Come funziona un sistema di allarme professionale: cosa succede quando scatta?

Come funziona un sistema di allarme professionale

Quando si valuta un sistema di allarme, tra le domande più importanti non ci sono solo le classiche: “quanti sensori ha l’antifurto?”, “quali dispositivi sono installati?” o “quanto è protetto da tentativi di manomissione?”. Un’ulteriore domanda altrettanto utile è: quando scatta l’allarme, cosa succede esattamente?

Un impianto base avvisa l’utente con una sirena o una notifica sul telefono. Salendo di livello, esistono sistemi che attivano una catena più strutturata: rilevazione, verifica e intervento.

Quando scatta un allarme, quali sono le domande davvero importanti?

Quando un allarme si attiva, non basta chiedersi quale sensore sia scattato o fare affidamento solo sull’effetto deterrente della sirena.

È più utile cambiare prospettiva. Le domande decisive sono: chi riceve il segnale, chi verifica cosa sta accadendo e chi interviene se l’allarme è reale.

Queste tre domande aiutano a capire il funzionamento di qualunque sistema di allarme, dal più semplice al più strutturato.

La prima domanda è: chi riceve il segnale?

In un sistema base, il segnale può arrivare soltanto all’utente tramite sirena, notifica sul telefono, SMS o chiamata automatica. In altri sistemi, invece, il segnale può essere trasmesso a un istituto di vigilanza o a una centrale operativa.

La seconda domanda è: chi verifica l’allarme?

Un allarme può scattare per una reale intrusione, ma anche per un errore, una porta chiusa male, un animale, un’anomalia tecnica o una batteria scarica.

La terza domanda è: chi interviene?

A seconda del tipo di impianto, può intervenire direttamente il proprietario, un vicino, una persona di fiducia, un istituto di vigilanza o, nei casi previsti, le Forze dell’Ordine o i servizi di emergenza.

Come funziona un sistema di allarme: dalla rilevazione alla risposta

Un sistema di allarme funziona attraverso una catena di passaggi: rilevazione, trasmissione, verifica e risposta. Ogni fase ha un ruolo preciso e può essere più o meno automatizzata a seconda del tipo di impianto.

La sequenza tipica è questa.

1. Rilevazione

La rilevazione avviene tramite i sensori. Sono i dispositivi che controllano porte, finestre, ambienti interni, accessi esterni o zone perimetrali.

I sensori più comuni sono:

  • sensori di movimento;
  • sensori di apertura;
  • sensori perimetrali;
  • sensori antiurto o antivibrazione;
  • sensori con fotocamera;
  • telecamere;
  • pulsanti SOS o antipanico.

Quando uno di questi dispositivi rileva un’anomalia, invia un segnale alla centralina. I marchi noti del settore (El.Mo, Tecnoalarm, Daitem, Verisure ecc.) garantiscono performance molto interessanti dei sensori e dispositivi sempre più evoluti e meno vulnerabili.

2. Trasmissione del segnale

La centralina riceve il segnale dal sensore e lo trasmette secondo le impostazioni del sistema.

Può attivare una sirena, inviare una notifica all’app, mandare un messaggio, effettuare una chiamata automatica o inoltrare il segnale a una centrale operativa. Aziende come Sicuritalia e Civis offrono quest’ultimo servizio. Così come Verisure che ha una Centrale Operativa H24 proprietaria e risponde ai segnali d’allarme entro 60 secondi.

Questa fase è importante perché stabilisce chi viene informato dell’evento e con quale rapidità.

3. Verifica dell’evento

La verifica serve a capire se lo scatto dell’allarme corrisponde davvero a un pericolo.

Nei sistemi più semplici, la verifica è a carico dell’utente. Ricevuta la notifica, l’utente deve aprire l’app, guardare eventuali immagini, controllare la situazione e decidere cosa fare.

Nei sistemi collegati a una centrale operativa, invece, la verifica può essere svolta dal personale incaricato, attraverso le informazioni trasmesse dall’impianto: sensori attivati, immagini, audio o altri dati disponibili.

La verifica è il passaggio più delicato, perché permette di distinguere un evento reale da un falso allarme.

4. Risposta

Dopo la verifica, si decide come rispondere.

La risposta può essere molto diversa a seconda del tipo di sistema:

  • nessuna azione, se si tratta di falso allarme;
  • controllo da parte dell’utente;
  • chiamata a una persona di fiducia;
  • attivazione della sirena;
  • contatto con un istituto di vigilanza;
  • eventuale allerta ai servizi competenti;
  • invio di personale sul posto, se previsto dal servizio;
  • attivazione di dispositivi deterrenti, se installati.

Come funziona un sistema collegato ad una centrale operativa

Un sistema collegato a centrale operativa aggiunge una fase di gestione esterna dell’evento. Il segnale non arriva solo all’utente, ma anche a una struttura presidiata che può verificare l’allarme e applicare una procedura di risposta.

Il funzionamento può essere riassunto in tre passaggi: monitoraggio, verifica e gestione dell’intervento.

Monitoraggio

Quando l’impianto è attivo, i sensori controllano le zone protette e comunicano con la centralina. Se viene rilevata un’anomalia, la centralina trasmette il segnale.

Nei sistemi collegati, il segnale può arrivare anche alla centrale operativa, che prende in carico l’evento secondo le procedure previste dal contratto o dal servizio.

Verifica

La centrale operativa riceve lo scatto d’allarme e verifica le informazioni disponibili.

La verifica può avvenire tramite:

  • sequenza dei sensori attivati;
  • immagini inviate dai sensori fotografici;
  • audio ambientale, se previsto;
  • contatto con l’utente;
  • confronto con le procedure registrate.

Alcuni operatori utilizzano una doppia verifica, ad esempio tramite immagini e audio, prima di classificare l’evento come reale e attivare eventuali procedure esterne.

Gestione della risposta

Se l’allarme viene considerato non reale, l’evento può essere chiuso come falso allarme o anomalia.

Se invece l’evento appare fondato, la centrale operativa può attivare le azioni previste: contatto con l’utente, avviso a persone indicate, intervento di vigilanza privata, segnalazione ai servizi competenti o attivazione di dispositivi deterrenti installati nell’immobile.

Il punto non è che questo modello sia sempre necessario per tutti, ma che funziona in modo diverso da un sistema che invia soltanto una notifica al proprietario.

Perché la verifica è una fase così importante?

La verifica è importante perché un allarme non corrisponde sempre a una vera intrusione. Senza verifica, ogni scatto diventa un dubbio da risolvere rapidamente.

I falsi allarmi possono dipendere da molti fattori:

  • errore nell’inserimento o disinserimento dell’impianto;
  • porta o finestra non chiusa correttamente;
  • animale domestico;
  • sensore posizionato male;
  • vibrazioni;
  • condizioni atmosferiche;
  • batteria scarica;
  • anomalia tecnica;
  • tentativo di manomissione non confermato.

Per questo, la fase di verifica serve a evitare due problemi opposti: trattare ogni segnale come emergenza oppure ignorare segnali che potrebbero essere reali.

In un sistema gestito solo dall’utente, questa valutazione ricade sul proprietario. In un sistema collegato a centrale operativa, la valutazione viene condivisa con personale incaricato. In entrambi i casi, però, la logica resta la stessa: capire prima di intervenire.

Sistemi fai-da-te, smart home e sistemi collegati: cosa cambia davvero?

Le diverse tipologie di allarme non si distinguono solo per prezzo, tecnologia o numero di sensori. La differenza principale riguarda la gestione dello scatto: chi riceve il segnale, chi verifica e chi decide cosa fare.

Confronto tra sistemi professionali e non
AspettoSistema fai-da-teSistema smart homeSistema collegato a centrale operativa
Ricezione del segnale Utente Utente tramite app Utente e centrale operativa
Verifica A carico dell’utente A carico dell’utente, con eventuali immagini A carico dell’utente e/o della centrale
Falsi allarmi Gestiti dall’utente Gestiti dall’utente Filtrati tramite procedura di verifica
Intervento Decide l’utente Decide l’utente Dipende dalle procedure del servizio
Presidio esterno Assente Di norma assente Presente se previsto dal contratto
Dipendenza dallo smartphone Alta Molto alta Più ridotta
Automazioni Limitate Elevate Elevate
Adatto a Esigenze semplici Controllo da remoto e integrazione smart Situazioni in cui si vuole una maggiore sicurezza

Un sistema fai-da-te può essere sufficiente per chi vuole un avviso semplice.

Un sistema smart home è utile per chi vuole controllo da remoto, automazioni e integrazione con altri dispositivi.

Un sistema collegato a centrale operativa è pensato per chi vuole maggiore sicurezza e che lo scatto dell’allarme venga preso in carico anche da un soggetto esterno.

Non esiste una soluzione valida per tutti: dipende dal tipo di immobile, dal rischio percepito, dal budget e dal livello di gestione desiderato.

A cosa serve la centralina?

La centralina è il centro di coordinamento dell’impianto. Riceve i segnali dai sensori, li interpreta e decide quali azioni attivare: sirena, notifica, chiamata, comunicazione remota o invio a una centrale operativa.

In pratica, la centralina mette in relazione tutti gli elementi del sistema.

Le sue funzioni principali sono:

  • ricevere i segnali dai sensori;
  • distinguere le diverse zone dell’immobile;
  • attivare avvisi sonori o luminosi;
  • inviare notifiche o chiamate;
  • comunicare con l’app;
  • segnalare anomalie;
  • gestire eventuali manomissioni;
  • trasmettere il segnale a una centrale operativa, se prevista.

La qualità della centralina è importante perché un allarme non deve solo rilevare, ma anche comunicare correttamente l’evento.

A cosa servono i sensori?

I sensori servono a rilevare un’anomalia nel punto in cui potrebbe verificarsi un accesso, un movimento o un tentativo di forzatura. Sono la parte dell’impianto che “legge” ciò che accade nell’ambiente.

Non tutti i sensori hanno la stessa funzione.

I sensori di apertura controllano porte e finestre.

I sensori di movimento rilevano la presenza in un ambiente.

I sensori perimetrali proteggono zone esterne o accessi prima dell’ingresso.

I sensori antiurto rilevano colpi o vibrazioni.

I sensori con fotocamera possono fornire immagini utili per la verifica.

Un impianto ben progettato non dipende solo dal numero di sensori, ma dalla loro posizione e dalla loro funzione. Un sensore installato male può generare falsi allarmi o lasciare zone scoperte.

Per questo la progettazione è importante quanto la tecnologia.

Una notifica sul telefono è sufficiente?

La notifica sul telefono è utile, ma non sempre è sufficiente da sola. Funziona bene se l’utente la vede subito, ha connessione, può controllare l’evento e sa cosa fare.

In molti casi la notifica è uno strumento comodo e adeguato. Permette di sapere rapidamente che l’allarme è scattato, controllare eventuali immagini e prendere una decisione.

Il limite nasce quando l’utente non può rispondere:

  • sta dormendo;
  • è alla guida;
  • è in riunione;
  • è in viaggio;
  • ha il telefono scarico;
  • non ha connessione;
  • non riesce a capire dalle immagini cosa stia accadendo.

In questi casi, un sistema che dipende solo dallo smartphone può avere un limite pratico. Non perché la notifica sia inutile, ma perché richiede sempre una reazione dell’utente. Quindi, un utente deve essere anche preparato su come agire in caso di intrusione.

Quando può bastare un sistema semplice e quando serve qualcosa di più strutturato?

Un sistema semplice può bastare quando l’obiettivo è ricevere un avviso e l’utente è disponibile a gestire direttamente la risposta. Un sistema più strutturato può essere utile quando si vuole ridurre la dipendenza dall’intervento personale e avere più sicurezza.

Un sistema fai-da-te o smart può essere adeguato per:

  • piccoli ambienti;
  • garage;
  • cantine;
  • seconde pertinenze;
  • situazioni a basso rischio;
  • utenti che vogliono solo una notifica;
  • persone abituate a controllare tutto da app.

Un sistema collegato a centrale operativa può essere più indicato quando:

  • l’immobile resta spesso vuoto;
  • l’utente viaggia frequentemente;
  • ci sono beni di valore;
  • l’abitazione è isolata o facilmente accessibile;
  • si vuole una verifica esterna dell’evento;
  • non si vuole dipendere solo dallo smartphone;
  • si desidera un servizio di gestione dell’allarme.

Spero che l’articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.

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Chi sono? Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo Madera

Fin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito hanno raggiunto picchi di 60.000 volte ogni giorno.

Insieme a mia sorella Rosa portiamo avanti il nostro studio a Firenze e ci occupiamo di edilizia, strutture, impianti, energetica, bonus e interior design. Ebbene sì, un ingegnere e un architetto che vanno d'accordo!

Spero che, grazie al web, diventeremo amici: Contattami

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