schema pendenza rampe disabili

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 126 del 2016,  meglio noto come decreto SCIA 2, sono state introdotte interessanti novità che riguardano le opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche e le relative pratiche necessarie per espletarle. Inoltre una parete si focalizzerà sulle caratteristiche geometriche che deve avere la rampa per disabili.

Quale sono le pratiche e i titoli abilitativi necessari per le opere volte all'abbattimento delle barriere architettoniche?

Tra le opere eseguite senza alcun titolo, l'art. 6 del testo unico sull'edilizia comma b) inserisce tutti  gli interventi gli interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;

Se rientriamo in questo caso non occorre presentare alcuna pratica, ma occorre valutare i vari regolamenti edilizi comunali.

Il regime della attività edilizia libera vale fatto salvo i casi in cui per la realizzazione dell’intervento siano necessari dei titoli di legittimazione come, ad esempio, per opere in aree soggette a tutela paesaggistica, per opere su beni culturali, in aree naturali protette o per interventi in località sismiche, tutti casi per i quali è richiesta primariamente l’acquisizione delle autorizzazioni

Viceversa, negli altri casi sono assoggettati, invece, a  segnalazione certificata di inizio dell’attività (SCIA) (vedi approfondimento), purché non rientrino tra le tipologie che l’art. 10 riconduce al regime del permesso di costruire.

È necessario allegare alla SCIA una documentazione grafica ed una dichiarazione, a firma del tecnico, di conformità alla normativa vigente in materia di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche.

Ricordiamo che l'articolo 10 prevede la necessità di richiedere il permesso di costruire in caso di:

a) gli interventi di nuova costruzione;

b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica;

c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso.

Quale caratteristiche deve avere la rampa per disabili?

Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3.20 m ottenuto mediante rampe inclinate poste in successione.
La larghezza minima di una rampa deve essere:
- di 0.90 m per consentire il transito di una persona su sedia a ruote;
- di 1.50 m per consentire l'incrocio di due persone (es. pianerottoli).
Ogni 10 metri di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1.50x1.50 m, ovvero 1.40x1.70 m in senso trasversale e 1.70 m in senso longitudinale al verso di marcia, oltre l'ingombro di apertura di eventuali porte.
Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non pieno, la rampa deve avere un cordolo di almeno 10 cm di altezza.
La pendenza delle rampe non deve superare l'8%.
Sono ammesse pendenze superiori, nei casi di adeguamento, rapportate allo sviluppo lineare effettivo della rampa.

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