Sisma Bonus 2022: cos'è, 110%, 85%, 75% a chi spetta e cessione

Cos'è il Sisma Bonus 2022? Quali sono le percentuali da portare in detrazione, a chi spetta, cessione, demolizione e ricostruzione. Bonifico e spese detraibili.

sisma bonus cos_e percentuali cessione

Come saprai, in Italia il rischio sismico è molto elevato. A seguito degli ultimi eventi tellurici che hanno investito il nostro paese, la politica ha voluto imprimere una forte accelerazione agli investimenti riguardanti il patrimonio edilizio esistente.

Difatti, fino al 31/12/2024, l'Agenzia delle Entrate offre una ghiotta occasione per migliorare dal punto di vista sismico gli immobili, attraverso il Sisma Bonus.

Ma in cosa consiste il Sisma Bonus? Immagina di consolidare la struttura della tua villetta privati, di spendere 70.000 € e di ridurre di una classe il rischio sismico del fabbricato. L'Agenzia delle Entrate ti restituirà il 70 % in detrazioni IRPEF della spesa sostenuta, oppure in detrazioni IRES (qualora intervenissi su un immobile di una società). Trattandosi di una detrazione, l'Agenzia non ti verserà sul conto 49.000 € (70% di 70.000 €), ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in più rate annuali (cinque). In alternativa, potresti cedere questo credito ad un soggetto terzo, il quale scalerà al posto tuo i crediti dalle sue tasse, in cambio di una minor somma di denaro immediatamente a te liquidata. 

Ma vediamo tutti gli aspetti in dettaglio:

 Partiamo col capire di cosa si tratta:

SuperSismabonus al 110%

Nella premessa ti parlavo di una detrazione del 70%. Dal 2020, per i SOLI edifici a prevalenza residenziale, l'aliquota è stata portata al 110%. Ciò significa che, lo Stato potrebbe restituirti di più rispetto a quello che potresti versare per intervenire strutturalmente sul tuo edificio.

Per quanto riguarda i condomini, potresti ottenere il SuperSismabonus 110% fino al 31 dicembre 2023, il Supersismabonus al 70% per tutto il 2024 e il Supersismabonus al 65% per tutto il 2025. Per scoprire le scadenze relative agli altri immobili come le unifamiliari e per approfondire gli altri aspetti i consiglio l'articolo ad hoc.

Sismabonus al 50, 70,75,80,85%.

Se non dovessi ricadere nel superbonus al 110%, non ti scoraggiare. Per tutto il 2022, 2023 e 2024, sostenendo delle spese per migliorare sismicamente il tuo edificio otterrai la restituzione, tramite detrazione fiscale, del:

      • 50% nel caso di miglioramento dell'unità immobiliare senza guadagnare classi di rischio sismico;
      • 70 % nel caso che tu riduca una classe di rischio all'interno del certificato sismico del tuo immobile;
      • 80 % nel caso che tu riduca di due classi di rischio il certificato sismico del tuo immobile;
      • 75 % nel caso di lavori su parti condominiali, che riducano di una classe di rischio sismico e congiuntamente riqualifichino dal punto di vista energetico (Ecosismabonus).;
      • 85 % nel caso di lavori su parti condominiali comuni, che riducano di due classi di rischio e congiuntamente riqualifichino dal punto di vista energetico.

La normativa definisce 8 classi di rischio sismico: A+, A, B, C, D, E, F, e G. Gli edifici in classe G si trovano nelle condizioni di rischio massimo. Mentre, gli immobili in classe A+ si trovano nelle condizioni di rischio minimo.

Ovviamente, il bonus non riguarda le nuove costruzioni ma solo gli edifici esistenti.

Ecco a te la tabella riassuntiva:

sisma bonus tetto massimo quote

Quali immobili riguarda?

Il bonus riguarda tutti gli immobili di tipo abitativo, prima e seconda casa.

Inoltre, è possibile detrarre le spese per interventi volti al miglioramento sismico di edifici utilizzati per attività produttive. In pratica, nelle unità immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali. Dunque, il concetto di attività produttiva va assunto nella sua accezione più ampia. Difatti, all'interno della risoluzione 22/E del 12 marzo 2018 dell'Agenzia delle Entrate, un contribuente alla richiesta di accesso al sismabonus per interventi eseguiti su un ufficio ha ricevuto esito positivo.

Attenzione, gli immobili devono ricadere nelle zone ad alta pericolosità (1 e 2) e nella zona 3. Non possono accedere al bonus gli immobili ricadenti nella zona 4.

ZONE SISMICHE

RISCHIO

Zona 1

Alto

Zona 2

Medio

Zona 3

Basso

Zona 4

Molto basso

Ma quali costi potresti detrarre?

Spese detraibili.

Tra le spese detraibili abbiamo:

      • gli onorari dei professionisti, per classificare e verificare sismicamente l'immobile. Anche gli onorari spettanti alle altre figure professionali coinvolte nella progettazione, nella direzione lavori e nel collaudo, come architetti, ingegneri e geometri;
      • le prestazioni di servizi. Ad esempio, la manodopera dell'impresa edile;
      • la fornitura dei beni, solo se è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto. Ad esempio, l'acquisto del cemento, delle mattonelle ecc;
      • i diritti di segreteria, bolli e oneri di urbanizzazione.

Attenzione, per non perdere il beneficio dovrai pagare seguendo una determinata procedura.

 

Bonifico Parlante.

Per sfruttare le detrazioni, dovrai obbligatoriamente pagare tramite un apposito bonifico bancario o postale (anche “on line”) detto "parlante" , dal quale risulti:

      • la causale del versamento;
      • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
      • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Vediamo un esempio: 

Detrazione per Sisma Bonus, articolo 16-bis del Dpr 917/1986 Fattura n. __ del __/__/__ a favore di____________ P.IVA______________ Beneficiario: __________ _____________ C.F. _______________ ”.

Ma tutti possono accedere al bonus?

 Chi può detrarre?

Tra i soggetti che possono detrarre abbiamo:

      • proprietari o nudi proprietari;
      • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
      • locatari in affitto o comodatari;
      • soci di cooperative divise e indivise;
      • imprenditori individuali per gli immobili adibiti ad attività produttive;
      • soggetti indicati nell'articolo 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari);
      • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
      • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all'altro coniuge;
      • il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
      • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi, né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Tetto e limite massimo di spesa detraibile.

Potrai detrarre al massimo 96.000 € per ogni unità immobiliare. Ricordati che, il massimale relativo al sismabonus può essere cumulato con i tetti massimi degli ecobonus, ma non con quello relativo al bonus ristrutturazione. In pratica, tra sismabonus e bonus ristrutturazione potrai portare in detrazione al più 96.000 €.

La spesa ti verrà restituita in 5 anni, compreso l'anno in cui è stata sostenuta.

Per le spese riguardanti le parti comuni dei condomini con contestuale riqualificazione energetica (ecosismabonus), il tetto massimo aumenta a 136.000 € moltiplicato per il numero di unità immobiliari che costituiscono il condominio. In questo caso, la spesa verrà restituita in 10 anni.

Di seguito, la tabella riassuntiva relativa all'Ecosismabonus, valido per le sole parti comuni dei condomini. Ti ricordo che si costituisce un condominio, quando in un edificio sono presenti almeno due unità intestate ad altrettanti proprietari.

ecosismabonus

Riprendiamo l'esempio di prima, dove avevamo speso 70.000 € e migliorato di una classe il rischio sismico dell'appartamento. Come ti dicevo, l'Agenzia ti restituirà 49.000 € (70% di 70.000 €). La quota annuale da decurtare dalle tasse sarà pari a 49.000 €/5= 9.800 €.

 

 

Ovviamente, avrai diritto a detrarre la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

Ad esempio, se avessi diritto a 4.800 € di detrazione ma pagassi solo 3.000 € di IRPEF all'anno, 1.800 € andrebbero perduti e non rimborsati.

Quali documenti occorre conservare?

In caso di controllo, dovrai esibire:

    • la notifica preliminare ASL se richiesta;
    • la Scia o Permesso di costruire (attenzione, l'asseverazione del progetto strutturale così come richiesto dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 28 febbraio 2017, n. 58, come modificato dal decreto ministeriale 7 marzo 2017, n. 65, ai fini dell'ottenimento dei benefici fiscali deve essere allegato al permesso di costruire o alla SCIA);
    • i bonifici parlanti;
    • le fatture o ricevute fiscali;
    • le ricevute degli oneri di urbanizzazione o dei diritti per le autorizzazioni;
    • la copia dell’asseverazione della classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato.

E' possibile sfruttare il bonus anche in..

Demolizione e ricostruzione.

Le spese riguardanti una demolizione e ricostruzione di edifici possono essere agevolate, qualora l'intervento ricada in Ristrutturazione edilizia e non in Nuova costruzione. Ovviamente, rispettando tutte le altre condizioni previste nei paragrafi precedenti.

Quindi, per ottenere la detrazione, è necessario che dal titolo amministrativo, che autorizza i lavori, risulti che l’opera consista in un intervento di Ristrutturazione edilizia e non in un intervento di Nuova costruzione (risoluzione n. 34/E del 27 aprile 2018).

Questo paragrafo potrebbe crearti della confusione, ti consiglio la lettura dell'approfondimento.

Concludiamo con un altro aspetto fondamentale:

Cessione del credito o sconto in fattura.

Dal 1° luglio 2020, in alternativa alla detrazione della spesa dalle tasse in 5 anni, potresti richiedere sia lo sconto in fattura al fornitore o all'impresa sia cedere il credito agli istituti finanziari. Facendo questo, otterresti meno ma subito.

Prendiamo ad esempio lo sconto in fattura. In pratica, l'impresa ti anticiperebbe la spese in cambio dei tuoi crediti maturati eseguendo l'opera di consolidamento. A sua volta, l'impresa potrebbe cedere il credito agli intermediari finanziari. Oppure, tu stesso potresti pagare per intero le fatture e cedere il credito alle banche.

Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.

 

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CHI SONO?

Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo MaderaFin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito vengono lette circa 60.000 volte ogni giorno. Parlo di edilizia, strutture, impianti, energetica e interior design.

Spero che, grazie al web, diventeremo amici:

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