Insufflaggio: pro e contro, come funziona, costi e opinioni
L’insufflaggio è una tecnica di isolamento termico che consiste nell’introdurre un materiale isolante sfuso all’interno delle intercapedini delle pareti, dei sottotetti o di altri spazi vuoti dell’edificio.
Rispetto al cappotto termico, l’intervento è generalmente più rapido, economico e poco invasivo. Non modifica l’aspetto della facciata e non riduce la superficie interna delle stanze. Di contro, non risolve tutti i ponti termici e può risultare inefficace quando l’intercapedine è troppo stretta, discontinua oppure ostruita.
Vediamo come funziona l’insufflaggio, quali sono i vantaggi e gli svantaggi, quanto costa e quando conviene realmente eseguirlo.

Cos’è l’insufflaggio?
L’insufflaggio è un sistema di isolamento mediante il quale un materiale in fiocchi, fibre o granuli viene immesso all’interno di una cavità utilizzando una macchina che lo spinge attraverso appositi tubi.
La tecnica può essere utilizzata principalmente per isolare:
- le intercapedini delle pareti perimetrali;
- i sottotetti non abitabili;
- i controsoffitti;
- alcune coperture inclinate;
- cavità e spazi difficilmente raggiungibili con pannelli rigidi.
È particolarmente adatta agli edifici costruiti con murature a cassa vuota, molto diffuse soprattutto nella seconda metà del Novecento. Queste pareti sono composte da due strati di laterizio separati da una camera d’aria che, in molti casi, è priva di isolamento oppure contiene materiale isolante insufficiente o deteriorato.
Come funziona l’insufflaggio delle pareti?
Prima di eseguire l’intervento occorre verificare la presenza, lo spessore e la continuità dell’intercapedine.
Non è sufficiente osservare lo spessore della parete. È consigliabile effettuare uno o più controlli mediante:
- ispezione con sonda o videocamera;
- piccoli fori esplorativi;
- termografia;
- analisi della documentazione costruttiva dell’edificio;
- verifica in corrispondenza di prese elettriche, cassonetti o aperture.
Una volta accertata l’idoneità della parete, l’intervento viene normalmente eseguito secondo queste fasi:
- si individuano le zone in cui praticare i fori;
- si controllano e sigillano eventuali aperture comunicanti con cassonetti, cavedi o altre cavità;
- si realizzano fori di diametro adeguato nella parete interna o esterna;
- il materiale isolante viene insufflato mediante una macchina specifica;
- si controlla il corretto riempimento dell’intercapedine;
- i fori vengono richiusi e stuccati;
- quando necessario, la superficie viene ritinteggiata.
I fori vengono distribuiti sulla parete in modo da ottenere un riempimento il più possibile uniforme. Il numero e la distanza dipendono dal materiale utilizzato, dallo spessore dell’intercapedine e dalla presenza di ostacoli interni.
L’insufflaggio si esegue dall’interno o dall’esterno?
L’insufflaggio può essere effettuato sia dall’interno sia dall’esterno dell’edificio. Dal punto di vista termico, a parità di riempimento, il risultato finale è simile. Cambiano invece l’organizzazione del cantiere e le opere di ripristino.
Negli appartamenti condominiali viene spesso preferito l’intervento dall’interno, soprattutto quando non si vuole intervenire sulle facciate comuni.
Nel caso di facciate vincolate, in mattoni faccia a vista o caratterizzate da finiture difficilmente riproducibili, è opportuno evitare forature esterne, salvo una preventiva valutazione tecnica e autorizzativa.
Quali materiali si usano per l’insufflaggio?
Per l’insufflaggio possono essere impiegati diversi materiali. La scelta non deve dipendere soltanto dal prezzo, ma anche dalla destinazione d’uso, dalla reazione al fuoco, dalla resistenza all’umidità, dalla densità di posa e dalla stabilità nel tempo.
Lana di vetro in fiocchi e lana di roccia
Le lane di roccia e di vetro sono tra i materiali più utilizzati per l’insufflaggio delle intercapedini e dei sottotetti. Scegliendo prodotti ad alta densità e calore specifico si possono raggiungere alte prestazioni anche estive. A parità di prestazioni invernali, in via generica, richiedono intercapedini di maggiore spessore rispetto ai materiali plastici. Sono più costose dei materiali plastici ma più economiche dei materiali naturali.
Presentano buone caratteristiche di isolamento termico e acustico, sono leggere e possono adattarsi anche a cavità dalla forma irregolare.
Devono essere utilizzati prodotti specificamente destinati all’insufflaggio e posati con la densità prevista dal progetto e indicata dal produttore.
La lana di roccia è particolarmente apprezzata per il comportamento al fuoco.
Le caratteristiche e le modalità di posa devono essere valutate in relazione al tipo di cavità e alla destinazione dell’intervento e devono essere definite nell’ambito della progettazione energetica e, quando prevista, della relazione exlegge 10.
Fibra di cellulosa
La fibra di cellulosa viene ottenuta prevalentemente da carta riciclata opportunamente trattata. È utilizzata soprattutto nei sottotetti e nelle strutture in legno, ma può essere impiegata anche in alcune intercapedini.
Ha una buona capacità di rallentare il passaggio del calore durante il periodo estivo.
Polistirene espanso in perle
Le perle di polistirene espanso possono essere introdotte nell’intercapedine, in alcuni sistemi anche insieme a un legante che contribuisce a mantenerle stabili.
Il materiale è leggero e presenta buone proprietà isolanti invernali. Le prestazioni estive sono generalmente inferiori rispetto a quelle offerte da materiali con maggiore capacità termica.
Sughero granulare
Il sughero in granuli è un materiale di origine naturale, durevole e caratterizzato da buone proprietà termiche e acustiche.
Generalmente presenta un costo superiore rispetto alle lane minerali o alla fibra di cellulosa. Performance estive tra le migliori. Per garantire buone prestazioni invernali necessita di un maggiore spessore dell'intercapedine.
Riepilogo materiali: pro e limiti
| Materiale | Caratteristiche principali | Possibili limiti |
|---|---|---|
| Lana di vetro e di roccia | Buon isolamento termico e acustico e buona reazione al fuoco. | Richiede corretta densità per garantire buone prestazioni estive e posa specializzata. |
| Fibra di cellulosa | Buone prestazioni anche nel periodo estivo. | Possibile assestamento se posata con densità insufficiente. |
| Perle di EPS | Leggere, ottime prestazioni invernali e adatte a diverse intercapedini. | Prestazioni estive generalmente inferiori. |
| Sughero granulare | Naturale con ottime prestazioni estive. | Costo generalmente più elevato. |
Qual è il miglior materiale per insufflaggio?
Non esiste un materiale migliore in assoluto. La scelta dipende soprattutto da:
- larghezza e continuità dell’intercapedine;
- altezza della parete;
- presenza di umidità;
- necessità di isolamento acustico;
- comportamento richiesto in caso d’incendio;
- rischio di assestamento;
- prestazioni termiche invernali ed estive;
- compatibilità con la struttura esistente;
- costo complessivo dell’intervento.
È importante utilizzare prodotti dotati della documentazione tecnica necessaria e rispettare le densità di posa previste dal produttore.
Insufflaggio: vantaggi
L’insufflaggio presenta diversi vantaggi, soprattutto quando l’edificio dispone di intercapedini ampie, continue e facilmente riempibili.
- Costo inferiore rispetto al cappotto
Generalmente l’insufflaggio costa meno di un cappotto termico esterno, perché non richiede:
- la posa di pannelli sulla facciata,
- rasature,
- nuovi rivestimenti,
- ponteggi.
- Tempi di esecuzione ridotti
In un appartamento di dimensioni ordinarie l’intervento può essere completato anche in uno o pochi giorni, salvo situazioni particolari.
- Non riduce la superficie interna
A differenza del cappotto interno, il materiale viene collocato nella cavità già presente nella parete. Non vengono quindi sottratti centimetri alle stanze.
- Non modifica la facciata
- Riduce le dispersioni delle pareti
Il riempimento dell’intercapedine riduce la trasmissione del calore attraverso la parte corrente della muratura e limita i moti d’aria presenti nella cavità.
Si può quindi ottenere una temperatura superficiale interna più elevata durante l’inverno, con un miglioramento del comfort e una possibile riduzione dei consumi per il riscaldamento.
- Può migliorare l’isolamento acustico
Alcuni materiali fibrosi possono contribuire ad attenuare la trasmissione dei rumori aerei attraverso la parete. Il risultato acustico dipende però dall’intero pacchetto murario e non può essere valutato soltanto in base al materiale insufflato.
- È utile anche per i sottotetti
Nei sottotetti non abitabili il materiale isolante può essere insufflato o distribuito sopra l’ultimo solaio, creando uno strato continuo e limitando le dispersioni verso il volume non riscaldato.
Insufflaggio: svantaggi e controindicazioni
Prima di procedere è fondamentale conoscere anche i limiti dell’intervento.
- Non elimina tutti i ponti termici e rischio muffe
L’insufflaggio isola soltanto le zone nelle quali è presente l’intercapedine. Non riveste in maniera continua l’intero involucro edilizio.
Possono quindi rimanere non isolati:
- pilastri in cemento armato;
- travi e cordoli;
- bordature dei solai;
- architravi;
- mazzette delle finestre;
- porzioni sottofinestra prive di intercapedine;
- cassonetti degli avvolgibili;
- attacchi tra pareti e copertura.
Questi elementi costituiscono ponti termici che possono aumentare le dispersioni, ridurre le temperature superficiali interne e rendere più difficile il rispetto dei requisiti energetici e termoigrometrici.
Difatti, se l’abitazione presenta un’elevata umidità interna e una ventilazione insufficiente, la condensa superficiale può concentrarsi nelle parti rimaste più fredde, come pilastri, angoli e contorni delle finestre.
- Non è adatto alle pareti umide
L’insufflaggio non deve essere utilizzato per nascondere problemi di infiltrazione, risalita capillare o condensa interstiziale.
Prima di riempire la cavità occorre individuare e rimuovere le cause dell’umidità. Deve inoltre essere verificata la compatibilità del materiale isolante con le condizioni reali della parete.
- L’intercapedine può essere ostruita
All’interno della camera d’aria possono essere presenti:
- detriti di costruzione;
- malta caduta durante la realizzazione delle murature;
- tubazioni;
- elementi strutturali;
- vecchi pannelli isolanti distaccati;
- variazioni dello spessore della cavità.
Gli ostacoli possono impedire al materiale di distribuirsi in maniera uniforme, creando porzioni non isolate.
- Possibile assestamento del materiale
Alcuni isolanti sfusi possono assestarsi nel tempo se vengono posati con una densità inadeguata, lasciando una parte vuota nella zona superiore della parete. Per ridurre il rischio è necessario utilizzare materiali specifici, rispettare le modalità di posa e affidarsi a installatori esperti.
- Il risultato non è facilmente visibile
Una volta chiusi i fori, l’isolante rimane nascosto all’interno della parete. Per controllare la qualità del lavoro possono essere utili verifiche durante l’esecuzione e una successiva termografia, eseguita nelle condizioni climatiche adatte.
- Prestazioni estive non sempre elevate
L’insufflaggio riduce la trasmissione del calore, ma le prestazioni estive dipendono anche dalla massa della parete, dalla capacità termica del materiale, dall’esposizione, dall’ombreggiamento e dalla ventilazione notturna. Un’intercapedine di spessore limitato non può offrire le stesse prestazioni di un sistema esterno correttamente dimensionato con uno spessore isolante maggiore.
L’insufflaggio peggiora i ponti termici?
L’intervento non peggiora necessariamente il comportamento assoluto dei pilastri o dei cordoli. Tuttavia, isolando molto meglio la parte corrente della parete, aumenta la differenza di temperatura tra le zone coibentate e quelle non coibentate.
Il ponte termico diventa quindi più evidente. In corrispondenza di un pilastro, di una trave o di un bordo del solaio la temperatura superficiale interna può rimanere più bassa rispetto alla parete circostante.
Quando i ponti termici sono rilevanti, l’insufflaggio deve essere abbinato a interventi localizzati, come:
- isolamento interno dei pilastri o dei cordoli;
- coibentazione dei cassonetti;
- correzione delle mazzette delle finestre;
- posa di un cappotto esterno o interno nelle zone più critiche;
- installazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata.
L’insufflaggio risolve la muffa?
L’insufflaggio può contribuire a eliminare la muffa quando questa è causata principalmente dalla bassa temperatura superficiale della parte corrente della parete.
Non è però una soluzione universale. Se la muffa si forma in corrispondenza di pilastri, angoli, travi, cassonetti o contorni delle finestre, l’insufflaggio potrebbe non essere sufficiente perché queste zone spesso non dispongono di un’intercapedine isolabile.
Inoltre, il problema può dipendere da:
- eccessiva produzione di vapore;
- scarsa ventilazione;
- infiltrazioni dall’esterno;
- risalita capillare;
- perdite degli impianti;
- ponti termici non corretti.
Prima di intervenire è quindi opportuno effettuare una diagnosi della causa della muffa, evitando di scegliere l’isolamento sulla base della sola presenza delle macchie.
Quanto spazio deve avere l’intercapedine?
Lo spazio necessario dipende dalle:
- prestazioni che si voglio raggiungere;
- prescrizioni normative applicabili.
Difatti, secondo l'Appendice B del DM requisiti minimi, la stratigrafia della parete, della copertura o del pavimento deve rispettare determinati valori massimi di trasmittanza termica.
Per trasmittanza termica U si intende il flusso di calore medio che passa, per metro quadrato di superficie, attraverso una struttura che delimita due ambienti a temperatura diversa. Per minimizzare la dispersione di calore è necessario che gli elementi costituenti l’involucro edilizio abbiano un basso valore di trasmittanza termica.
Per questo la norma, in caso di riqualificazioni energetiche, fornisce delle trasmittanze massime, trasmittanze che dipendono dalla zona climatica in cui si trova l'immobile.
| Pareti | Coperture | Pavimenti | |
|---|---|---|---|
| Zona climatica A e B | 0,4 | 0,32 | 0,42 |
| Zona climatica C | 0,36 | 0,32 | 0,38 |
| Zona climatica D | 0,32 | 0,26 | 0,32 |
| Zona climatica E | 0,28 | 0,24 | 0,29 |
| Zona climatica F | 0,26 | 0,22 | 0,28 |
Quindi, per la stessa tipologia di muro, potrebbe accadere che un'intercapedine di 7 cm a Lampedusa sia sufficiente per rispettare la norma, ma non lo sia a Bolzano.
Lo spessore necessario dell’isolante dipende anche dalla tipologia di parete in cui viene insufflato (laterizi pieni, blocchi forati, murature miste ecc.).
Quanto dura l’insufflaggio?
Un insufflaggio correttamente progettato ed eseguito può durare molti anni. La durata dipende principalmente da:
- stabilità del materiale;
- corretta densità di posa;
- assenza di infiltrazioni;
- protezione dall’umidità;
- continuità dell’intercapedine;
- qualità dell’esecuzione.
Il materiale non richiede normalmente manutenzione periodica. Eventuali problemi possono però manifestarsi quando l’isolante si bagna, si assesta o non è stato distribuito uniformemente.
Quanto costa l’insufflaggio?
Il costo dell’insufflaggio varia in funzione della superficie, dello spessore della cavità, del materiale utilizzato, dell’accessibilità e delle opere di ripristino.
Indicativamente, per l’insufflaggio delle pareti si possono considerare prezzi compresi tra circa 20 e 45 euro al metro quadrato.
| Materiale o intervento | Costo indicativo |
|---|---|
| Insufflaggio con lana di vetro | Circa 20-30 €/m² |
| Insufflaggio con fibra di cellulosa | Circa 25-35 €/m² |
| Insufflaggio con perle isolanti | Circa 25-40 €/m² |
| Insufflaggio con sughero granulare | Circa 35-45 €/m² o più |
| Isolamento di un sottotetto | Circa 20-40 €/m² |
I prezzi sono orientativi e possono aumentare quando:
- la superficie da isolare è ridotta;
- l’intercapedine presenta molte interruzioni;
- sono necessarie piattaforme o ponteggi;
- occorre eseguire numerosi fori;
- le pareti richiedono ripristini e tinteggiature estese;
- sono necessarie termografie, relazioni tecniche o pratiche energetiche;
- l’immobile è difficilmente accessibile.
Il preventivo dovrebbe specificare il materiale, la densità prevista, la superficie trattata, la quantità utilizzata, la chiusura dei fori e gli eventuali ripristini.
Insufflaggio o cappotto termico?
L’insufflaggio e il cappotto termico non sono perfettamente equivalenti.
| Caratteristica | Insufflaggio | Cappotto esterno |
|---|---|---|
| Costo | Generalmente più contenuto | Generalmente più elevato |
| Tempi | Uno o pochi giorni | Diverse settimane |
| Ponteggi | Spesso non necessari | Normalmente necessari |
| Modifica della facciata | No, se eseguito dall’interno | Sì |
| Spazio interno | Non viene ridotto | Non viene ridotto |
| Ponti termici | Restano in parte irrisolti | Possono essere corretti più efficacemente |
| Spessore isolante | Limitato dalla cavità esistente | Può essere dimensionato liberamente |
| Applicabilità | Richiede un’intercapedine idonea | Applicabile a molte tipologie di parete |
Il cappotto esterno è generalmente più completo perché avvolge l’edificio e consente di correggere buona parte dei ponti termici. L’insufflaggio può però rappresentare un buon compromesso quando il cappotto non è realizzabile per ragioni economiche, condominiali, tecniche o paesaggistiche.
Insufflaggio o cappotto interno?
Il cappotto interno consente di intervenire anche sulle pareti prive di intercapedine e permette di scegliere lo spessore dell’isolante. Tuttavia, riduce leggermente la superficie delle stanze e richiede particolare attenzione alla condensa interstiziale e ai raccordi con pareti, solai e finestre.
L’insufflaggio è meno invasivo e non sottrae spazio, ma è vincolato alla geometria della cavità esistente e alla presenza di ostacoli.
La scelta deve essere effettuata mediante una verifica termoigrometrica e non soltanto confrontando i prezzi.
Serve un’autorizzazione per l’insufflaggio?
La necessità di una pratica edilizia dipende dalle modalità di esecuzione, dalla normativa regionale e comunale e dalle caratteristiche dell’edificio.
Un intervento eseguito esclusivamente dall’interno, senza modifiche strutturali o della facciata, può rientrare in molti casi nelle opere di manutenzione realizzabili senza un titolo edilizio, salvo particolari vincoli o disposizioni locali.
Quando l'oggetto insufflato separa ambienti riscaldati dall'esterno o da vani ad altre temperature (vani scale, garage, ecc.) potrebbe richiedere il deposito della relazione energetica ex-legge 10.
Quando l’intervento interessa parti comuni, è inoltre necessario verificare quanto previsto dal Codice civile e dal regolamento condominiale.
Inoltre, può richiedere specifiche asseverazioni tecniche in caso di richiesta di agevolazioni fiscali.
L’insufflaggio può usufruire delle detrazioni fiscali?
L’insufflaggio può rientrare tra gli interventi di isolamento termico agevolabili quando rispetta i requisiti previsti dalla normativa vigente per il bonus utilizzato. Ti consiglio l'articolo sui bonus per l'isolamento termico.
Domande frequenti
L’insufflaggio può essere rimosso?
La rimozione è possibile in alcuni casi, ma può risultare complessa. Dipende dal materiale utilizzato, dalla presenza di leganti e dall’accessibilità dell’intercapedine.
È possibile insufflare un solo appartamento?
In molti casi sì. Tuttavia, la cavità potrebbe essere comunicante con i piani superiori o inferiori. Occorre quindi controllare la configurazione della muratura e sigillare correttamente le zone interessate.
L’insufflaggio migliora anche il caldo estivo?
Può ridurre il calore trasmesso attraverso le pareti o il solaio, ma il comfort estivo dipende anche dalla massa dell’edificio, dall’esposizione, dalle superfici vetrate, dalle schermature solari e dalla ventilazione.
Serve la termografia?
La termografia non è sempre obbligatoria, ma può essere molto utile per individuare ponti termici, zone non riempite e differenze di temperatura. Deve essere eseguita con condizioni climatiche adeguate e interpretata da un tecnico competente.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
