stati membri entro il 29 maggio 2026, fatta eccezione per alcune disposizioni relative agli incentivi alle caldaie a combustibili fossili, per le quali era prevista una scadenza precedente.
Il recepimento nazionale è fondamentale perché sarà la normativa italiana a tradurre gli obiettivi europei in regole operative, requisiti, incentivi, eventuali deroghe e sistemi di controllo.
Nel luglio 2026 la Commissione europea ha avviato procedure di infrazione nei confronti dei 27 Stati membri per il mancato completo recepimento della direttiva entro il termine previsto.
Per questo motivo, prima di valutare gli obblighi concretamente applicabili a uno specifico edificio italiano, sarà necessario verificare la normativa nazionale di recepimento vigente al momento dell'intervento.
In sintesi: devo portare casa in classe D o E?
No, non esiste nella direttiva definitiva un obbligo generalizzato che imponga a ogni proprietario di portare la propria abitazione in classe E entro il 2030 e in classe D entro il 2033.
Per gli edifici residenziali l'Europa richiede invece agli Stati membri di ridurre il consumo medio di energia primaria dell'intero patrimonio edilizio residenziale del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.
Per gli edifici non residenziali saranno invece progressivamente interessati gli edifici con le prestazioni peggiori, secondo le soglie del 16% e del 26% del patrimonio nazionale.
L'obiettivo finale rimane quello di arrivare ad un parco immobiliare europeo a emissioni zero entro il 2050.
Penso possa esserti utile l'articolo su come migliorare la classe energetica degli appartamenti.
A presto, Vincenzo.
