relazione compravendita notaio tecnica

 

Lo Studio Madera, vista la lunga esperienza nella stesura di Relazioni (Note) Tecniche Notarili di compravendita e nella verifica della corrispondenza urbanistica e catastale tra stato di fatto ed i progetti depositati relativi all’immobile, offre solide garanzie circa l'alta qualità e la celerità nel concludere tale pratica, obbligatoria in molte realtà, tra cui Firenze e Toscana.

Di seguito una breve guida su cos'è la relazione tecnica di compravendita, quando è obbligatoria, le verifiche, le difformità, le soluzioni agli abusi, i costi e le informazioni circa il soggetto (acquirente o venditore) che dovrà pagare il tecnico.

 

 

 

Che cos'è la relazione tecnica di compravendità o nota tecnica notarile?

La Relazione Tecnica è uno strumento, redatto da un Ingegnere, Architetto o Geometra, attraverso il quale il venditore deve garantire in sede di contratto, la conformità catastale ed urbanistica dell’immobile oggetto della compravendita.

Quando è necessaria la verifica delle conformità o la relazione tecnica di compravendita?

In caso di compravendita o di specifici interventi edilizi (vedi approfondimento) dove è prevista l'asseverazione da parte di un tecnico. Inoltre, molti istituti bancari la richiedono al fine di concedere un mutuo. 
 Cosa occorre verificare?
  • Conformità urbanistica: occorre verificare e confrontare i/il titolo/i abilitativo/i autorizzativo/i con cui è stato realizzato (o modificato) l'edificio con lo stato di fatto in cui versa l'immobile.
Negli anni si sono susseguiti diversi titoli abilitativi ed in particolare, la licenza edilizia per gli edifici costruiti prima del 1977, la Concessione edilizia per gli edifici costruiti tra il 1977 ed il 2003, il permesso di costruire per edifici costruiti dopo il 2003. Nell'eventualita anche Concessione in sanatoria se l'edificio è stato realizzato in maniera difforme o senza titolo abilitativo ed è stato accettata la richiesta di condono. Inoltre, per opere minori si sono susseguite DIA, SCIA e CILA.
  • Regolarità Catastale: è la corrispondenza tra lo stato di fatto ed i dati catastali. Il catasto è un ufficio statale che ha una funzione prettamente fiscale. Non è "probatorio" e non dimostra alcunchè rispetto alla regolarità edilizia dell'immobile.(vedi approfondimenti)
  • Abitabilità: nonostante un orientamento assolutamente minoritario, che ha dedotto dalla mancanza di abitabilità la nullità del contratto, si deve ritenere che l'assenza di abitabilità non incida sulla commerciabilità, sebbene tale carenza debba essere oggetto di specifica regolamentazione fra le parti. Pertanto, in assenza di deroga contrattuale, è obbligo del venditore di trasferire il bene munito dell'agibilità o abitabilità.(approfondimenti abitabilità)

abusi conformitàQuali potrebbero essere le difformità e le soluzioni?

Esistono diversi tipi di difformità che non permettono il rilascio della conformità:
  • Edificio abusivo: quando non esiste alcun titolo abilitativo (l'immobile è stato realizzato senza nessun provvedimento amministrativo). In questo caso un nuovo condono edilizio o un Permesso di Costruire in Sanatoria possono sanare la situazione. 
  • Piccole modifiche interne: in questo caso è possibile sanare la situazione con una CILA in Sanatoria per lavori già eseguiti. Esempi: spostamento o demolizione di tramezzi, realizzazione di nuovi bagni, apertura o chiusura porta, realizzazione soppalchi etc.

Per quanto riguarda Firenze, esistono altri tipi di provvedimenti che comportano il semplice deposito dello stato di fatto in cui si trova l'immobile. Esite inoltre una lista di "piccoli abusi" che non necessitano della sanatoria.

  • Modifiche esterne e aumento di volumetria: è possibile sanare con una SCIA o Permesso di Costruire in Sanatoria. Esempio: chiusura del balcone con una veranda, ampliamento edificio, opere strutturali, creazione balcone o terrazza etc. 

Nella pratica le difformità sono innumerevoli ed ogni fattispecie merita una valutazione ed una risoluzione specifica. Non tutte le difformità si possono sanare, quindi bisogna prestare la massima attenzione.
Ma attenzione, è possibile trasferire regolarmente un immobile che non ha la completa conformità urbanistica. Infatti se l'immobile (costruito regolarmente) ha subito durante la sua storia dei piccoli interventi di modifica non autorizzati (che comportano la perdita della conformità urbanistica), la commerciabilità del bene è garantita, l'importante è segnalarli nella relazione.

Edifici realizzati prima del 1967
Se l'immobile è stato realizzato prima del 1/09/67 è possibile evitare la menzione del titolo abilitativo con un'apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. La responsabilità di questa importante dichiarazione riportata nel rogito è del proprietario.
Questa semplificazione (introdotta con la Legge 47/85), permette la commerciabilità di un immobile realizzato prima del 1/09/67 ma non ne dimostra la conformità urbanistica. Occorre però dichiarare che l'immobile è stato realizzato precedentemente a tale data e che successivamente non sono state realizzate opere che avrebbero potuto incidere sulla conformità dell'appartamento.

 

Rischi e responsabilità. IMPORTANTE!!!!!

Questo è il paragrafo da leggere con maggiore attenzione.

La conformità urbanistica è dichiarata dal venditore, il quale può delegare un tecnico. Il notaio non ha l'obbligo di verificare che questa dichiarazione sia veritiera. LA RESPONSABILITA' (CIVILE E PENALE, servizi sociali o galera) E' QUINDI DEL VENDITORE, per questo motivo è importante affidarsi a tecnici con esperienza. L'abuso non si trasferisce con la compravendita, e resta in testa a colui che lo ha realizzato. Il venditore potrebbe trovarsi in situazioni davvero spiacevoli.

Naturalmente anche l'acquirente, di fronte ad un appartamento difforme, deve scegliere se rifarsi, e quindi intraprendere una lunga e costosa (con rischio prescrizione) azione legale, o abbassare la testa e sanare di tasca propria gli abusi. Vorrei sottolineare che NON TUTTI GLI ABUSI SONO SANABILI. Questo porterebbe a multe salate e alla DEMOLIZIONE A PROPRIE SPESE del manufatto. In questo caso,  l'acquirente deve sanare l'abuso, per poi pretendere dal venditore la restituzione della somma spesa.

Il tecnico rischia in quanto dichiara il falso (civile e penale), ma non è stato colui che ha realizzato l'abuso. La scelta dell'acquirente su quale figura rifarsi deve tenere in considerazione questo aspetto.

Per far comprendere quali son i rischi vorrei fare degli esempi, con nomi di fantasia, di mie esperienze passate:

Compravendita monolocale a destinazione abitazione di 22 mq a Firenze: nella precedente compravendita il tecnico "Rossi" asseverava la totale conformità dell'immobile del Sig. "Rossini", segnalando l'assenza di titoli abilitativi. Vende al Sig. "Verdi". Passati 5 anni, il Sig. Verdi mette sul mercato l'immobile  e firma un preliminare con il Sig. Bianchi. Dopo un nostro controllo sono emersi ben 3 titoli, i quali indicano come reale destinazione d'uso ufficio. Il bene non è sanabile, vista la metratura e la presenza di una fossa biologica nel vano principale. Morale della storia, il Sig. Bianchi chiede indietro la caparra  al Sig. Verdi ed una sanzione di pari importo (20.000+20.000), il Sig. Verdi denuncia e chiede danni per 80.000 € al Sig. Rossini (immobile del valore di 120.000€). E' in corso un procedimento penale e civile per il tecnico "Rossi" ed il Sig. "Rossini".

Compravendita appartamento, soppalcato, ristrutturato di recente, a Empoli: durante la compravendita il tecnico "Giallo" asseverava la totale conformità dell'immobile del Sig. "Giallini". Vende al Sig. "Arancione". Il Sig. Arancione, facoltoso imprenditore decide di ammobiliare l'appartamento con mobili di lusso e su misura. Dopo 1 anno imbianca il salone e le camere. I muratori del Sig. Arancione, poco attenti, sporcano l'androne del condominio. Il vicino del Sig. Arancione chiama i vigili, i quali, a seguito dei controlli, segnalano gli abusi e impongono un termine categorico di messa a norma di un mese. Veniamo incaricati per sanare la situazione. Il soppalco non è sanabile (quota di 2,2 m) e alcuni ambienti devono essere modificati. La richiesta danni supera il valore della casa. E' in corso un procedimento penale e civile per il tecnico "Giallo" ed il Sig. "giallini".

 

Il mio intento non è quello di spaventarvi, la maggior parte delle volte tutto è in regola, ma vorrei che non sottovalutaste questo aspetto della compravendita. Non state acquistando/vendendo un gelato, ma un oggetto che per la maggior parte di noi è l'investimento di una vita.

 

IN PASSATO, HO INCONTRATO TECNICI NEGLIGENTI E SENZA ALCUNA CONOSCENZA IN MATERIA. NON AFFIDATE A MANI INESPERTE. 

Noi dello studio consigliamo di verificare la regolarità prima di mettere in vendità il bene, nel caso l'immobile dovesse avere dei vizi.

Qual'è il costo / prezzo? 

Il prezzo medio di una relazione tecnica varia in base a molti aspetti: luogo, complessità, tipologia di immobile, tempi di consegna, distanza etc.. Lo studio Madera, avendo una lunga esperienza, riesce a redigere la relazione a costi molto contenuti.

Venditore o acquirente, chi deve pagare la relazione tecnica di compravendita?

Ogni città ha le sue consuetudini. A Firenze ed Empoli è il venditore ad incaricare il tecnico, mentre a Pisa o Prato è l'acquirente a farsi carico della spesa (visto l'investimento economico, evitare fregature non dovrebbe essere considerata una spesa, da entrambe le parti!!!!). Comunque, nulla vieta accordi privati tra le parti.

 A seguito del rogito è obbligatorio comunicare al catasto il cambio del proprietario attraverso la voltura (vedi approfondimenti)

Approfondimenti

Linee guida per la redazione della relazione tecnicaper gli atti redatta dal collegio dei geometri di Firenze, Prato e Pistoia.

 

Potrà ottenere maggiori informazioni su costi, tempi e altro, o un preventivo gratuito via mail riempiendo il form sottostante, oppure contattandoci via telefono al 347 277 85 86.

  

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