Dichiarazione di rispondenza impianto 2020: certificato elettrico gas..

Dichiarazione di rispondenza di un impianto elettrico, idro-termo-sanitario, gas, canna fumaria. Cos'è, quando è obbligatoria, qual è il costo del certificato? Fac-simile esempio PDF e word editabile.

certificato di rispondenza elettrico gas idro-termo-sanitario caldaia

Le dichiarazioni di conformità sono state introdotte con la legge 46 del 1990 sostituita nel 2008 dal DM 37. Naturalmente, se l'impianto elettrico o gas di casa tua è precedente al '90 è inutile incolpare tua mamma o tua nonna di non ricordarsi in quale cassetto hanno lanciato la dichiarazione. Semplicemente, non esiste!

Se stai realizzando un impianto nuovo di pacca, stai leggendo i consigli dell'ingegnere giusto ma l'articolo sbagliato. A te interessa la dichiarazione di conformità DICO, clicca qui.

Viceversa, qualora il tuo impianto risalisse a prima del 2008, potresti certificarlo senza doverlo smantellare. In questo caso, viene in soccorso la Dichiarazione di Rispondenza, o in maniera più smart, DIRI.

Ma vediamo tutti gli aspetti legati a questo certificato:

Cerchiamo di capire di cosa si tratta:

Che cos'è la dichiarazione di rispondenza (DIRI) dell'impianto?

La dichiarazione di rispondenza (DiRi) è un documento che sostituisce il certificato di conformità nel caso in cui, quest'ultimo, fosse inesistente o irreperibile. Naturalmente,  per poter disporre di questa dichiarazione, l'impianto deve essere conforme alle prescrizioni di legge vigenti al tempo della realizzazione.

che cos e la dichiarazione di rispondenza

IMPORTANTE! La DIRI può essere rilasciata solo per gli impianti realizzati prima del 27/03/2008, data di entrata in vigore del DM 37/08. Inoltre, questi impianti devono essere successivi al 1990. Non puoi certificare l'impianto del 1960 con le placche vintage. 

quando utilizzare la dichiarazione di rispondenza

Qualora l'impianto fosse stato realizzato successivamente al 2008 non ci sono alternative al rifacimento ex-novo dell'impianto.

Spesso mi chiedono: non sono a conoscenza dell'anno di realizzazione, come faccio a datare il mio impianto? Keep calm, non dovrai diventare un detective. Sarà il tuo tecnico a valutarlo.

La DiRi dovrà essere riferita alla regola dell'arte vigente all'epoca di esecuzione dell'impianto. 

In generale, la regola dell'arte più recente è da considerarsi con un grado di sicurezza equivalente o superiore rispetto alle precedenti. Per semplificare, un impianto realizzato nel 2012 è sicuramente più "sicuro" di un impianto realizzato nel '98 e così via.

Quindi, nel caso in cui non sia noto il periodo di installazione dell'impianto, molti tecnici verificano il sistema con le prescrizioni attuali. Oltre al modello, deve essere allegata una descrizione schematica dell'impianto.

Ribadisco! Un impianto realizzato dopo il 2008 non può essere “sanato” con una Dichiarazione di Rispondenza. In questi casi è necessario realizzare un nuovo impianto per poi redigere la dichiarazione di conformità.

Il certificato può essere redatto da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata.

Oppure, nel caso di:

  • impianto elettrico a servizio di un immobile residenziale superiore ai 400 metri quadri, o commerciale superiore a 200 metri quadri;
  • potenza elettrica del contatore superiori ai 6 kw;
  • impianti gas la cui portata termica complessiva sia superiore di 50 kw;

da un professionista iscritto all'albo professionale, che ha esercitato la professione nel settore impiantistico, per almeno 5 anni.

Quali impianti possono essere certificati? 

Possono essere certificati gli impianti: elettrico, idraulico - sanitario, riscaldamento termo e caldaia, gas cottura, evacuazione fumi (canna fumaria), radiotelevisivo, antincendio ecc.

Prendiamo ad esempio gli impianti elettrici realizzati prima del 2008. Semplificando, tali sistemi possono essere certificati tramite DIRI se:

    • muniti di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto;
    • muniti di protezione contro i contatti diretti;
    • muniti di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale;

Scusa, non volevo lanciarti termini alla rinfusa. E' solo per fare un esempio. Difatti, per ottenere la DIRI non dovrai prendere in mano il vecchio libro di impianti ma, più semplicemente, dovrai contattare un tecnico che eseguirà le seguenti fasi:

1 Rilievo dell'impianto.

2 Verifica dei componenti dell'impianto.

3 Prove sul funzionamento dell'impianto.

4 Stesura del modello con gli esiti.

In genere, nel giro di due settimane potresti ottenere il certificato.

Quando chiedere una DIRI?

Come ti anticipavo, la Diri può sostituire nei casi sopraelencati, la dichiarazione di conformità. Quindi, può essere finalizzata per:

  • evitare la realizzazione di un impianto nuovo e garantire la "sicurezza" del sistema;
  • certificare un impianto esistente realizzato prima del 2008;
  • aumentare la potenza delll'impianto;

  • allacciare nuove utenze;
  • richiedere il certificato di agibilità, cambi di destinazione d'uso, frazionamenti e fusioni;
  • aprire nuove attività commerciali. Difatti, lo sportello per le attività produttive SUAP, per rilasciare il nulla osta richiede che gli impianti siano a norma o certificati.

Se l'impianto non fosse certificabile?

Se il professionista dovesse rilevare alcune difformità rispetto alle norme del tempo, quest'ultimo potrebbe richiedere delle modifiche utili al raggiungimento delle condizioni di sicurezza. In questo caso, l'installatore dovrà predisporre anche la dichiarazione di conformità delle opere eseguite da allegare alla Diri.

Quindi, se anche non fosse certificabile, non disperare. Potresti renderlo tale. Ma attenzione! In questi casi, ti conviene chiedere due preventivi. Tra le spese per la redazione della Diri e gli interventi per la messa a norma, potrebbe convenirti un nuovo impianto.

Modello pdf e word editabile.

Per avere un'idea di come si presenta la dichiarazione scarica i modelli in pdf e word editabile. A differenza della DiCo, questo modello non è un allegato del DM 37/08 ma è il documento utilizzato dai Vigili del Fuoco. Usano tutti questo:

Quando scade una dichiarazione di rispondenza?

La dichiarazione di rispondenza, come nel caso del certificato di conformità, non ha una scadenza.

Il certificato resta valido fino a quando non interverrai sull'impianto senza certificarlo e tutto si manterrà integro! Se l'impianto dovesse subire dei danneggiamenti o se volessi apportare delle modifiche contatta il tecnico, pena la perdita della rispondenza.

Qualora smarrissi la dichiarazione ti consiglio di contattare l'impresa installatrice per chiederne una copia. Se anche loro l'avessero persa, è possibile richiedere un accesso agli atti al settore ambiente del Comune dove è ubicato l'appartamento.

Qual è il costo della diri?

Il costo della dichiarazione di rispondenza, per quanto riguarda il residenziale, varia dai 150 € ai 700 €.

Vediamo i costi medi di una DIRI, per un appartamento di circa 100 mq, se a dichiarare sarà un rappresentate di un'impresa:

    • Impianto elettrico: da 400 a 600 € + iva.
    • Impianto di riscaldamento termico: da 300 a 400 € + iva.
    • Impianto di condizionamento: da 250 a 400 € + iva.
    • Evacuazione fumi (canna fumaria): da 500 a 700 € + iva.
    • Impianto gas: da 300 a 400 € + iva.
    • Impianto antenna TV: da 150 a 200 €+ iva.

Ovviamente, questi costi sono simili solo se non dovrai intervenire per rendere l'impianto certificabile. A quel punto, dipende dalle lavorazioni.

Se poi, possiedi un impianto più "consistente" che richiede la firma di un ingegnere,  i prezzi salgono. Cercherò di fornirti un prezzo indicativo di una DIRI realizzata da un ingegnere per impianti più "potenti":

    • Impianto elettrico: € 15 / 20 a mq per le abitazioni, 10 / 25 € per i negozi, edifici industriali, artigianali e commerciali.
    • Impianto di riscaldamento: nel caso di generatori con potenze comprese tra 50 e 200 Kw, in caso di combustibile gassoso, € 25 / 30 per kW, mentre, in caso di combustibile non gassoso 15 / 20 € per kW. In caso di potenze superiori a 1.000 kw, il prezzo a kw scende di 10/15 €.
    • Impianti antincendio:500,00 per idrante/naspo + € 80,00 per rivelatore incendio puntiforme.
    • Impianti idrosanitari300 / 500,00 ad utenza.
    • Canna fumaria: 500 e i 1.500 €.

Comunque, ti consiglio di chiedere un preventivo per avere un prezzo certo. Oggi, puoi sfruttare il web per farlo!

Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto. Vincenzo.

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CHI SONO?

Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo MaderaFin da ragazzo, mio padre mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito vengono lette circa 30.000 volte ogni giorno. Parlo di edilizia, strutture, impianti, energetica e interior design.

Spero che, grazie al web, diventeremo amici:

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