Condizionatori silenziosi 2026: confronto climatizzatori portatili e fissi
Quali sono i condizionatori più silenziosi: confronto tra i modelli dei climatizzatori, sia portatili che fissi.
Uno dei punti deboli dei condizionatori è il rumore generato principalmente dalla ventola e dal compressore.
In particolare, nel caso di climatizzatori fissi, le macchine esterne potrebbero disturbare i vicini e provocare dei contenziosi. Il codice civile non fissa delle soglie, ma stabilisce che i rumori non possono superare la normale tollerabilità, cioè tutto ciò che non può essere sopportato senza provocare un danno alla persona. In questo caso, i vicini potrebbero contattare l’Arpa, l'agenzia regionale per le verifiche delle emissioni sonore.
Mentre le macchine interne, split o fancoil, seppur meno rumorose, provocano del fastidio a te e ai tuoi ospiti.
Considerato ciò, è fondamentale acquistare un climatizzatore silenzioso.
Fortunatamente, in commercio esistono alcuni modelli di climatizzatori poco rumorosi che, uniti ad alcune accortezze sulla posa in opera, emettono un suono "tollerabile".
Dove cercare la rumorosità del condizionatore: etichetta
Girando per Mediaworld, Euronics o sul web, ti sarai reso conto che su alcuni elettrodomestici, tra i quali i climatizzatori, viene apposto un adesivo con una scala cromatica. È l'etichetta energetica. Su questa etichetta, oltre ad essere segnalato il consumo, vengono indicati i decibel emessi dalla macchina interna e, se presente, dalla macchina esterna.

Idecibel vengono indicati nel riquadro che riporta il simbolo della propagazione del suono. In particolare, in un riquadro, il simbolo del suono è disegnato all'interno dell'abitazione e segnala i decibel massimi emessi dallo split interno, nell'altro il simbolo è posto all'esterno della casa e segnala i decibel massimi emessi dalla macchina esterna.
Questo valore indica il rumore massimo emesso dalla macchina in prossimità di essa stessa, ma come vedrai, le case produttrici indicano nei libretti anche i decibel a distanze variabili dagli split.Ma attenzione, nell'etichetta energetica viene indicata la pressione sonora, poco indicativa:
Pressione sonora e livello di pressione: quale valutare?
IMPORTANTISSIMO! Sulla scheda tecnica del dispositivo potrebbero indicarti sia la POTENZA SONORA, sia il livello della pressione sonora. Per confrontare la rumorosità dei climatizzatori, utilizza solo la potenza sonora che non è soggetta a nessun tipo di alterazioni ed è quindi un valore paragonabile. A differenza della pressione sonora che dipende da diversi fattori, come la distanza dalla macchina. Scopri di più.
Se ritieni questi decibel eccessivi, per ottenere un'ulteriore riduzione del rumore, ti consiglio di seguire le accortezze che ti elencherò.

Passiamo ora alla scelta del condizionatore:
Condizionatori portatili più silenziosi
I condizionatori portatili sono montati su ruote e sono quindi facilmente trasportabili da un locale all’altro. Per farli funzionare è sufficiente attaccarli alla presa di corrente. Riescono a refrigerare locali di piccole dimensioni senza particolari opere edili, ma hanno lo svantaggio che il motore si trova all’interno del locale, quindi sono leggermente più rumorosi di quelli fissi. Oltre a questo, dovrai forare una vetrata per il passaggio dell'aria.
Oggi, il mercato dei climatizzatori portatili offre una vastissima scelta.
In tutta onesta, da un'attenta analisi delle schede tecniche, la maggior parte dei climatizzatori portatili raggiunge una potenza sonora massima compresa tra i 64 e i 65 db.
Considerato ciò, ho selezionati due climatizzatori portatili, basandomi principalmente sulle valutazioni degli utenti del web; di solito, queste recensioni sono imparziali e attendibili, in quanto, l'acquirente ha avuto un'esperienza diretta:
1 Olimpia Spendid Dolceclima Silent 12 P
Ho scelto questo condizionatore, in quanto, oltre ad avere una rumorosità massima di 64 db, con un'intensità del suono a 2 metri di distanza compresa tra i 38 e i 48 db, è abbastanza efficiente dal punto di vista energetico. Difatti, ha un rendimento pari a 2,8 (classe energetica A).
Altre caratteristiche importanti sono la capacità di refrigerazione pari a 12.000 BTU/h, la capacità di deumidificazione pari a 2 litri all'ora, 3 velocità di ventilazione, la deumidificazione, il Display LCD e un timer 12h.
Il prezzo si aggira intorno ai 400 €. Ottimo compromesso qualità/prezzo. Simile, in tutte le caratteristiche al Pinguino PAC N76.
2 Honeywell Hq12ceswk
ho scelto questo condizionatore, in quanto, è molto amato sul web. 4,5 stelle su 5. Forse per il suo costo ridotto, che si aggira intorno ai 300 €. Questo climatizzatore ha una rumorosità massima di 65 db. Capacità di refrigerazione pari a 12.000 BTU/h, 3 velocità di ventilazione e deumidificazione.
Se invece di voler scegliere il condizionatore portatile solo in base alla rumorosità, ti interessa avere una visione più ampia, ti consiglio la lettura dell'articolo sui migliori climatizzatori portatili di quest'anno (approfondisci).
Passiamo ora ai climatizzatori fissi:
Climatizzatori fissi più silenziosi
In commercio, è raro trovare condizionatori fissi che si limitano a raffreddare l'ambiente o climatizzatori fissi che lo deumidificano e lo raffreddano. Oggi, troviamo per lo più pompe di calore fisse, che raffrescano, deumidificano e riscaldano la casa. E' dall'inizio dell'articolo che mi premeva puntualizzare questo.
Nel caso di dispositivi fissi, come sai, dovrai scegliere sia la macchina esterna che la macchina interna, di solito uno split. In genere vengono venduti in kit. Quindi, dovrai prestare attenzione alla silenziosità di tutte e due questi apparecchi. Anche l'etichetta energetica, qualora optassi per un kit completo esterno / interno, ti segnalerà i decibel della macchina esterna e i decibel dello split.
La potenza sonora delle macchine esterne varia tra i 59 e i 69 db. Mentre per gli split interni, ci aggiriamo tra i 54 e i 62 db. Come puoi notare, le macchine interne, hanno livelli di rumorosità più bassi.
Se troverai sulle schede valori più bassi, non riguarderanno la potenza sonora, ma la pressione sonora. Valore poco confrontabile tra i vari climatizzatori per via delle variabili che lo determinano.
Da un'analisi delle schede tecniche, le differenze in termini di decibel sono minime. Ad essere pignoli, la Samsung, raggiunge buonissimi risultati sia sulle macchine esterne che interne. Daikin e Mitsubishi raggiungono ottimi risultati sulle macchine esterne, ma medie sugli split interni, specialmente Mitsubishi.
Ma vediamo le pompe di calore più silenziose, al variare della potenza e quindi del numero di split interni:
Climatizzatore MONO-SPLIT più silenzioso: Samsung Windfree
Questo climatizzatore, oltre ad offrire la minore rumorosità del commercio, è molto avanzato dal punto di vista tecnologico. Difatti, grazie al Wi-Fi e all'app potresti programmare il condizionatore e controllarne tutte le funzioni anche quando sei fuori casa. Dall'app si controllano i consumi, si verifica lo stato di pulizia del filtro, si pianifica il funzionamento durante tutta la settimana etc. Di contro, non è tanto efficiente. Prezzo medio e garanzia di due anni.
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Macchina esterna Samsung AR09MSPXBWKXEU |
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Potenza Frigorifera |
kW 2,5 |
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SEER: Efficienza energetica stagionale |
6,1 A++ |
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Potenza in riscaldamento |
kW 3,2 |
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SCOP: Efficienza energetica stagionale |
4,0 A+ |
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Livello Pressione sonora |
dB(A) 46 |
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Livello Potenza Sonora |
dB(A) 59 |
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Split interno AR09MSPXBWKNEU |
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Livello Pressione sonora (min / max) |
dB(A) 19 / 37 |
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Livello Potenza Sonora |
dB(A) 54 |
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Prezzo del kit: 700 € |
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Climatizzatore dual-split più silenzioso: Daikin Perfera
Oltre alla rumorosità, è un climatizzatore super-efficiente. Risparmierai tanto. Ma dovrai anche investire. Infatti, il costo è altino. Ma è tutto giustificato dalle caratteristiche.
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Macchina esterna 2MXM50M |
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Potenza Frigorifera |
kW 5 |
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SEER: Efficienza energetica stagionale |
8,52 A+++ |
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Potenza in riscaldamento |
kW 5,20 |
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SCOP: Efficienza energetica stagionale |
4,61 A++ |
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Livello Pressione sonora |
dB(A) 48 |
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Livello Potenza Sonora |
dB(A) 61 |
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Split interno FTXM25M2V1B + FTXM35M2V1B |
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Livello Pressione sonora (min / max) |
dB(A) 19 / 37 |
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Livello Potenza Sonora |
dB(A) 57 |
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Prezzo del kit: 1900 € |
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In realtà, questi split della Daikin associati al motore esterno sono leggermente più rumorosi di altri. Ho voluto premiare questo kit per via dell'alta efficienza.
Climatizzatore trial-split più silenzioso: Samsung Windfree
Quel che ho detto per il monosplit, vale anche per il trial. Paro paro.
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Macchina esterna AJ052FCJ3EH/EU |
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Potenza Frigorifera |
kW 5,2 |
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SEER: Efficienza energetica stagionale |
5,78 A+ |
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Potenza in riscaldamento |
kW 4,40 |
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SCOP: Efficienza energetica stagionale |
4,1 A |
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Livello Pressione sonora |
dB(A) 46 |
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Livello Potenza Sonora |
dB(A) 61 |
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Split interno FTXM25M2V1B + FTXM35M2V1B |
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Livello Pressione sonora (min / max) |
dB(A) 19 / 37 |
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Livello Potenza Sonora |
dB(A) 54 |
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Prezzo del kit: 1800 € |
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Se invece di voler scegliere il climatizzatore solo in base alla rumorosità, ti interessa avere una visione più ampia, ti consiglio la lettura dell'articolo sui migliori climatizzatori fissi di quest'anno (approfondisci).
Posa: accorgimenti per ridurre ulteriormente il rumore
Oltre ad acquistare un condizionatore "silenzioso", per ridurre ulteriormente il fastidio, dovresti:
1 disporre il condizionatore il più lontano possibile dalle finestre dei vicini. Potrà sembrare un accorgimento banale, ma è meglio precisarlo.
2 diminuire la differenza di temperatura tra quella impostata e quella dell'ambiente: facendo ciò, ridurrai la velocità di ricircolo del liquido refrigerante, abbattendo il rumore.
3 sfruttare la modalità silenziosa, specialmente di notte. Questa funzione è inclusa nella maggior parte dei dispositivi in commercio. Assicurati che sia presente anche nella tua scelta. Addirittura, potresti raggiungere i 20 db sugli split interni.
4 ricordare di pulire i filtri almeno una volta all’anno. Prima di tutto, per questioni igieniche, ma anche per ridurre la rumorosità. Inoltre, ricorda di manutenere periodicamente i componenti meccanici, oleando le varie parti.
5 disporre le macchine in un involucro insonorizzato. Non è altro che una scatola aperta sul lato posteriore e su quello anteriore all'altezza delle bocchette. Dovrai farlo realizzare su misura, per poi rivestirlo con materiale insonorizzante. Per l'involucro, ti consiglio di utilizzare il legno compensato, materiale con ottime prestazioni acustiche, con all'interno un pannello fonoassorbente, ad esempio, in poliuretano.
6 disporre sotto i piedini del condizionatore e sulle staffe di fissaggio al muro del materiale che riduca le vibrazioni. Difatti, tramite le vibrazioni, il rumore si diffonde. Esistono in commercio dei gommini anti-vibranti.
Posso installare il condizionatore nel mio balcone o terrazzo?
L'installazione di un condizionatore sul balcone o sul terrazzo di proprietà esclusiva è legittima (Cass. civ., Sez. II, sent. 30 luglio
2004, n. 14576); è da escludere che l'assemblea possa vietare l'esecuzione di opere che non siano in contrasto con il regolamento di
condominio. Ciò non esime il proprietario da prendere le dovute precauzioni per evitare infiltrazioni per gli appartamenti sottostanti;
inoltre non dovrà essere leso il decoro architettonico del fabbricato. Non occorre l’autorizzazione dei condòmini, ma questi dovranno essere informati in assemblea.
Posso installare il condizionatore sulla facciata?
La facciata del fabbricato è un bene comune che assolve anche al compito di “appoggio” per tutta una serie di cavi, tubi e fili di varia natura per cui appare legittimo “appoggiare” anche le zanche del motore del condizionatore. In questo caso si applica il principio generale previsto dall'art. 1102 cod. civ. che introduce alcuni principi-cardine che permettono / vietano l'installazione del condizionatore sulla facciata:
a. ciascun condomino ha il diritto di servirsi della cosa comune;
b. ciascun condomino ha il diritto di modificare il bene comune, per trarre un maggior godimento della cosa.
Parallelamente abbiamo alcuni divieti:
a. è vietato cambiare la destinazione dei beni comuni;
b. è vietato impedire il “pari uso” agli altri;
c. garantire l'emissione sonora entro la "normare tollerabilità"
d. è vietato compromettere la statica, la sicurezza e il decoro architettonico dell'edificio.
Specialmente l'ultimo punto, ed in particolare il mantenimento del decoro architettonico, è l'aspetto più delicato.
Prima di salutarti, vorrei darti un ultimo suggerimento: acquista sul web, risparmierai. Si trovano tante offerte, approfittane!
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Migliori cappe aspiranti 2026: opinioni e prezzi
Hai appena scelto una nuova cucina e manca l'ultimo tassello? Oppure l'odore di fritto inonda la tua casa? Sei nel posto giusto. Oggi ti voglio parlare delle cappe della cucina e consigliarti sulla scelta del prodotto. Ti parlerò dei migliori modelli e marche del mercato, segnalandoti i prezzi, le opinioni e le recensioni dai forum.
Oltre ad essere obbligatoria, la cappa è fondamentale per mantenere la cucina libera da odori, impurità e vapori che si producono con la cottura dei cibi. Inoltre, la cappa può diventare un elemento di design e un valore aggiunto per la tua cucina. Per questo ti chiedo di leggere con attenzione l'articolo, così che tu possa avere chiaro cosa cerchi e quali caratteristiche dovrà avere la tua cappa senza pentirti della scelta fatta.
Passerei subito agli aspetti legati alla scelta:
Caratteristiche da valutare nella scelta
Vediamo ora le caratteristiche da valutare nella scelta di una cappa:
1. Dimensioni
Partiamo da un principio fondamentale:
La cappa deve avere dimensioni tali da coprire il piano cottura, al limite maggiore, ma mai inferiore.
In commercio, le larghezze standard variano tra i 60 e 120 cm, ma è possibile trovare cappe prodotte in serie di dimensioni inferiori o superiori. Invece, L’altezza varia con il modello. Ovviamente il tubo che fuoriesce dalla cappa dovrà arrivare fino all'imbocco della canna fumaria che sfocerà a tetto o a parete. Ho scritto un articolo sulle canne fumarie, i costi e la normativa. Se ti interessasse, a fine lettura di questo post, potresti leggere l'approfondimento.
2. Classe energetica e consumi
Girando per Mediaworld o Euronics ti sarai reso conto che su alcuni elettrodomestici viene apposto un adesivo con una scala cromatica che indica alcune informazioni. E' l'etichetta energetica, obbligatoria per molti dispositivi, tra cui le cappe. Su questa etichetta viene segnalato il consumo, le caratteristiche e la classe di efficienza energetica del prodotto.

Il consumo viene espresso in Kwh consumati all'anno. Questo numero potrebbe non dirti nulla, quindi, per semplificarti la vita controlla semplicemente la classe energetica. Se la cappa che hai puntato fosse di classe D, sarebbe il caso di passare ad altro. Specialmente nel caso delle cappe, occorre dare preferenza ai sistemi appartenenti alle classi C o superiori che garantiscono consumi energetici contenuti. Nel dettaglio vengono anche segnalate le classi di efficienza dei vari componenti di una cappa.
3. Rumorosità
Molti clienti puntualizzano circa un aspetto ritenuto da loro stessi fondamentale: la silenziosità.
Mi ricordo sempre quando da bambino mamma faceva partire la cappa e tutti noi dovevamo uscire dalla cucina. Ad oggi, tutto ciò accade ma meno. La maggior parte delle cappe in commercio hanno silenziosità al di sotto dei 70 decibel, rumore accettabile. Per avere un termine di paragone una normale conversazione tra due persone è intorno ai 50 dB, un bisbiglio 40 dB.
4. Velocità e portata di aspirazione.
Arriviamo ad una caratteristica molto importante che è la portata, e quindi, la quantità di fumi che una cappa riesce ad asportare in un'ora, misurata in metri cubi all'ora mc/h.
La portata da scegliere dipende dalla grandezza della cucina e dalla frequenza d’uso del piano cottura. Bisogna garantire un ricambio minimo dell’aria pari a circa 6-8 volte il volume dell’ambiente. In generale, la portata standard dovrebbe essere di almeno 400 mc/h. Mentre se cucini spesso e di frequente hai ospiti dovresti optare per 500 mc/h o superiori.
Inoltre, anche la modulazione della velocità è un parametro fondamentale. Difatti, per stili di cottura più intensi come la frittura occorre aspirare molti più fumi rispetto a quando prepariamo un piatto di spaghetti. Di solito le cappe hanno tre livelli di modulazione!
Infine, se posso darti un consiglio, il tubo di espulsione deve avere un diametro minimo di 120-140 mm. In caso contrario, "strozzando" l'uscita dell'aria, rischi che aumenti il rumore. Controlla la scheda tecnica e il diametro minimo che impone.
5 Design
Ho lasciato questo aspetto per ultimo. Ma non lo è per importanza. Chi è amante del bello, non potrà esimersi dallo scegliere una cappa moderna e di design. Anche in questo caso, vige un principio fondamentale:
Lo stile della cappa dovrà rifarsi a quello della cucina o comunque alla tendenza su cui vogliamo improntare la nostra casa (industriale, moderna, rustica o di design).
Esistono diversi modelli di cappa in base alla posizione di ancoraggio: a parete, a soffitto, ad angolo, a isola o a scomparsa. A parete quando sono attaccate al muro, a soffitto quando vengono fissate sotto il solaio, ad angolo quando sono predisposte per essere installate sull'incrocio di due pareti, a isola quando calano dal soffitto. Infine, a scomparsa quando compaiono da dietro il piano cottura. Esistono anche cappe da incasso installate in un pensile della cucina.
Sull'estetica non aggiungerei altro in quanto è tutto soggettivo.
Passiamo alle marche e a cosa ne pensa il web e i miei clienti.
Migliori marche di cappe e opinioni
Sono molte le aziende che producono cappe, ma poche che realizzano buoni prodotti ed esteticamente validi. Ricordiamoci che la cappa è un elettrodomestico molto provato dalle azioni chimiche, quindi scegliamolo con cura. Tra le migliori marche del mercato abbiamo: Faber, Novy, Ilve, Electrolux, Miele, Elica, Falmec, Smeg, Franke, Siemens. Se ne ho dimenticato qualcuna segnalatemelo tra i commenti.
Vediamo alcune recensioni dal web:
Partiamo da Elica. In generale, il mercato premia i prodotti con voti dalle 4 stelle su 5 a salire. Il campione di recensioni da forum è consistente, in quanto, si trovano molte recensioni, quindi le riterrei affidabili. E' indubbia la qualità e il funzionamento. Anche Faber si attesta su questi risultti.
Stesso dicasi di Electrolux, anche se si trovano davvero poche opinioni, ma tutte positive.
Novy ho trovato una trentina di valutazioni, solo 5 stelle su 5.
Falmec non pervenuta, ma la vorrei segnalare in quanto è un ottimo brand.
Esistono catene che commercializzano cappe più economiche ma, in teoria, di qualità inferiore. Ad esempio Ikea, Bricoman, Leroy Merlin, Mondo convenienza. Qualora si volesse risparmiare ma restare su marche più "affidabili", è possibile acquistare quest'ultime online tramite i portali più conosciuti tipo Ebay e Amazon o comunque siti meno conosciuti ma comunque sicuri.
Invece, le catene di elettrodomestici dove acquistare le cappe sono: Mediaworld, Unieuro, Euronics, Trony e Expert.
Passiamo infine ai prezzi e ai modelli:
Migliori modelli del mercato
Ho voluto segnalarti i modelli più apprezzati per ogni tipologia, considerando ogni fascia di prezzo, portata e rumorosità.
I prezzi delle cappe vanno dai 150 € fino ai 3.000 € dei modelli più accessoriati e di design. Per un buon compromesso tra tutti gli aspetti, mi attesterei su cappe tra i 300 e i 900 €. Ora vediamo la classifica delle cappe con la più alta valutazione sul web:
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NOVY 662 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a parete aspirante 29 x 60 x 40,5 |
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PORTATA |
940 m³/h |
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POTENZA |
240 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
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PREZZO |
186 € |
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RUMOROSITA' |
63 dB |
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DESIGN |
MEDIO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
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ELICA Vertigo BL/F/120 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a parete aspirante da 120 x 1 x 55 cm |
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PORTATA |
690 m³/h |
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POTENZA |
300 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
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PREZZO |
400 e i 600 € |
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RUMOROSITA' |
68 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
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Electrolux - Efb90566dx |
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TIPOLOGIA |
Cappa a parete aspirante da 90 x 80 x 50 cm |
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PORTATA |
685 m³/h |
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POTENZA |
250 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
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PREZZO |
500 € |
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RUMOROSITA' |
68 dB |
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DESIGN |
MEDIO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
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Falmec Lumen Isola 175 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a isola aspirante da 110 x 60 x 5 cm |
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PORTATA |
800 m³/h |
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POTENZA |
280 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
C |
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PREZZO |
900 € |
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RUMOROSITA' |
67 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★/5 |
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Faber Fabula Plus |
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TIPOLOGIA |
Cappa a scomparsa aspirante da 90 x 12 x 104 cm |
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PORTATA |
700 m³/h |
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POTENZA |
270 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
A |
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PREZZO |
1.200 € |
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RUMOROSITA' |
70 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
n.d. |
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Siemens LF26RH560 |
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TIPOLOGIA |
Cappa a soffitto aspirante da 120 x 70 x - cm |
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PORTATA |
780 m³/h |
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POTENZA |
180 W |
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CLASSE EFFICIENZA ENERGETICA |
N.d. |
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PREZZO |
1.400 € |
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RUMOROSITA' |
56 dB |
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DESIGN |
ALTO |
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RECENSIONI DAL WEB |
★★★★★/5 |
Partiamo dalle tipologie di cappe:
Tipologie cappe in commercio
Le cappe, oltre ad aspirare ed espellere i fumi e i vapori della cottura, filtrano l’aria. Esistono quindi cappe aspiranti e cappe filtranti; le prime possono essere anche filtranti, mentre le seconde (dette anche cappe a ricircolo) eseguono solo funzioni di filtraggio.

1 Funzionamento aspirante o a sfiato: l'aria aspirata viene depurata dai filtri anti-grasso e successivamente espulsa all'esterno. L'espulsione deve avvenire attraverso una canna fumaria.
2 Funzionamento filtrante o a riciclo: l'aria aspirata viene depurata dai filtri anti-grasso e da un filtro a carbone attivo. Alla fine, l'aria depurata viene immessa in cucina.
Sconsiglio le cappe filtranti, in quanto, oltre all'elevato costo dei filtri che vanno sostituiti ogni 4 mesi e alla maggior manutenzione richiesta, non hanno le medesime efficienze delle cappe aspiranti!!
Utilizzale solo nel caso non sia possibile installare una canna fumaria.
Spero che quanto scritto ti sia stato utile, ti consiglio la lettura dell'articolo sulle migliori cucine. Grazie Vincenzo e Rosa.
Quando è obbligatoria la certificazione energetica APE? 2026

La certificazione energetica ( o Attestato di prestazione energetica A.P.E.), è un documento che attesta la qualità, dal punto di vista termico della tua casa, o appartamento. Anche se non è sempre obbligatoria, ti consiglio di realizzarla per verificare il consumo annuo della tua casa ed individuare gli elementi critici da sostituire.
Difatti, un buon tecnico, oltre a indicarti i consumi e la classe energetica (da A4, la migliore a G la peggiore), ti segnalerà i punti deboli dell' involucro o dell'impianto termico e ti suggerirà gli interventi più convenienti per abbassare il prezzo della bolletta.
Ma torniamo all'argomento dell'articolo.
Indice:
Quando è obbligatoria la certificazione energetica APE?
APE non obbligatorio? Immobili esenti e deroghe
Categorie catastali e obbligo APE
Quando è obbligatoria la certificazione energetica APE?
Secondo l'art. 6 del Dlgs 192 del 2005 L’immobile deve essere dotato di attestato di prestazione energetica e dovrete contattare un professionista (ingegnere, architetto, geometra, perito etc.) nei seguenti casi:
- comma 1: edifici di nuova costruzione o edifici sottoposti a ristrutturazione importante (intervento su più del 25% dell'involucro edilizio disperdente della casa e può interessare gli impianti), all’atto di chiusura dei lavori e/o prima del rilascio dell’agibilità;
- comma 2: compravendita di edifici, appartamenti o quote degli stessi. In questo caso deve essere allegato al contratto notarile; è il venditore a pagare il tecnico, salvo diverso accordo (clausola). Il proprietario deve rendere disponibile l'attestato di prestazione energetica al potenziale acquirente all'avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime;
- comma 2: locazione (affitto) di intero immobile o singole unità immobiliari. Anche in questo caso va allegata al contratto di fitto; è il proprietario a dover pagare il tecnico. Il proprietario deve rendere disponibile l'attestato di prestazione energetica al nuovo locatario all'avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle medesime;
- comma 6: edificio pubblico esistente ed utilizzato dalla pubblica amministrazione con Superficie utile >250 mq;
- comma 9:contratti di gestione calore presso la pubblica amministrazione;
- comma 8: annunci immobiliari (compravendita e locazione);
- comma 2:trasferimento di immobili a titolo gratuito (ad esempio donazione);
- comma 2: comodato d'uso gratuito o meno.
Altri casi: trasferimenti a titolo oneroso
Inoltre, l’obbligo di dotazione si estende ai seguenti casi di trasferimento di immobili a titolo oneroso:
- permuta,
- transazione,
- datio in solutum (pagamento in natura, tramite un bene mobile),
- conferimenti in società,
- assegnazione ai soci,
- cessione di azienda nel cui patrimonio sono compresi immobili,
- vendita di porzioni di immobile (per esempio quote dell’alloggio del custode).
- In caso di eredità, non è previsto l'obbligo in caso di successione.

Esistono delle deroghe, che ci svincolano dal far redigere la certificazione energetica:
In quali casi l’APE non è obbligatorio? Immobili esenti e deroghe
Il certificato non deve essere redatto nei casi riportati nella legge nazionale all’art.3 comma 3 del Dlgs 192/2005, ovvero:
-
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- i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati. Per fabbricato isolato con superficie utile inferiore a 50 mq si intende un fabbricato distaccato da altri edifici. Un miniappartamento di 49 mq in un condominio non è un fabbricato isolato. Un bungalow di 49 mq in un campeggio è un fabbricato isolato;
- i fabbricati industriali e artigianali - quando gli ambienti sono riscaldati (o raffrescati) per esigenze del processo produttivo; quando il loro utilizzo e/o le attività svolte al loro interno non ne prevedano il riscaldamento o la climatizzazione. Questo deve essere collegato alle esigenze del processo produttivo, perché se è prevista la presenza di lavoratori, i locali devono essere climatizzati ai fini della permanenza di persone. D.Lgs. 81/08 - ALLEGATO IV - REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO - 1. AMBIENTI DI LAVORO 1.9.2. Temperatura dei locali 1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori. 1.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti. 1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali;
- quando gli ambienti sono riscaldati utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili. Per reflui energetici si intende un recupero di fluidi (acqua, aria, vapore, fumi) già caldi per esigenze di produzione. Per esempio: un calore residuo che rappresenta lo scarto energetico di processo (calore dissipato da una batteria condensatrice di un gruppo frigorifero);
- i fabbricati agricoli o rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione;
- edifici in cui non è prevista la permanenza di occupanti (residenti o lavoratori) e in cui non è prevedibile/necessario un clima abitativo come ad es. magazzini, depositi, locali di sgombero, sottotetti, locali macchina, cabine di trasformazione, cantine, autorimesse, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, ecc. L’APE è comunque richiesto per le porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purché scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica;
- edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose (es. chiese)
- i ruderi, purché vengano espressamente dichiarati come tali nell’atto notarile INSIEL - 16 febbraio 2017 (es. unità collabenti, costruzioni non abitabili o agibili comunque la cui utilizzabilità non è conseguibile con soli interventi edilizi di manutenzione ordinaria o straordinaria);
- i fabbricati in costruzione per i quali non si disponga dell’abitabilità/agibilità al momento della compravendita: immobili venduti come “scheletro strutturale” (privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio) oppure immobili venduti “al rustico”(privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici), purché vengano espressamente dichiarati come tali nell’atto notarile. Resta fermo l’obbligo di presentazione, prima dell’inizio dei lavori di completamento, di una nuova relazione tecnica di progetto attestante il rispetto delle norme per l’efficienza energetica degli edifici in vigore alla data di presentazione della richiesta del nuovo permesso di costruire, o denuncia di inizio attività, comunque denominato;
- i manufatti comunque, non riconducibili alla definizione di edificio (manufatti cioè non qualificabili come “sistemi costituiti dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno”), per esempio: una piscina all’aperto, una serra non realizzata con strutture edilizie, ecc.
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Obbligo aggiornamento APE
L'APE non è obbligatoria in caso di sostituzione della caldaia, radiatori, infissi e finestre o impianto di riscaldamento, installazione del cappotto termico o pompa di calore (raffrescamento: climatizzatore, condizionatore), frazionamento, cambio di destinazione d'uso, rifacimento del tetto la cui superficie disperdente non è superiore al 25%.
Ma andrà comunque aggiornata nei casi previsti dalla legge (vedi sopra). Penso ti possa interessare anche l'articolo sull'obbligo di aggiornamento della certificazione energetica oppure sul giusto prezzo delle certificazioni.
Una volta elencati i casi in cui è obbligatoria l'APE, vediamo per quali immobili è necessaria:
Categorie catastali e obbligo APE
La certificazione energetica è obbligatoria nelle casistiche precedentemente indicate per tutte le categorie di edifici definite dall'articolo 3 del DPR 412/93. Vediamole:
- E.1 Edifici di tutte le tipologie adibiti a residenza e assimilabili;
- E.2 Edifici adibiti a residenze collettive, a uffici e assimilabili;
- E.3 Edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili;
- E.4 Edifici adibiti ad attività ricreative, associative o di culto e assimilabili;
- E.5 Edifici adibiti ad attività commerciali e assimilabili;
- E.6 Edifici adibiti ad attività sportive;
- E.7 Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;
- E.8 Edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili.
Dette cosi, le categorie potrebbero risultare poco chiare. Sicuramente, segnalandoti le corrispondenti categorie catastali, che potresti verificare all'interno della visura catastale del tuo immobile, potresti chiarirti le idee.
Come vedrai per i Magazzini C/2 e locali di deposito, gli F/2 Unità collabenti, i C/6 Stalle, scuderie, rimesse, garage ed autorimesse non è richiesta l'APE.
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Categoria catastale degli edifici
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Classificazione generale degli edifici per categoria secondo il DPR 412/93
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A/1 Abitazione di tipo signorile
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/2 Abitazione di tipo civile
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/3 Abitazione di tipo economico
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/4 Abitazione di tipo popolare
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/5 Abitazione di tipo ultrapopolare
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/6 Abitazione di tipo rurale
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/7 Abitazione in villini
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/8 Abitazione in ville
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/9 Castelli, palazzi di pregio artistico o storico
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E.1 (1) o E.1 (2)
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A/10 Uffici e/o studi privati
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E.2
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A/11 Abitazioni o alloggi tipici dei luoghi (es. rifugi, baite, trulli, ecc.)
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E.1 (1) o E.1 (2)
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B/1 Collegi, convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, seminari, caserme,conventi
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E.1 (1)
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B/2 Case di cura e ospedali
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E.3
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B/3 Riformatori e prigioni
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E.1 (1)
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B/4 Uffici pubblici
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E.2
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B/5 Scuole e/o laboratori scientifici
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E.7
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B/6 Pinacoteche, biblioteche, musei, gallerie d’arte, accademie che non hanno sede nella categoria A/9
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E.4 (2)
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B/7 Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto
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E.4 (2)
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B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate
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E.8
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C/1 Negozi e botteghe
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E.5 o E.4 (3)
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C/2 Magazzini e locali di deposito
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No Certificazione Energetica
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E.8 / controversa, se si tratta di un deposito No APE
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C/4 Fabbricati per arti e mestieri
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E.8
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C/6 Stalle, scuderie, rimesse ed autorimesse
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No Certificazione Energetica APE
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E.8
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D/2 Alberghi e pensioni
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E.1 (3)
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D/3 Teatri, cinema, sale per concerti / spettacoli e simili
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E.4 (1)
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D/4 Case di cura ed ospedali
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E.3
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D/5 Istituti di credito, cambio ed assicurazione
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E.2
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D/6 Fabbricati e locali per attività sportive
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E.6 (1) – E.6 (2) – E.6 (3)
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D/7 Fabbricati costruiti o comunque adattati per le speciali esigenze legate ad una attività industriale e non suscettibili di diversa utilizzazione se non con radicali trasformazioni
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E.8
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D/7 Fabbricati costruiti o comunque adattati per le speciali esigenze legate ad una attività industriale e non suscettibili di diversa utilizzazione se non con radicali trasformazioni
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E.5
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D/10 Residence
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E.1 (3)
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D/11 Scuole e/o laboratori scientifici privati
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E.7
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| F/2 Unità collabenti | No Certificazione Energetica APE |
Adesso dovresti aver chiaro se il tuo immobile ha o meno bisogno del certificato di prestazione energetica.
Chi deve produrre l'APE?
Nel caso di attestazione della prestazione degli edifici esistenti, l'attestato è prodotto a cura del proprietario dell'immobile.
A chi rivolgersi?
L'APE può essere redatta da professionisti iscritti all'albo:
- ingegneri,
- architetti,
- geometri,
- periti.
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Alcuni professionisti, quali ad esempio i geometri, devono aver seguito un corso.
In alcune regioni, come ad esempio il Lazio e l'Emilia Romagna, bisogna essere iscritti all'apposito albo dei certificatori.
Meglio un geometra, un architetto o un ingegnere? Io direi: un professionista competente, aldilà del titolo.
Quali sono le classi energetiche?
Le potenziali classi energetiche, secondo la legge 90/2013 del 26 giugno 2015, sono 10: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F, G. La A4 è la più efficiente, la G quella meno efficiente. Le classi vengono determinate sulla base del consumo anno energetico per metro quadro.

La classe energetica è funzione:
- della dimensione e dell'orientmento dell’immobile;
- della tipologia e della coibentazione dell'involucro (parete, copertura, infissi);
- della qualità degli impianti;
- dell'uso delle fonti di energia rinnovabili;
Sanzioni per assenza di APE
Sono previste sanzioni per proprietari, locatori o responsabili della vendita come le agenzie nel caso in cui al momento della contrattazione, vendita o affitto l'immobile non sia dotato di attestato di prestazione energetica.
- Se l'immobile viene posto in vendita senza essere dotato di APE, il venditore incorre in una sanzione variabile tra i 3.000 ed i 18.000 euro (comma 8 art. 15 del DLgs 192/2005).
- Se l'immobile viene affittato senza essere dotato di APE, il proprietario incorre in una sanzione variabile tra i 300 ed i 1.800 euro (comma 9 art. 15 del DLgs 192/2005).
- Se l'annuncio di un immobile da vendere od affittare non contiene i parametri energetici, la sanzione amministrativa è variabile tra i 500 ed i 3.000 euro (comma 10 art. 15 del DLgs 192/2005).
- Se l'APE non viene allegato al contratto di compravendita, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, della sanzione da euro 3.000 a euro 18.000 (comma 3 art. 6 del DLgs 192/2005).
- Se l'APE non viene allegato al contratto di locazione (non per singola unità immobiliare), le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, della sanzione da euro 3.000 a euro 18.000 (comma 3 art. 6 del DLgs 192/2005).
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Video guida sulla certificazione energetica
Ho pensato ti potesse essere utile il video sugli aspetti legati all'APE. Buona visione:
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Collaudo statico: cos'è, obbligo, prezzi, esempio 2026
Collaudo statico: che cos'è, quando è obbligo e qual è il costo della parcella dell'ingegnere. Esempio
Per collaudo statico, introdotto con la legge 1086 del 1971, ad oggi, è regolamentato dal capitolo 9 del Testo Unico delle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC2018), secondo cui:
"Il collaudo statico, inteso come procedura disciplinata dalle vigenti leggi di settore, è finalizzato alla valutazione e giudizio sulle prestazioni, come definite dalle presenti norme, delle opere e delle componenti strutturali comprese nel progetto ed eventuali varianti depositati presso gli organi di controllo competenti. In caso di esito positivo, la procedura si conclude con l’emissione del certificato di collaudo."
In pratica, tramite questo documento si asserisce che le opere strutturali sono idonee o meno strutturalmente all'esercizio! Indipendentemente che la struttura sia stata realizzata in calcestruzzo armato, legno, acciaio o altro.
In caso di esito positivo, quindi che l'immobile, dal punto di vista strutturale, risulti "idoneo", la procedura si conclude con l’emissione del certificato di collaudo.

Il collaudo statico, tranne casi particolari, va eseguito in corso d’opera.
IMPORTANTE: Le opere non possono essere poste in esercizio prima dell’effettuazione del collaudo statico.
Quando è obbligatorio il collaudo statico delle opere?
In generale, il collaudo è obbligatorio quando si costruisce un elemento strutturale di qualsiasi materiale (calcestruzzo armato, legno, acciaio, muratura).
Quindi, il collaudo statico è obbligatorio in caso di nuova costruzione, ampliamento o ristrutturazione globale.

Per quanto riguarda l'esistente, secondo il capitolo 8 della circolare delle NTC 2018, collaudo statico è obbligatorio sugli interventi di adeguamento e miglioramento sismico.
Non è necessario sugli interventi locali (opere minori es. cerchiature, rifacimento solaio, realizzazione scala interna) e/o riparazione. In questo caso, è necessaria una dichiarazione da parte del direttore lavori di regolare esecuzione dell'opera strutturale.
Le operazione legate al collaudo statico finale devono essere realizzate a ultimazione delle strutture. Dopodiché, il collaudatore ha 60 giorni di tempo per consegnare il collaudo al genio civile.
Chi è il collaudatore e da chi viene nominato?
Il collaudatore è nominato dal committente (colui che commissiona il lavoro, es. proprietario di casa). E' un tecnico libero professionista, ingegnere, architetto, geometra, perito edile purché:
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- sia iscritto da non meno di 10 anni negli albi dei relativi Ordini Professionali (legge 1086 del 1971);
- non abbia preso parte ai lavori oggetto di collaudo in nessuna delle varie fasi di progettazione, direzione ed esecuzione.
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Adempimenti e esempio di certificato di collaudo
Il collaudo statico di tutte le opere di ingegneria civile regolamentate, deve comprendere i seguenti adempimenti:
a) controllo di quanto prescritto per le opere eseguite sia con materiali regolamentati dal DPR 6 giugno 2001 n. 380, leggi n. 1086/71 e n. 64/74 sia con materiali diversi;
b) ispezione dell’opera nelle varie fasi costruttive degli elementi strutturali ove il collaudatore sia nominato in corso d’opera, e dell’opera nel suo complesso, con particolare riguardo alle parti strutturali più importanti. L’ispezione dell’opera verrà eseguita alla presenza del Direttore dei lavori e del Costruttore, confrontando in contraddittorio il progetto depositato in cantiere con il costruito. Il Collaudatore controllerà altresì che siano state messe in atto le prescrizioni progettuali e siano stati eseguiti i controlli sperimentali. Quando la costruzione è eseguita in procedura di garanzia di qualità, il Collaudatore deve prendere conoscenza dei contenuti dei documenti di controllo qualità e del registro delle non-conformità;
c) esame dei certificati delle prove sui materiali, articolato:
-
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- nell’accertamento del numero dei prelievi effettuati e della sua conformità;
- nel controllo che i risultati ottenuti delle prove siano compatibili con i criteri di accettazione;
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d) esame dei certificati di cui ai controlli in stabilimento e nel ciclo produttivo;
e) controllo dei verbali e dei risultati delle eventuali prove di carico fatte eseguire dal Direttore dei lavori.
Il Collaudatore, nell’ambito delle sue responsabilità, dovrà inoltre:
f) esaminare il progetto dell’opera, l’impostazione generale, della progettazione nei suoi aspetti strutturale e geotecnico, gli schemi di calcolo e le azioni considerate;
g) esaminare le indagini eseguite nelle fasi di progettazione e costruzione come prescritte nelle presenti norme;
h) esaminare la relazione a strutture ultimate del Direttore dei lavori. Infine, nell’ambito della propria discrezionalità, il Collaudatore potrà richiedere:
i) di effettuare tutti quegli accertamenti, studi, indagini, sperimentazioni e ricerche utili per formarsi il convincimento della sicurezza, della durabilità e della collaudabilità dell’opera, quali in particolare: - prove di carico; - prove sui materiali messi in opera, anche mediante metodi non distruttivi; - monitoraggio programmato di grandezze significative del comportamento dell’opera da proseguire, eventualmente, anche dopo il collaudo della stessa.
Scarica l'esempio di modello da compilare della dichiarazione di collaudo statico in pdf
Quanto costa un collaudo statico?
Di solito, la parcella del tecnico, viene quantizzata in percentuale sul costo delle opere. Il range passa dal 3% per le opere minori fino a 0,5 % quando si supera il milione d'euro. Oltre a questo vanno aggiunte le eventuali spese dovute alle prove.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Quanto costa una dichiarazione di successione 2026 e esempi
Quanto costa presentare una dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate o tramite commercialista / CAF e i tempi. In particolare: quali sono le tasse / imposte da pagare, qual è il costo del professionista, i tempi necessari e le spese detraibili.

La Dichiarazione di successione è finalizzata al trasferire i beni del defunto agli eredi. L'obiettivo è modificare gli intestatari e nel voler far questo, immagino, ti sarai posto alcune domande: come fare, chi può presentarla, entro quanto tempo, quali sono le scadenze e le relative sanzioni, quali sono le tasse e le imposte da pagare e qual è il costo del professionista? In questo articolo ci focalizzeremo proprio su questo ultimo punto.
INDICE
- Voci di spesa: imposte e professionista
- Quali sono le tasse / imposte da pagare?
- Qual è il costo di un professionista?
- Esempio costo (moglie + figlio, con immobili)
- Esempio costo (erede unico = fratello, patrimonio oltre 1.000.000 €)
- Quali spese sono detraibili?
- Chi può presentare la dichiarazione?
- Come presentare la Dichiarazione?
- Dove presentare la successione?
- Dichiarazione sostitutiva, integrativa, modificativa, aggiuntiva, tardiva.
Successione - due voci di spesa: imposte e parcella professionista
Il costo di una successione dipende fondamentalmente da due voci: imposte e parcella professionista.

Le imposte dovrai pagarle obbligatoriamente, mentre potresti scegliere o meno di farti assistere da un professionista: commercialista, CAF ecc.
1. Quali sono le tasse / imposte da pagare?
Nel trasferire i beni del defunto agli eredi, l'Agenzia delle Entrate pretende il pagamento delle imposte:
- un'imposta detta "di successione";
- le altre solo sugli immobili (ipotecaria e catastale).
1.1 Imposta di successione calcolata sul valore complessivo
Ti tranquillizzo. Se sei un parente in linea diretta (coniuge, figlio o nipote) che eredita meno di un milione di euro non dovrai versare tale imposta!

Negli altri casi, occorre pagare delle imposte sul valore complessivo dei beni e dei diritti compresi nell’asse ereditario si applicano le seguenti aliquote:
- del 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro; quindi, se il valore dei beni in eredità non supera il milione non dovrai pagare niente;
- del 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente, per ciascun beneficiario, i 100.000 euro; quindi, se il valore dei beni in eredità non supera i 100.000 € non dovrai pagare niente;
- del 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito; qui non esistono minimi!
- dell’8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito; anche qui non esistono minimi!
Oltre ai limiti di 100.000 euro e di 1 milione di euro, vi è una ulteriore franchigia, pari ad 1,5 milioni di euro, per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992.
1.1.1 Quali sono le modalità di pagamento delle imposte di successione?
Nel caso optassi per il deposito della Dichiarazione direttamente all’Agenzia delle Entrate, il pagamento può avvenire attraverso il modello F24 o con addebito in conto corrente. In quest’ultimo caso occorre compilare preventivamente questo modello - pdf da consegnare all’ufficio.
Le imposte di successione possono essere pagate anche a rate con le seguenti modalità:
- almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione;
- la parte restante, è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre.
Inoltre, la rateazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro.
1.2 Imposte sugli immobili
Inoltre, nel caso in cui nella successione rientrino anche beni immobili (case, terreni ecc.), oltre all’imposta di successione devono essere pagate:
- l’imposta ipotecaria (2% sul valore lordo degli immobili, minimo 200 €);
- l’imposta catastale (1% sul valore lordo degli immobili, minimo 200 €); ATTENZIONE: qualora per il beneficiario si tratti di “prima casa”, le imposte catastali e ipotecarie sono pari a € 200 euro ciascuna;
- l’imposta di bollo: 85,00 e in relazione agli immobili compresi nelle “conservatorie” (ovvero circoscrizioni o sezioni staccate dei competenti uffici dell’Agenzia delle entrate); al suddetto importo dovrà poi aggiungersi un ulteriore importo di euro 32,00, sempre a titolo di bollo, nel caso sia stata richiesta l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione di successione (16,00 euro per la richiesta e 16,00 euro per una attestazione).
- la tassa ipotecaria :90 € per ciascuna conservatoria (di cui euro 35,00 per la trascrizione ed euro 55,00 per le volture catastali);
- tributi speciali.
Ovviamente, tali spese non sono dovute qualora non fossero presenti immobili nell'eredità.
1.2.1 Quali sono le modalità di pagamento delle imposte sugli immobili?
Le imposte sugli immobili devono essere pagate da un solo erede, in unica soluzione. Sarà quest'ultimo a rifarsi sugli altri! Scopri di più
Il pagamento delle somme dovute va effettuato con addebito sul conto corrente aperto presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle entrate o Poste Italiane S.p.a intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica della dichiarazione.
Potresti anche preferire l'assistenza di un professionista nella redazione della Dichiarazione, vediamo un esempio di preventivo e di parcella:
Qual è il costo di un professionista?
Potresti anche incaricare alla stesura della Dichiarazione e al deposito un professionista: avvocato, commercialista, ragioniere, consulente del lavoro, architetto, geometra, ingegnere o perito oppure un centro di assistenza fiscale, caf, patronato, associazione consumatori etc.. Nei casi più complicati ti consiglio di affidare l'incarico a più figure che potranno collaborare (geometra o ingegnere + avvocato + commercialista).
Il tecnico incaricato deve essere munito di delega e fotocopia del documento del delegante.
Cliccando su questo link potrai scaricare gratuitamente la delega al deposito della Dichiarazione di successione in pdf.
Premetto che indicare una cifra puntuale del costo che potrebbe preventivarti un professionista è molto difficile. Pensiamo al testamento di Berlusconi o di una persona che possieda tanti ettari di terreno. In questi casi, il tecnico prevede un costo in percentuale al valore dei beni ereditati. Mentre, per le Dichiarazioni di successione più comuni, che definirei "standard", contemplanti al massimo qualche immobile, è possibile definire un costo fisso o comunque una fascia di prezzi.
Di sicuro, ti consiglio di affidarti a professionisti validi. Spesso mi ritrovo a dover sistemare situazioni intricate, veri e propri casini e a dover presentare la successione integrativa per correggere errori o dimenticanze del personale negligente. Per lo meno mi riferisco a quei centri che chiedono 100 / 200 €. Con questi prezzi non aspettarti che dedichino più di un paio d'ore all'istanza o che facciano la pratica con accuratezza.
Detto ciò, dopo questo sfogo, ti segnalo i prezzi di mercato.
Per una Dichiarazione di successione "standard" i prezzi vanno dai 500 ai 800 €. Mentre, per quanto riguarda le successioni più sostanziose, il prezzo viene definito sulla base di percentuali rispetto al valore catastale degli immobili e, naturalmente, i tempi si allungano.
Esempio di costo successione (moglie + figlio, con immobili)
Situazione familiare: il De Cuius è deceduto. Gli eredi sono la moglie e un figlio (successione legittima). Nonè presente alcun testamento e non vi sono altri eredi o legatari. Patrimonio del defunto:- Immobile 1 – Appartamento principale. Valore catastale: 120.000 euro. Si tratta della prima casa della moglie, che vi risiedeva.
- Immobile 2 – Box auto non pertinenza. Valore catastale: 20.000 euro.
Vediamo le imposte, a cui andrà aggiunta la parcella del CAF.
| Tipo di imposta | Importo | Dettaglio |
|---|---|---|
| Imposta di successione | 0 € | Franchigia 1.000.000 € per ciascun erede |
| Imposta ipotecaria casa | 200 € | 200 € (moglie, prima casa) |
| Imposta ipotecaria box | 400 € | 400 € (figlio) |
| Imposta catastale | 400 € | 200 € (moglie) + 200 € (figlio) |
| Imposta di bollo | 85 € | Senza attestazione |
| Tassa ipotecaria | 90 € | 1 Conservatoria |
| Tributi speciali catastali | 40 € | Importo medio |
| Totale imposte e tributi | 1.215 € |
Esempio di costo successione (erede unico = fratello, patrimonio oltre 1.000.000 €)
Situazione familiare: il De Cuius è deceduto. Non era sposato e non aveva figli. L’unico erede è il fratello, in assenza di testamento. Non vi sono altri eredi o legatari.
Patrimonio del defunto:
- Immobile 1 – Appartamento in centro. Valore catastale: 450.000 euro.
- Immobile 2 – Villa con giardino. Valore catastale: 750.000 euro.
- Immobile 3 – Terreno edificabile. Valore catastale: 120.000 euro.
- Conto corrente. Importo: 90.000 euro.
- Totale patrimonio ereditato: circa 1.410.000 euro.
Poichè l’erede è un fratello, la franchigia è solo 100.000 euro: l’imposta di successione si calcola su 1.410.000 – 100.000 = 1.310.000 €.
Vediamo ora le imposte (a cui andra aggiunta la parcella del CAF o professionista):
| Tipo di imposta | Importo | Dettaglio |
|---|---|---|
| Imposta di successione (6%) | 78.600 € | 6% su 1.310.000 € (fratello , franchigia 100.000 €) |
| Imposta ipotecaria | 26.400 € | 2% sul valore catastale complessivo degli immobili (450.000 + 750.000 + 120.000 = 1.320.000 €) |
| Imposta catastale | 13.200 € | 1% sul valore catastale complessivo degli immobili |
| Imposta di bollo | 85 € | Senza attestazione |
| Tassa ipotecaria | 90 € | 1 Conservatoria |
| Tributi speciali catastali | 40 € | Importo medio |
| Totale imposte e tributi | 118.415 € | — |
Quanto tempo occorre?
Per quanto attiene i tempi delle successioni "standard" è sufficiente una settimana di lavoro, tra la raccolta dei documenti, la compilazione della Dichiarazione e il protocollo.
Quali spese sono detraibili?
Per abbattere le tasse da pagare è possibile detrarre alcune spese relative ai costi sostenuti per il rito funebre, documentate con fatture o ricevute. Pensiamo ai fiori, all’agenzia di pompe funebri, alla sepoltura ed eventuale cremazione, oltre che ai diritti cimiteriali comunali.
La cifra massima detraibile è pari a 294,50 euro, ovvero il 19% delle spese fino ad un tetto di 1.550 euro. A beneficiarne sarà l'erede che ha sostenuto queste spese. Qualora pagassero più eredi, la detrazione deve essere divisa in base alle quote di successione. Per ripartire le detrazioni, ti consiglio di far riportare fattura la ripartizione della spesa con gli altri.Infine mi preme segnalarti che le spese sostenute prima del decesso non sono detraibili; ad esempio, l’acquisto di un loculo al cimitero.
Chi può presentare la dichiarazione di successione?
La Dichiarazione di successione deve essere presentata da uno dei seguenti soggetti:
- gli eredi, i chiamati all'eredità, i legatari (soggetti che sono stati inseriti nel testamento per ottenere uno specifico bene e non una quota dell'intero asse ereditario) o i loro rappresentanti legali. Difatti, questi soggetti, potrebbero nominare un rappresentante che segua queste incombenze burocratiche. Il tutto, purché tali soggetti non abbiano espressamente rinunziato all'eredità, a questo punto decade l'obbligo di presentazione da parte loro;
- gli amministratori dell’eredità;
- i curatori delle eredità giacenti;
- l'esecutore testamentario: persona di fiducia del defunto al quale viene dato l'incarico di curare che siano esattamente seguite le ultime volontà scritte nel testamento.
Nel caso in cui siano presenti più persone obbligate alla presentazione, è sufficiente che questa avvenga ad opera di una sola di esse.

Quando non occorre presentare la dichiarazione di successione?
Se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (padre e figlio, nonno e nipote), il valore dei beni in eredità non supera i 100.000 euro e il De cuius non doveva possedere beni immobili (case o terreni) o diritti reali immobiliari (usufrutto, servitù etc.), la Dichiarazione non è obbligatoria
Inoltre, la Dichiarazione di successione va presentata sia che si tratti di un passaggio di beni in assenza delle volontà del De cuius (successione detta legittima), sia nel caso in cui sia presente un testamento (successione testamentaria).
Ti consiglio la lettura di quest'altro post relativo ai tipi di successione e alle quote che spettano ad ogni parente.
Un consiglio che mi preme darti e che forse mi porterà fuori tema, per evitare problematiche con gli eredi "furbetti", è di avvertire immediatamente gli istituti di credito (banca, poste) con cui il defunto intratteneva rapporti finanziari e chiedere per iscritto il blocco dei conti.
Vediamo ora le modalità:
Come presentare la Dichiarazione (telematica o cartacea)
La dichiarazione di successione e domanda di volture catastali deve essere presentata esclusivamente online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ai quali si accede con un’utenza Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) e Carta nazionale dei servizi (Cns). Potresti anche affidare l'istanza ad un CAF oppure ad un commercialista
All'interno della Dichiarazione dovrai indicare:
- i dati del defunto;
- l'albero genealogico del defunto per individuare gli eredi;
- i dati degli eredi e la relazione di parentela;
- Gli immobili che si trasferiscono individuandoli attraverso gli estremi catastali: le case sono indicate con foglio, particella e subalterno. Il Foglio indica la "zona", la particella l'edificio e il subalterno l'appartamento. Mentre i terreni sono individuati con foglio e particella, anche in questo caso il foglio indica la "zona" del Comune, mentre la particella il piccolo appezzamento di terreno;
- le azioni in borsa, i titoli e le aziende del De cuius;
- le donazioni del De cuius effettuate in vita;
- i debiti, si trasferiscono anche quelli.
Se non fossi sicuro di quali immobili possedeva il defunto, ti consiglio di scaricare, in prima battuta, le visure catastali. Ma non essendo tale documento probatorio, cioè non è una prova del fatto che l'intestatario sia il proprietario del bene, ti consiglio di passare anche dalla Conservatoria degli atti notarili, dove potrai accedere a tutti i documenti (compravendita, donazioni etc.) che hanno interessato il De cuius.
Dove presentare la successione e quante copie?
La Dichiarazione di successione deve essere presentata seguendo la procedura online oppure, nei casi previsti, presso l’ufficio dell'Agenzia dell’Entrate competente in relazione all'ultima residenza nota del defunto, in più copie:
- una copia per l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
- una copia per ogni Comune competente in base all'ubicazione degli immobili che cadono in successione;
- una copia in bollo per ogni istituto di credito (banca, poste) con cui il defunto intratteneva rapporti finanziari (queste copie saranno vidimate e restituite al contribuente per consentire lo svincolo dei conti intestati al defunto).
Obbligatoriamente dal 2019 potrai depositare la successione solo per via telematica.
Contemporaneamente alla successione potrai inviare la voltura al catasto, oppure presentarla entro 30 giorni per cambiare gli intestatari degli immobili al catasto attraverso la voltura catastale (leggi approfondimenti).
Se invece non hai presentato la Dichiarazione entro i termini di legge, non preoccuparti, è possibile rimediare pagando una piccola sanzione. Vediamolo:
Dichiarazione sostitutiva, integrativa, modificativa, aggiuntiva, tardiva e sanzioni:
Partirei con l'indicarti il termine massimo entro cui dovrai depositare la denunzia di successione senza incappare in sanzioni:
La Dichiarazione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (corrispondente alla data di morte).
Se si sforano i termini, stranamente lo Stato è abbastanza comprensivo.
Nello specifico, qualora sforassi, dovrai avvalerti dello strumento del ravvedimento operoso e della Dichiarazione tardiva (stesso modello 4, non cambia la modalità di compilazione). Dovrai pagare degli interessi, rapportati ai giorni di ritardo rispetto alla scadenza. Praticamente ti autodenuncerai e l'agenzia ti imporrà sanzioni in base al ritardo! Come ti accennavo, le sanzioni sono minime, dell'ordine di qualche decina d'euro.
In caso di errori o mancanze, è possibile depositare un nuovo modello 4 per integrare, sostituire, modificare o aggiungere elementi.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
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