Conto Termico 3.0 Compenso professionale
Come si calcola il compenso professionale incentivabile tramite Conto Termico 3.0?

Per ridurre il rischio di rilievi da parte del GSE sulle parcelle relative alle pratiche del Conto Termico, è consigliabile determinare il compenso professionale facendo riferimento al D.M. 17 giugno 2016 e alle Linee guida della Rete delle Professioni Tecniche.
Queste indicazioni permettono di calcolare un compenso coerente e proporzionato alla complessità dell’intervento, rendendo più semplice motivare l’importo in caso di verifiche.
Formula per determinare il compenso
Secondo il DM, la formula per determinare il compenso professionale CP è:
CP = Σ(V × G × Q × P)
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- V = costo dei lavori dell’intervento;
- G = grado di complessità (Tavola Z-1);
- Q = incidenza della prestazione (Tavola Z-2);
- P = correttivo di scala (Art. 3, comma 4).
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La sommatoria si applica quando si hanno più prestazioni/categorie.
Valore V – costo dei lavori dell’intervento
Il parametro V rappresenta il costo complessivo dei lavori a base dell’intervento su cui si calcola il compenso professionale.
In genere V coincide con l’importo dei lavori risultante da:
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- computo metrico estimativo,
- oppure preventivo/contratto d’appalto,
- oppure quadro economico dell’intervento.
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Il costo deve essere suddiviso per categorie d'opera:
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- edilizia: cappotto ecc.
- strutture: alcune opere degli edifici nzeb, ecc.
- impianti: pompe di calore, building automation, fotovoltaico ecc.
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Cosa includere in V
In genere, in V rientrano i costi direttamente imputabili ai lavori, ad esempio:
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- fornitura e posa di componenti/impianti (macchine, tubazioni, terminali, ecc.);
- opere accessorie strettamente necessarie (opere edili, elettriche, staffaggi, demolizioni/ripristini collegati);
- materiali e manodopera;
- noli e trasporti se parte delle lavorazioni.
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Cosa NON includere (di norma) in V
Non si includono:
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- IVA;
- incentivi/sconti (che non sono lavori);
- spese amministrative e oneri finanziari;
- parcelle professionali;
- altre voci non riconducibili ai “lavori” (es. pratiche, diritti, bolli).
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Parametro G – grado di complessità
Si tratta di un coefficiente adimensionale che varia tipicamente tra 0,85 e 1,15.
Utile a considerare quanto l’opera è:
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- tecnologicamente complessa;
- impiantisticamente articolata;
- strutturalmente rilevante;
- innovativa o standard.
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Ad ogni categoria di opera corrisponde un grado di complessità predefinito, definito nella tavola di riferimento.
Più aumenta la complessità dell’intervento, piu aumenta il valore di G e quindi il compenso stimato.
Parametro Q – incidenza della prestazione
Il parametro Q rappresenta l’incidenza della prestazione svolta dal professionista e varia in funzione dell’attività richiesta, ad esempio:
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- progettazione;
- direzione lavori;
- asseverazioni e relazioni tecniche;
- pratiche e documentazione per incentivi.
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In pratica Q serve a pesare quanto è rilevante la prestazione rispetto al valore dell’opera.
Parametro P – correttivo di scala
P viene determinato tramite la formula:
P = 0,03 + 10 / V^0,4
Un’opera molto piccola richiede comunque un tempo base (accessi, documenti, disegni, relazioni) che non può essere ridotto.
Il DM introduce quindi un correttivo che:
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- protegge i piccoli incarichi (P alto = compenso non troppo basso);
- stabilizza i compensi per i grandi incarichi (P basso = compenso non esplosivo).
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Per importi inferiori a 25.000 €, P non può superare quello relativo al valore minimo.
Se V è basso, P è alto. Se V è alto, P diminuisce.
Sperando che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.