Ecobonus biomassa 2026 e 2027: detrazione per stufe, caldaie e generatori a pellet e legna
L’Ecobonus per generatori a biomassa consente di ottenere una detrazione fiscale per determinati interventi di sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale mediante caldaie, stufe, termostufe e altri generatori alimentati a biomassa, come pellet, legna o cippato.

Le regole sono state profondamente modificate nel 2026. In particolare, per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026 sono entrati in vigore requisiti più severi sia per quanto riguarda il tipo di intervento ammesso sia per le caratteristiche ambientali del generatore installato.
Ecobonus biomassa: quanto si può detrarre nel 2026 e nel 2027
Per i generatori di calore a biomassa il limite massimo della detrazione fiscale è pari a 30.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Le aliquote dipendono dall’anno in cui viene sostenuta la spesa e dalla destinazione dell’immobile. ENEA indica le seguenti percentuali:
| Anno della spesa | Abitazione principale | Altri immobili |
|---|---|---|
| 2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
Attenzione: 30.000 euro è il limite della detrazione, non della spesa
Nel caso dei generatori a biomassa il limite previsto dalla normativa è espresso come detrazione massima, e non semplicemente come limite di spesa.
Questo significa, ad esempio, che nel 2026:
- con aliquota del 50%, per raggiungere una detrazione di 30.000 euro occorrerebbe una spesa teoricamente agevolabile di 60.000 euro;
- con aliquota del 36%, la detrazione di 30.000 euro corrisponderebbe teoricamente a una spesa di circa 83.333 euro.
Restano comunque applicabili i limiti di congruità delle spese previsti dalla normativa Ecobonus.
Quando spetta il 50% nel 2026
Nel 2026 l’aliquota maggiorata del 50% non riguarda indistintamente tutte le abitazioni.
Spetta, in presenza delle altre condizioni previste dalla normativa, per gli interventi effettuati sull’abitazione principale dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento.
Negli altri casi l’aliquota ordinaria per le spese sostenute nel 2026 è pari al 36%.
Cosa cambia nel 2027
Per le spese sostenute nel 2027 le aliquote diminuiscono:
36% per l’abitazione principale;
30% per gli altri immobili.
Salvo future modifiche normative, queste sono le percentuali attualmente previste anche dal Vademecum ENEA aggiornato a settembre 2026.
Quali immobili possono usufruire dell’Ecobonus biomassa
L’agevolazione riguarda gli edifici esistenti.
Alla data di inizio dei lavori l’immobile deve essere:
- esistente, quindi accatastato oppure con richiesta di accatastamento in corso;
- in regola con il pagamento degli eventuali tributi;
- per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026, dotato di un impianto di climatizzazione invernale esistente. Enea Efficienza Energetica
Quest’ultimo requisito è particolarmente importante perché limita la possibilità di utilizzare l’Ecobonus per installare un generatore a biomassa in un edificio precedentemente privo di impianto di riscaldamento.
Chi può usufruire dell’Ecobonus
Possono accedere alla detrazione i contribuenti che sostengono effettivamente le spese per l’intervento e che possiedono o detengono l’immobile in base a un titolo idoneo.
L’Ecobonus può essere utilizzato sia come detrazione IRPEF sia, quando ne ricorrono i presupposti, come detrazione IRES.
Quali generatori a biomassa rientrano nell’Ecobonus
La disciplina riguarda, nel rispetto dei requisiti previsti, diverse tipologie di apparecchi alimentati con biomassa, fra cui:
- caldaie a biomassa;
- caldaie a pellet (scopri le migliori);
- caldaie a legna;
- caldaie a cippato;
- stufe a pellet (scopri le migliori);
- stufe a legna;
- termostufe;
- termocamini;
- inserti e apparecchi per il riscaldamento alimentati con combustibili solidi.
I requisiti da rispettare cambiano anche in funzione della data di inizio dell’intervento.
Nuove regole dal 4 febbraio 2026
Questa è probabilmente la parte più importante della disciplina attuale.
Per gli interventi con inizio dei lavori dal 4 febbraio 2026, ENEA stabilisce che il generatore installato debba appartenere almeno alla classe ambientale 5 stelle, secondo il D.M. 186/2017.
Ma non basta.
L’intervento deve consistere nella sostituzione di un generatore esistente.
Quali vecchi generatori possono essere sostituiti
Dal 4 febbraio 2026 l’intervento è ordinariamente ammesso quando il nuovo generatore a biomassa sostituisce un generatore alimentato a:
- biomassa;
- carbone;
- olio combustibile;
- gasolio.
ENEA specifica infatti che l’intervento deve essere realizzato per sostituire generatori utilizzati per la climatizzazione invernale dell’edificio.
Si può sostituire una caldaia a gas con una caldaia a pellet?
Sì, ma dal 4 febbraio 2026 soltanto a condizioni particolarmente restrittive.
È ammessa la sostituzione di generatori alimentati a:
- GPL;
- gas naturale,
comprese caldaie standard, caldaie a bassa temperatura e caldaie a condensazione, solo se il nuovo generatore a biomassa garantisce emissioni di particolato primario PP10 non superiori a 1 mg/Nm³.
Si tratta quindi di un requisito che deve essere verificato con particolare attenzione nella documentazione tecnica del prodotto prima di effettuare l’acquisto.
È ammessa una nuova installazione di stufa o caldaia a pellet?
Per gli interventi iniziati prima del 4 febbraio 2026, l’Ecobonus poteva riguardare anche:
- l’integrazione dell’impianto esistente;
- la nuova installazione in edifici esistenti.
Per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026, invece, ENEA prevede sostanzialmente l’intervento di sostituzione di un generatore esistente.
Di conseguenza, la semplice aggiunta di una stufa a pellet a un impianto esistente non deve essere automaticamente considerata agevolabile con l’Ecobonus 2026: occorre verificare la configurazione concreta dell'intervento e la data di inizio lavori.
Classe ambientale: dal 2026 servono almeno 5 stelle
Per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026 il generatore deve essere almeno in classe ambientale 5 stelle ai sensi del D.M. 186/2017.
Per gli interventi antecedenti continuano invece a trovare applicazione le regole legate alla data di avvio dei lavori e alla tipologia di sostituzione.
Rendimento minimo dei generatori a biomassa
ENEA riporta i valori minimi di rendimento previsti per i generatori a biomassa.
Per i generatori in classe 5 stelle, tra i principali valori indicati nel Vademecum troviamo:
| Generatore | Combustibile | Rendimento minimo 5 stelle |
|---|---|---|
| Camino | — | 85% |
| Cucina | Legna | 85% |
| Stufa | Legna | 85% |
| Stufa | Pellet | 88% |
| Stufa | Cippato | 88% |
| Termostufa | — | 88% |
| Caldaia | Legna | 88% |
| Caldaia | Pellet | 92% |
| Caldaia | Cippato | 92% |
Per gli interventi iniziati dal 4 febbraio 2026 devono essere rispettati sia questi valori minimi sia gli ulteriori requisiti tecnici e ambientali previsti dalla normativa.
Potenza del nuovo generatore
Se l’intervento consiste nella sostituzione di un impianto termico esistente, la potenza termica complessiva dei nuovi generatori non può normalmente superare di oltre il 10% quella dei generatori sostituiti.
Un aumento superiore può essere ammesso quando viene giustificato tramite una verifica dimensionale dell’impianto di riscaldamento secondo la UNI EN 12831.
Per i generatori unifamiliari combinati destinati sia al riscaldamento sia alla produzione di acqua calda sanitaria sono ammesse potenze nominali fino a 35 kW, secondo le condizioni riportate dal Vademecum ENEA.
Pellet, legna e cippato: requisiti del combustibile
Anche la biomassa utilizzata deve rispettare specifici requisiti qualitativi.
ENEA richiama le norme:
- UNI EN ISO 17225-2 per il pellet;
- UNI EN ISO 17225-4 per il cippato;
- UNI EN ISO 17225-5 per la legna.
Devono inoltre essere rispettate eventuali disposizioni regionali e locali più restrittive in materia di qualità dell’aria ed emissioni.
Quali spese sono detraibili
L’Ecobonus non riguarda soltanto il costo della nuova stufa o della nuova caldaia.
Sono considerate ammissibili, nel rispetto delle condizioni previste dal D.M. 6 agosto 2020:
- lo smontaggio e la dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente;
- la fornitura e posa del nuovo generatore;
- le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche necessarie;
- le opere idrauliche;
- le opere murarie necessarie alla sostituzione dell’impianto;
- le prestazioni professionali, comprese la predisposizione della documentazione tecnica e la direzione lavori.
Ecobonus biomassa e congruità delle spese
Non è sufficiente che una spesa sia materialmente sostenuta: devono essere rispettati anche i limiti di costo previsti dalla disciplina dell’Ecobonus.
Il tecnico, nei casi previsti, deve verificare la congruità delle spese in base al D.M. 6 agosto 2020, come modificato dal D.M. 14 febbraio 2022.
Per i generatori con potenza termica utile fino a 100 kW, l’asseverazione relativa ai requisiti tecnici può essere sostituita dalla dichiarazione del fornitore del generatore nei casi previsti da ENEA; resta tuttavia da verificare separatamente l'eventuale obbligo relativo alla congruità delle spese.
È necessaria l’asseverazione del tecnico?
Dipende dalle caratteristiche dell’intervento.
La documentazione tecnica ordinariamente comprende l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesta:
- il rispetto dei requisiti tecnici dell’intervento;
- la congruità delle spese sostenute.
All’asseverazione deve essere allegato il computo metrico.
Per generatori con potenza termica utile non superiore a 100 kW, nei casi previsti, l’asseverazione relativa ai requisiti tecnici può essere sostituita dalla dichiarazione del fornitore.
Comunicazione ENEA entro 90 giorni
Per ottenere l’Ecobonus deve essere trasmessa all’ENEA la scheda descrittiva dell’intervento.
La comunicazione deve essere effettuata, ordinariamente, entro 90 giorni dalla data di fine lavori o dal collaudo, attraverso il portale Bonus Fiscali ENEA, utilizzando la sezione Ecobonus relativa all’anno di conclusione dell’intervento.Enea Efficienza Energetica
Al termine della trasmissione viene attribuito il codice CPID, che costituisce la prova dell’avvenuto invio della pratica.
Documenti da conservare
Tra i principali documenti tecnici è opportuno conservare:
- scheda ENEA con codice CPID;
- schede tecniche del generatore;
- certificazione ambientale del generatore;
- dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del D.M. 37/2008;
- libretto di impianto;
- eventuale asseverazione del tecnico;
- eventuale computo metrico;
- documentazione relativa alla congruità delle spese.Enea Efficienza Energetica
Dal punto di vista amministrativo devono inoltre essere conservati fatture e documentazione dei pagamenti.
Come devono essere effettuati i pagamenti
I soggetti che non sono titolari di reddito d’impresa devono generalmente pagare mediante bonifico bancario o postale “parlante”.
Il bonifico deve riportare, tra gli altri elementi:
- causale relativa all’agevolazione;
- codice fiscale del beneficiario;
- numero e data della fattura;
- partita IVA o codice fiscale del soggetto che riceve il pagamento.
I titolari di reddito d’impresa non sono invece soggetti allo stesso obbligo di pagamento tramite bonifico parlante, fermo restando l’obbligo di documentare le spese.
Esempio Ecobonus caldaia a pellet 2026
Supponiamo di sostituire nel 2026 una vecchia caldaia a gasolio con una nuova caldaia a pellet 5 stelle.
Costo complessivo dell’intervento: 15.000 euro
Se l’immobile costituisce l’abitazione principale del proprietario:
15.000 × 50% = 7.500 euro di detrazione
La detrazione viene suddivisa in 10 quote da:
750 euro all’anno.
Se invece lo stesso immobile non è abitazione principale:
15.000 × 36% = 5.400 euro
pari a:
540 euro all’anno per 10 anni.
Esempio Ecobonus biomassa 2027
Per una spesa di 15.000 euro sostenuta nel 2027:
abitazione principale:
15.000 × 36% = 5.400 euro
altro immobile:
15.000 × 30% = 4.500 euro.
Ecobonus o Conto Termico 3.0?
Per una stufa o una caldaia a biomassa non esiste solamente l’Ecobonus.
Dal 2026 può essere particolarmente interessante confrontare l’Ecobonus con il Conto Termico 3.0, perché quest’ultimo riconosce un incentivo diretto anziché una detrazione fiscale distribuita su dieci anni.
La convenienza dipende però da:
- generatore sostituito;
- caratteristiche del nuovo apparecchio;
- classe ambientale;
- potenza;
- zona climatica;
- emissioni;
- spesa sostenuta;
- tipologia del beneficiario.
Prima di scegliere l’incentivo è quindi opportuno effettuare un confronto economico specifico fra Ecobonus e Conto Termico.
Ecobonus biomassa 2026-2027: tabella riassuntiva
| Requisito | Ecobonus biomassa |
|---|---|
| Aliquota 2026 abitazione principale | 50% |
| Aliquota 2026 altri immobili | 36% |
| Aliquota 2027 abitazione principale | 36% |
| Aliquota 2027 altri immobili | 30% |
| Detrazione massima | 30.000 € per unità immobiliare |
| Rate | 10 annuali |
| Edificio esistente | Sì |
| Impianto di riscaldamento esistente | Sì, per lavori dal 04/02/2026 |
| Nuova installazione dal 04/02/2026 | In generale no: deve trattarsi di sostituzione |
| Classe ambientale dal 04/02/2026 | Almeno 5 stelle |
| Sostituzione biomassa/gasolio/carbone/olio combustibile | Ammessa con i requisiti previsti |
| Sostituzione gas naturale o GPL | Ammessa solo con PP10 ≤ 1 mg/Nm³ |
| Invio ENEA | Entro 90 giorni dalla fine lavori/collaudo |
| Spese professionali | Ammesse |
Bonus ristrutturazione
Così come chiarito nella risposta di Fiscoggi.it (rivista online dell'Agenzia delle Entrate) del 3 novembre 2014:
"L’installazione di apparecchi a biomassa quali caminetti e stufe a legna o pellet, sia ad aria che idro, e caldaie a legna o pellet, fruisce della detrazione del 50% in quanto finalizzata a conseguire un risparmio energetico (articolo 16-bis del Tuir, c.d. bonus ristrutturazione)."
L’installazione della stufa, della caldaia o del caminetto deve essere effettuata da un tecnico qualificato, tenuto per legge a emettere regolare certificato di conformità (DM 37/2008). È inoltre necessario farsi rilasciare la certificazione tecnica del produttore della stufa, che ne indichi le capacità termiche. Per fruire della detrazione, occorre pagare le fatture con bonifico bancario o postale e, in dichiarazione dei redditi, inserire i dati catastali dell’immobile su cui si interviene.
Lo stesso è stato ribadito all'interno della risposta di Fiscooggi.it del 23/04/2021:
"Per beneficiarne del bonus casa è necessario che l’intervento sia riconducibile almeno alla manutenzione straordinaria. Nella categoria “manutenzione straordinaria” rientrano anche gli interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, quale l’installazione di una stufa a pellet."
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
