MIGLIOR ANTIFURTO casa 2021, costi / prezzi. Come scegliere Allarme

Antifurto casa: nell'articolo scopriremo le tipologie di impianti di videosorveglianza, con telecamere da esterno, interno e allarmi. Le migliori marche con costi e prezzi. Quali sono le detrazioni fiscali e ti segnalerò le recensioni e le opinioni raccolte nel web e nei forum. Approfondimento sulle marche più apprezzate come Daitem, Tecnoalarm o Casasicura per un antifurto 365 giorni di protezione antintrusione. 

ANTIFURTO CASA migliori costi e prezzi Allarme telecamere

La protezione passiva della casa, costituita dai dispositivi che hanno lo scopo di rallentare e rendere difficoltosa l’effrazione quali porte blindate, inferriate, cartelli, adesivi etc., per quanto robusta e accurata, può essere violata abbastanza facilmente dai malviventi.

Per questo motivo, la sicurezza della casa viene spesso consolidata dalla protezione attiva, allo scopo di rilevare e segnalare, sia localmente che a distanza, i tentativi d’intrusione. Questo avviene attraverso l’installazione di un sistema antifurto (videosorveglianza e allarme) valido ed efficace, che valuti i punti deboli e vulnerabili dell’edificio.

Prima di andare a valutare le migliori marche del mercato, sulla base delle recensioni e delle opinioni raccolte dal web, e i prezzi dei vari dispositivi, cerchiamo di capire cosa ci offre il mercato per rendere la nostra casa sicura e protetta.

 

Quali sono le tipologie di allarme antifurto? Via cavo, wireless, misti e integrati.

Gli impianti di allarme sono di due tipi principali: via cavo con fili e wireless senza fili.

1 allarme con fili: l'impianto d’allarme è costituito da una rete di cavi elettrici da incassare nel muro, che collega le varie componenti (telecamere esterne, interne etc.) del sistema disposte nell'appartamento.

E’ alimentato da un circuito elettrico a bassa tensione (220 v, quella delle nostre case).

L'installazione è ideale negli edifici in fase di costruzione, di ristrutturazione o nel caso in cui le canaline dell’impianto elettrico possano ospitarne i fili.

In caso contrario, tale sistema richiederebbe notevoli costi e tempi. E’ un impianto molto sicuro, perché i fili sono incassati nel muro e, nel caso venissero tagliati, farebbero scattare l’allarme.

2 allarme wireless o via radio: non sono necessari cavi, le varie componenti comunicano grazie alle onde elettromagnetiche. L’energia è fornita da batterie a lunga durata, la cui carica è sotto controllo. L’impianto, perciò, è funzionante anche in caso di black-out o di guasti alla linea elettrica. Le tempistiche d’installazione sono brevi ed i costi complessivi abbastanza bassi. Il miglioramento di tali impianti ha reso quasi nullo il rischio di interferenze radio. Inoltre, si può modificare tale impianto nel tempo e, in caso di trasloco, può essere reinstallato nella nuova casa.

Questi due tipi di impianti possono essere anche misti e/o integrati.

3 Impianti misti: parte dell’impianto è realizzato via cavo (solitamente la centrale d’allarme e le sirene), parte via radio (gli altri elementi).

4 Impianti integrati: Vengono abbinate misure di protezione attiva con quelle passive. Ad esempio, la serratura elettronica della porta blindata viene collegata all’antifurto.

sistemi d’allarme, inoltre, possono essere distinti in:

  • perimetrale, disposto lungo le pareti esterne dell’abitazione e le zone esterne in genere. Penso possa esserti utile l'approfondimento su questi sistemi.

  • volumetrico, con sensori all'interno della casa che intercettano corpi, movimenti e variazioni di temperatura.

Anche in questo caso, l’ideale è integrarli in quanto, se un ladro riesce a superare la protezione perimetrale, scatta l’allarme del volumetrico.

Quali sono gli elementi di un impianto antifurto?

Premetto che, l’impianto antifurto deve essere progettato “su misura” e in base alle caratteristiche dell’abitazione. È necessario studiare attentamente la planimetria in base alla quale è possibile evidenziare i punti critici a rischio di effrazione: la dislocazione dei locali, il tipo di accessi alla casa e la presenza di terrazzi o balconi. Partendo da qui, occorre agire sugli elementi dell'impianto antifurto.

Un impianto antintrusione è sempre composto da tre elementi:

1) La centrale di allarme, completa di alimentatore e batteria di accumulatori;

2) I rivelatori, che captano i tentativi di intrusione;

3) I dispositivi d’allarme locali e/o remoti (sirene, combinatori telefonici).

elementi impianto allarme

1) La centrale di allarme

E’ l’unità alla quale arrivano i segnali provenienti dai rivelatori e da cui vengono attivati i dispositivi d’allarme. Si tratta di un armadietto metallico, che contiene l’elettronica e  la batteria di riserva. Spesso è presente una tastiera mediante la quale, con un codice di sicurezza personale, si attiva o disattiva l’impianto di allarme.

Può essere programmata e attivata tramite la digitazione numerica sulla tastiera, una chiave magnetica oppure via telefono per i modelli GSM. Nei modelli più innovativi la gestione può avvenire anche tramite internet, con il proprio smartphone, grazie alle apposite APP. Si tratta di una soluzione estremamente efficiente – soprattutto se unita ad un sistema di videosorveglianza - che permette di tenere la propria abitazione sotto stretto controllo.

Il dispositivo di comando può essere dotato anche di un codice antirapina, utile quando il ladro costringe con la forza il proprietario di casa a disattivare l’antifurto: digitandolo, vengono inviati segnali di allarme silenziosi attraverso il combinatore telefonico (dispositivo che avverte telefonicamente alcuni numeri pre-impostati).

2) I rivelatori

Sono quei dispositivi che permettono di rilevare la presenza di un intruso.

Alcuni rilevano il movimento dell'intruso (rivelatori a microonde e a ultrasuoni), altri rilevano il calore emanato dal corpo dell'intruso (rivelatori a infrarossi passivi), altri, detti "puntuali" (contatti magnetici), rilevano l'apertura non autorizzata di porte e finestre.

Recentemente, sono comparsi anche i rivelatori a doppia tecnologia: in una stessa unità sono presenti sensori sensibili a stimoli di natura diversa (microonde + infrarossi passivi; ultrasuoni + infrarossi passivi), che hanno il vantaggio di far diminuire  l'incidenza dei falsi allarmi.

Inoltre, si possono inserire dei rivelatori di situazioni di rischio. Ad esempio, un rivelatore di perdite di gas o un rivelatore di allagamento, dotato di elettrovalvola di chiusura.

3) I dispositivi di allarme

La segnalazione dell'allarme è la funzione fondamentale dell'impianto antintrusione. Una volta che l'informazione di allarme arriva alla centrale, questa la memorizza e attiva i dispositivi previsti per segnalare tale situazione.

Diverse sono le tecniche di segnalazione in uso. La più comune è quella di emettere suoni di elevata intensità tramite sirene. Inoltre, la sirena può essere dotata di lampeggiatore, che facilita l’individuazione dell’abitazione da cui proviene l’allarme.

E’ consigliabile affiancare alle sirene un combinatore telefonico in grado di inviare uno o due messaggi vocali preregistrati di allarme, utilizzando la normale linea telefonica. Il messaggio viene trasmesso a una serie di numeri telefonici prestabiliti o alla sala operativa della locale Questura o ad un Istituto di Vigilanza privata, quest’ultimo con servizio tenuta chiavi.

Novità del mercato sono le sirene “parlanti” che cioè emettono un messaggio preregistrato invece del solito e banale suono delle classiche sirene. Ci si preoccupa del fatto che ormai non si fa più caso quando una sirena di un allarme si attiva nel nostro vicinato: avere un sistema diverso come una sirena che parla può avere un valore dissuasivo maggiore e quindi un migliore effetto in caso di effrazioni.

Passiamo ora agli aspetti economici. Partiamo dalle agevolazioni:

Antifurto: detrazioni fiscali e bonus per ristrutturazioni 50% - Incentivi.

Premettiamo che l'installazione di un impianto antifurto ricade tra gli interventi di manutenzione ordinaria (art. 6 del Testo Unico sull'Edilizia).

Questi interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo. Non occorre realizzare alcuna pratica edilizia o permesso.

L'antifurto, comunque, rientra tra le opere soggette a detrazione fiscale per le ristrutturazioni al 50 %.

Ma in cosa consistono queste detrazioni fiscali? Immaginiamo di installare un impianto antifurto e di spendere 1.000 €. Oggi l'Agenzia delle Entrate restituisce il 50 % in detrazioni Irpef. Quindi, l'agenzia, non ti verserà sul conto 500 € (50% di 1.000 €) ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in 10 rate annuali. 

Si considerano detraibili le spese per:

    • impianti di videosorveglianza (videocamere, sistemi di visione);
    • impianti di antifurto;
    • vetri antisfondamento;
    • porte blindate;
    • tapparelle motorizzate e meccaniche;
    • installazione o sostituzione di cancelli, cancellate e protezioni murarie.

Inoltre, solo se la fornitura dell'impianto è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto, quindi l'impianto viene acquistato dalla ditta installatrice, avete diritto ad un'IVA al 10% e non al 22%.  L'impresa in questo caso acquisterà i prodotti dal fornitore (impianto antifurto) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);

I pagamenti dovranno avvenire attraverso bonifico parlante. Molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-copilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverete questo servizio. Comunque, le corrette diciture delle causali:

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___”.

L’agenzia delle entrate ha anche chiarito che l’agevolazione fiscale è valida anche in caso di acquisto dei prodotti ed installazione fai da te. Basterà effettuare il pagamento come già indicato e consegnare la fattura del fornitore al proprio commercialista o CAF.

Se intendi approfondire questo argomento, ti consiglio l'articolo sulle detrazioni.

Ma tutto questo, quanto ti costa?

Quanto costa un impianto antifurto con videosorveglianza e allarme? 

Data la vasta quantità di accessori e la possibile complessità dei progetti di sicurezza, non è semplice quantificare il costo di un allarme casa.

costo e prezzo antifurto allarme

In ogni caso, valutando i componenti da installare e le marche selezionate, è possibile indicare diverse fasce di prezzo.

  • Modelli economici: partono dai 150 euro per arrivare ai 300.
  • Modelli mediamente posizionati: i costi sono attestati sui 300-700 euro.
  • Modelli semiprofessionali: tra i 700 ed oltre i 1.500 euro.

Queste tre ipotesi di prezzo sono possibili senza tener conto delle possibili variazioni, dovute al totale degli ingressi che si possono collegare e alla tecnologia supportata, che sia filare o wireless (il prezzo sale quando si tratta di sistemi a doppia frequenza o superiori).

A questi vanno aggiunti eventuali costi di manodopera dell’installatore (di norma fra 20 e 25 € all’ora) a meno di non effettuarla da soli.

Kit di allarme casa: alcuni rivenditori propongono dei kit di allarme completi a costi che partono dai 300 euro, per arrivare intorno ai 700. Una buona soluzione per chi cerca un antifurto semplice ed economico, nel cui kit sono compresi sensore, sirena, contatti magnetici, centralina. L’installazione può essere effettuata con il fai-da-te, facile e intuitiva. I kit sono normalmente espandibili a piacere e questo consente di adattarli al proprio caso. Ci sono comunque anche kit fai da te più completi, i prezzi ovviamente salgono ma possono includere anche sensori per l’esterno ed opzioni avanzate.

Le telecamere di sorveglianza, e ancor di più le termocamere, possono far salire considerevolmente il prezzo: si consideri che ogni singola videocamera può avere un prezzo compreso tra i 50 ed i 200 €.

La comparazione tra diverse aziende e la richiesta di diversi preventivi permette spesso di trovare il miglior rapporto qualità – prezzo.

Controllare sempre se l’Iva è esclusa o inclusa.

Concludiamo con l'argomento principe dell'articolo:

Quali sono i migliori impianti antifurto?

È davvero difficile riuscire a stilare una lista dei migliori produttori di impianti antifurto. Per far questo ho raccolto le informazioni dai miei clienti e dai forum del web. Vediamo cosa ne pensa chi ha già acquistato questi prodotti:

Casasicura.it: menzione speciale per una delle marche più innovative: vende esclusivamente sul web da ben 14 anni e costantemente sfodera novità interessanti. Il vantaggio principale di questa azienda è di produrre e commercializzare direttamente, saltando quindi distributori e rivenditori vari. Da quanto risulta dalle recensioni presenti su internet, le caratteristiche più apprezzate sono la gestione del servizio di assistenza e post vendita, l’affidabilità e la semplicità di utilizzo dei prodotti. Sotto questo punto di vista spiccano i sistemi antifurto Siqura nelle varie versioni (singola, doppia e tripla frequenza – con collegamento web e wifi, ecc) che adottano tecnologie all’avanguardia e sono prevalentemente destinati ad una installazione fai da te (ma c’è anche il servizio di installazione, su richiesta). Vastissima gamma di sensori e dispositivi come anche prodotti per la videosorveglianza. Per il 2021 le novità sono la compatibilità con router 2.4Ghz e 5Ghz, la possibilità di collegare il sistema via cavo e in wifi, la quadrupla frequenza con l'aggiunta della 2400Mhz, la compatibilità con Home assistant, Google Home, Alexa, IFTTT e il lettore per impronte digitali.

Daitem: Non è facile trovare trovare recensioni su questi prodotti. Anzi non ne ho trovate. Per esperienza, i prodotti di questa casa di produzione sono considerati dii ottima fattura, partendo dagli antifurti per la casa mediamente professionali, fino all'ottima qualità di alcuni modelli. La centralina DC330-21I, combinatore telefonico GSM si attesta su un costo di circa 1100 euro. Il kit Daitem DC377-21I raggiunge un prezzo di circa 1500 euro, a fronte di una composizione di centralina, 4 trasmettitori per contatti, 1 sirena da esterno, 1 rilevatore volumetrico.

Tecnoalarm: società torinese, possiede una buona reputazione presso il pubblico e offre dei modelli di centralina TP4-20 GSM che controllano fino a 20 ingressi cablati e wireless.

I punti forti: assistenza, rapporto qualità- prezzo, affidabilità anche per gli impianti installati in passato. Punti deboli: costi più alti dei competitor, poca sviluppo della app e del sistema operativo (sistema poco intuitivo).

Diagral: kit di allarme a 716 euro, composti da 2 sensori, centralina, 2 contatti magnetici, un combinatore e un telecomando.

Pregi: semplicità di installazione e costi ridotti. Difetti: non pervenuti sul web!!

Nel gruppo c’è da inserire anche la marca  Rokonet, che presenta in catalogo un kit Agility 3, composto da sensore PIR, centralina e telecamera incorporata nel sensore a circa 700 euro. Una possibilità per controllare via web in tempo reale tutti i movimenti dei nostri ambienti.
Altre ottime marche di sistemi di allarme è la Bticino, che gode di molta stima da parte degli utenti dovuta all'affidabilità e al rapporto qualità / prezzo.  Antifurto365 con i prodotti sentinel, defender e ialarm, Verisure con il servizio di pronto intervento, Beghelli, Bentel, Honeywell, Silentron completano la lista.

Mi scuso se mi sono dilungato, ma l'argomento è davvero ampio. Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.

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CHI SONO?

Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo MaderaFin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito vengono lette circa 60.000 volte ogni giorno. Parlo di edilizia, strutture, impianti, energetica e interior design.

Spero che, grazie al web, diventeremo amici:

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