Migliori isolanti termici per cappotto interno, esterno e per i tetti
Quali sono i migliori isolanti termici per cappotto esterno, interno e per i tetti? Scelta: EPS, XPS, PUR, lana di roccia, fibra di legno, sughero o aerogel.
Nella mia professione, Ho imparato che, quando il mercato offre tanti prodotti che svolgono la medesima funzione, vuol dire che non ne esiste uno migliore dell'altro. O meglio, forse c'è, ma costa, quindi per qualcuno non sarà il "migliore isolante".
A mio parere, l’isolamento termico è la principale “fonte di energia”. Sono consapevole che la spesa per installare un isolante non è equiparabile all'acquisto di un pacco di patatine. Tuttavia i benefici sono notevoli, perchè, oltre a limitare la dispersione del calore, l'isolamento crea un clima salubre all'interno dell'appartamento e offre notevoli vantaggi dal punto di vista economico.
Appurate le qualità di un isolamento termico e considerati i costi, occorre scegliere il materiale più adatto: polistirene sintetizzato EPS o estruso XPS, poliuretano espanso PIR PUR, lana di roccia, fibra di legno o sughero. Non farti intimorire dai nomi, grazie a questa guida sceglierai il più adatto ai tuoi bisogni e gli altri potrai cancellarli dalla tua memoria.
La scelta del materiale avviene principalmente in relazione al tipo di intervento (isolamento tetto, cappotto esterno, cappotto interno), alla zona in cui vivi ed al budget.
Indice
- Caratteristiche da controllare sugli isolanti.
Ti consiglio di leggere il primo paragrafo, altrimenti capirai poco..
Quali sono le caratteristiche da controllare sugli isolanti?
Questo paragrafo potrebbe sembrare un pò "pesantuccio", ma per scegliere il giusto isolante devi conoscere questi concetti. Non si scappa.

-
- La conduttività termica λ [W/mK] indica la capacità di un materiale di trasmettere il calore; minore è il valore di λ e maggiore sarà l'isolamento. E' la caratteristica più importante per un isolante almeno per quanto riguarda la protezione dal freddo;
- il calore specifico Cp [J/kg K] ci segnala la capacità dell'isolante di accumulare calore;
- la densitá ρ [kg/mc] dovresti ricordartela, in soldoni indica il "peso"; Alta densità e calore specifico ---> alto sfasamento e attenuazione termica e quindi migliori performances estive! Faccio un piccolo appunto. Spiegato banalmente, se d'estate la calura arriva verso le dieci di mattina e l'isolante permette il passaggio del calore in 12 ore, quest'ultimo rilascerà il "caldo" all'interno del tuo appartamento alle 22, quando la temperatura esterna sarà più bassa. In definitiva, 12 ore è lo sfasamento ideale.
- la resistenza al vapore μ indica l'impermeabilità del materiale. Ovviamente, se questo valore fosse alto, l'isolante non lascerebbe passare la pioggia, ma potrebbe provocare la condensa e la muffa;
- la resistenza alla compressione R [N/mmq] indica quanto resiste l'isolante prima di rompersi. E' una caratteristica fondamentale nel caso di strutture che subiranno il calpestio. Se dovessi installare l'isolante sotto al pavimento o sulla copertura dovrebbe essere resistente alla compressione per non affondarci dentro.
In pratica, la soluzione migliore è un isolante dalla bassa conduttività termica, con un bel peso, resistente alla compressione e all'acqua, ma anche traspirante, che sia sottile e che non costi troppo. Se lo trovi, chiamami! Altrimenti, dovrai trovare un compromesso, oppure il materiale più adatto al tuo caso.
Scelta: materiali plastici, minerali o naturali?

La prima scelta è sull'origine dell'isolante. In commercio, abbiamo:
-
- i materiali plastici come il polistirene espanso (EPS), il polistirene espanso estruso (XPS), il poliuretano (PUR) e le fibre di Polietilene (PE);
I principali vantaggi dei materiali sintetici sono il basso costo, l'ottimo isolamento termico, la facilità di posa in opera, la resistenza all'acqua e all'umidità;
Gli svantaggi sono la bassa resistenza al fuoco, la bassa densità che incide sulle performances estive. Inoltre, non sono traspiranti.
Io li userei come cappotto esterno, per correggere i ponti termici, per coibentare le coperture di luoghi non "caldi", per le strutture contro-terra e i vespai. Non li installerei sui tetti delle villette del mare e, se ti azzardi a montarli come isolanti interni, ti vengo a cercare!
-
- proseguiamo con i materiali minerali: schiuma minerale, calcio silicato, vetro cellulare, lana di roccia, fibra di vetro, perlite e argilla espansa.
A parità di spessore, dal punto di vista dell'isolamento termico invernale, garantiscono prestazioni intermedie tra i materiali sintetici e quelli organici. Inoltre, hanno costi medio-bassi, sono traspiranti, resistono alle muffe e sono biodegradabili.
Di contro, sono più costosi e spessi dei sintetici e alcuni materiali presentano fenomeni di radioattività. Pessimi dal punto di vista estivo.
Potresti utilizzarli dove ti pare: come cappotto interno o esterno, per isolare le coperture e i solai, nei controsoffitti e nei divisori. Ovviamente, aumentano gli spessori e sono più difficili da posare;
-
- concludiamo con i materiali organici: canapa, lana di pecora, cellulosa, sughero, fibra di legno, lino, mais o paglia. Ogni giorno ne esce uno nuovo. Sto fremendo nell'attesa della ginestra e dell'oleandro. Stay tuned!
A parte le mie sparate, i vantaggi sono: isolamento termico medio-alto, ottime performance estive, traspiranti, buon isolamento acustico, biodegradabili.
Da utilizzare come cappotto interno, nei controsoffitti, per isolare i tetti delle abitazioni poste in luoghi caldi.
Ma ahimè, sono i più costosi, delicati ed occorrono spessori tripli rispetto ai sintetici.
A proposito di quattrini, penso possa interessarti l'articolo sui costi di un cappotto interno o esterno.
Isolanti e usi.
Vediamo ora, quali materiali utilizzare al variare della posizione di installazione e della zona climatica.
Potrebbe esserti utile per una stima di massima:
|
MATERIALE |
UTILIZZI |
|
Cappotto esterno, tetti in luoghi freddi, strutture contro-terra e vespai |
|
|
Polistirene espanso estruso (XPS) |
Cappotto esterno, tetti (specialmente piani e "rovesci"), strutture contro-terra e vespai |
|
Cappotto esterno, tetti in luoghi freddi, strutture contro-terra e vespai |
|
|
Cappotto, isolamento interno, coperture, strutture a rischio incendio |
|
|
Cappotto, isolamento interno e coperture. |
|
|
Calcio-silicato |
Isolamento interno |
|
Fibra di legno |
Cappotto, isolamento interno, coperture in zone calde |
|
Sughero |
Cappotto, isolamento interno, coperture in zone calde |
|
Isolamento interno |
Vediamo i pregi e i difetti di ogni materiale.
Polistirene espanso sinterizzato (EPS)
E' il materiale più economico. Se non volessi spendere, potresti installare il polistirolo! Possiede caratteristiche isolanti ottime, ma non offre resistenza alla compressione. E' impermeabile all’acqua, quindi te lo sconsiglio in ambienti caldi. Assolutamente sconsigliato l'uso interno.
Viene venduto in pannelli rigidi e costa sui 75 / 100 € al mq, inclusa installazione.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
20 - 100 |
:( |
:( |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,6- 2 [Kg/cm2] |
0,032 - 0,056 [W/mK] |
1250 - 1500 (J/kg k) |
10 - 50 |
Viene utilizzato per isolare:
-
-
- i tetti in luoghi dal clima mite;
- le pareti verticali dall'esterno o in intercapedine. A mio parere, il migliore dei materiali plastici per cappotti;
- pavimenti e strutture interrate, anche se per questi usi ti consiglio XPS.
-
E' molto diffuso, in quanto possiede una buona qualità isolante, è leggero e, specialmente, è il più economico.
Abbiamo realizzato un articolo solo sull'EPS. Scopri di più!
Polistirene Espanso Estruso (XPS)
Questo materiale costa di più dell'EPS. Casca all'occhio l'ottima resistenza a compressione, che lo rende il candidato ideale per i tetti piani e specialmente per i tetti rovesci. Essendo un materiale fossile garantisce una bassa conducibilità termica e resistenza all'umidità. E' praticamente impermeabile. Sconsigliato in ambienti caldi e negli interni.
Viene venduto in pannelli rigidi e costa sui 85 / 120 € al mq, inclusa installazione.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
70 - 200 |
:| |
:( |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
1,5- 7 [Kg/cm2] |
0,03 - 0,04 [W/mK] |
1300 - 1700 (J/kg k) |
25 - 65 |
Tra le migliori marche abbiamo la: Styrodur e l'Isover.
Diffusissimo per la coibentazione di solai e tetti. Il pannello in XPS viene impiegato nei seguenti casi:
-
- isolamento delle coperture a falde e dei tetti piani, particolarmente nel caso di tetto “rovescio”;
- isolamento delle pareti verticali in intercapedine e all'esterno (rischio deformazioni se esposto al sole);
- isolamento di pavimenti e soffitti e murature contro-terra;
- correzione dei ponti termici.
Poliuretano Espanso Rigido (PIR e PUR).

Tra i materiali sintetici è il mio preferito. Prima di tutto vanta le conducibilità più bassa di tutti gli isolanti "commerciali"! Anche in questo caso, è scarsa l'inerzia termica, quindi lavora male con il caldo e deve essere rivestito per renderlo impermeabile. Buona resistenza alla compressione e ottima conducibilità.
Viene venduto in pannelli rigidi e costa sui 80 / 130 € al mq, inclusa installazione.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
30 - 200 |
:| |
:| |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
1- 5 [Kg/cm2] |
0,024 - 0,034 [W/mK] |
1400 - 1500 (J/kg k) |
25 - 100 |
Abbiamo realizzato un articolo solo sul PIR. Scopri di più
Lana di roccia.
I love lana di roccia. A mio parere, è il materiale più versatile. Ha proprietà termoisolanti medio-buone, è traspirante ed ha un alto potere fono-isolante e fono-assorbente. Io sfrutto la lana di roccia accoppiata con una lastra di cartongesso per isolare gli interni.
Inoltre, ha un ottimo comportamento al fuoco in quanto non è infiammabile. Ha un costo medio.
La potresti trovare in commercio come pannello o rotolo e costa sugli 85 / 110 € al mq, inclusa installazione.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
1 - 2 |
:( |
:) |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,6- 2 [Kg/cm2] |
0,033 - 0,054 [W/mK] |
800 - 1030 (J/kg k) |
20 - 200 |
Per approfondire ti consiglio l'articolo sul confronto tra lana di roccia e lana di vetro.
Aerogel
E' un materiale molto leggero, essendo composto al 98% di aria e al 2% di silicio. E' il migliore isolante in termini di isolamento. Viene venduto in rotoli ed è molto costoso. Pensa che il prezzo del lavoro finito parte dai 300 e può superare i 500 € al mq.
Passare da "aria" a "oro", è un attimo.
Viene utilizzato prettamente per l'isolamento interno e rientra nelle "nanotecnologie". Bastano pochi centimetri per garantire il rispetto dei limiti di legge. Viene molto utilizzato anche per risolvere i ponti termici degli imbotti delle finestre.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
5 |
:| |
:| |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,07- 0,7 [Kg/cm2] |
0,014 - 0,020 [W/mK] |
1000 (J/kg k) |
150 |
Per approfondire, ti consiglio l'articolo sull'aerogel.
Fibra di legno.
Il legno è un ottimo materiale ma, ahimè, per raggiungere i limiti minimi di trasmittanza imposti dalla normativa, necessita di spessori tripli rispetto agli isolanti fossili. L’elevato calore specifico gli conferisce buone capacità di accumulo di calore. Questa caratteristica è essenziale nel caso di coibentazione di sottotetti, poiché consente un buon sfasamento e smorzamento dei picchi termici.
I difetti: il prezzo e gli "alti" spessori. Sicuramente lo utilizzerei nelle coperture delle villette del mare.
Viene commercializzato in pannelli o rotoli e costa sui 90 / 140 € al mq, inclusa installazione.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
2 - 10 |
:) :) |
:( |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
0,4- 2 [Kg/cm2] |
0,038 - 0,08 [W/mK] |
1.600 - 2.100 (J/kg k) |
30 - 300 |
Sughero Espanso Tostato (ICB)
Concludiamo salendo di prezzo. Secondo me, il sughero ha le medesime peculiarità della fibra di legno, ma garantisce performances migliori. Allora perché esiste la fibra di legno? Perché costa un 20% in meno!

IMPIEGO: Isolamento a cappotto, interno.
Viene venduto in pannelli o rotoli e costa sui 100 / 160 € al mq, inclusa installazione. E' il più costoso, a parte l'aerogel.
|
Resistenza vapore |
Performance estiva |
Reazione al fuoco |
|
2 - 10 |
:) :) |
:( |
|
Resistenza a compress. |
Conduttività λ |
Calore Specif. cp |
Densità [Kg/m3] |
|
1- 2,5 [Kg/cm2] |
0,036 - 0,06 [W/mK] |
1.600 - 1.800 (J/kg k) |
100 - 220 |
In questo articolo ho voluto generalizzare ma, come hai potuto notare, la scelta dipende da molti fattori. Affidati ad un tecnico competente che ti saprà consigliare, e non butterai soldi.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo
Costi rifacimento tetto al mq - esempio preventivo 2026
Guida completa sul costo del rifacimento di un tetto al metro quadro (esempio copertura in legno, cemento armato o acciaio). Vedremo il prezzo parziale della sola coibentazione o della sostituzione delle tegole / guaina.

Se stai leggendo questo articolo è perché spendi troppo di bolletta o hai dei problemi con il tetto: infiltrazioni d'acqua, poco isolamento termico, umidità o instabilità strutturale. Spero che tu non sia reduce da un'assemblea condominiale, conclusa con qualche sedia rotta e due o tre feriti.
Aldilà della motivazione, sappi che è il momento giusto. I bonus rendono questi interventi molto convenienti, abbattendo notevolmente i costi.
Con questa guida cercherò di far chiarezza su tutti gli aspetti legati al rifacimento del tetto. Leggendo con attenzione ogni paragrafo, non commetterai alcun errore.
Indice
- Tipologie di tetti: coibentati (isolati termicamente) e/o ventilati?
- Com'è fatto un tetto? Stratigrafia
- Quanto costa rifare un tetto (copertura)?
- Costo rifacimento tetto di 50, 100, 150 e 200 mq
Il costo del rifacimento del tetto dipende dal tipo di copertura e dalle performaces che intendi raggiungere:
Tipologie di tetti: coibentati (isolati termicamente) e/o ventilati
Il tetto può essere isolato termicamente attraverso l'installazione di pannelli a bassa trasmittanza termica (capacità di un elemento di farsi attraversare dal calore), come la lana di roccia o il poliuretano, che abbattono la trasmissione del calore o la dissipazione di quest'ultimo. Ho pensato ti potesse essere utile l'articolo sugli isolanti in commercio, con i relative caratteristiche, prezzi e usi.
Inoltre, il tetto può essere ventilato: si realizza posando a secco gli elementi del manto (tegole) su supporti (travetti) paralleli alla linea di gronda. Viene a crearsi così uno spazio dove l'aria può circolare liberamente e portare via l'umidità in inverno e rinfrescare gli elementi del tetto, e quindi la casa, d'estate. La ventilazione è essenziale per l’efficienza e l’affidabilità del tetto, in quanto, consente di tenere asciutta la parte bassa del manto impedendo il degrado degli elementi di supporto.
Ricapitolando possiamo avere:
- coperture non isolate e non ventilate. In questa tipologia non c'è controllo delle dispersioni di calore e del comportamento igrometrico (umidità);
- coperture ventilate e non isolate. Controllano, attraverso uno strato funzionale specifico, il comportamento igrometrico ma non controllano la dispersione del calore;

3. coperture isolate e non ventilate. Attraverso strati funzionali, c'è il controllo riguardo alla dispersione del calore ma non è verificato il comportamento termo-igrometrico;
4. coperture isolate e ventilate. Assicurano il controllo del comportamento igrometrico e della trasmissione del calore. E' sicuramente la miglior soluzione per un tetto!

La ventilazione e l'isolamento possono essere realizzati sia su coperture piane che inclinate, indipendentemente dalla pendenza.
Ad oggi, quasi tutti i nuovi tetti sono isolati e ventilati!
Attenzione, non basta realizzare un tetto ventilato perché si attivi la ventilazione della copertura. Occorre un buon progettista che valuti il tutto.
Com'è fatto un tetto? Stratigrafia
Come ti accennavo, le coperture devono garantire, oltre all'impermeabilizzazione e all'allontanamento delle acque meteoriche, il comfort termico estivo, invernale e igrometrico (umidità), la resistenza al calpestio, alla neve e al vento.
Al fine di garantire la buona riuscita di ciascun compito, occorre disporre diversi elementi a strati.
Ipotizziamo ad esempio un tetto in legno. Dal basso verso l'alto, avremo:
- le travi;
- sopra le travi, nel caso di tetto in legno possiamo trovare i travetti e tavolato / pianelle. Mentre, nel caso di tetto in laterocemento, troveremo il laterizio e la gettata di calcestruzzo armato;
- il freno vapore per la gestione dell'umidità;
- lo strato di isolante per il comfort termico come ad esempio il sughero, la fibra di legno (consigliato per proteggersi dal caldo), XPS etc.;
- il telo impermeabilizzante e traspirante (membrana vapore);
- l'eventuale ventilazione che approfondirò successivamente (consigliatissima);
- le tegole.
Vediamo un esempio di tetto in legno:

Vediamo un esempio di tetto in laterocemento:

Nel momento in cui si realizza un'opera di manutenzione straordinaria sul tetto, la legge imponte di installare le linee vita, e cioè degli "agganci" che serviranno in futuro agli operatori per lavorare in copertura in sicurezza.
Vediamo ora i prezzi di mercato:
Quanto costa rifare un tetto (copertura)?
Rifare il tetto è un'opera abbastanza onerosa, ma i vantaggi in termini di comfort e risparmio futuro in bolletta sono notevoli.
I prezzi che ho indicato sono relativi a interventi via via più invasivi. Lavorando in Toscana, i prezzi sono relativi alle località del centro Italia, medi tra quelli del nord e del sud, in genere più economici. Se abiti al nord, in prima approssimazione, potresti aumentare del 10 % i costi indicati, mentre, diminuirli del 10% se abiti nel Sud Italia.
| Descrizione intervento | € al mq |
|---|---|
| Sostituzione delle sole tegole con nuove marsigliesi | 150 |
| Aggiunta o sostituzione del solo strato isolante: comprensivo di rimozione e installazione successiva delle tegole esistenti, isolante barriera antivapore e membrana impermeabilizzante. | 170 |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, senza agire sugli strati strutturali: comprensivo di rimozione e smaltimento della vecchia copertura, nuove perline o tavolato, isolamento di 10 cm in materiale plastico, listelli portategole, tegole a scelta (coppi o marsigliesi), barriera antivapore, membrana impermeabilizzante. | 250 |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento medio, agendo anche sugli strati strutturali comprensivo di rimozione e smaltimento della vecchia copertura, nuove travi, nuovo strato di ripartizione (tavolato o laterizi + gettata), isolamento di 10 cm, listelli portategole, tegole a scelta (coppi o marsigliesi), barriera antivapore, strato impermeabilizzante. | 450 |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento alto, agendo anche sugli strati strutturali comprensivo di rimozione e smaltimento della vecchia copertura, nuove travi, nuovo strato di ripartizione (tavolato o laterizi + gettata), isolamento di 12 cm, listelli portategole, tegole a scelta (coppi o marsigliesi), barriera antivapore, strato impermeabilizzante. | 600 |
Costi accessori rifacimento copertura e professionisti
Altri costi da sobbarcarsi:
| Descrizione intervento | Prezzo unitario € al mq |
|---|---|
| Costo dei professionisti ( pratiche e permessi comunali, progettazione strutturale e architettonica , direzione lavori, sicurezza sul cantiere): ingegnere, geometra e/o architetto. | tra 10 e 15 % sul costo dell'opera |
| Allestimento di ponteggio (dipende dall'altezza) | 15 € ogni mq di facciata |
| Occupazione suolo pubblico ( sono nel caso non sia presente un'area di pertinenza privata che circondi l'immobile) | 2 € al mq per ogni giorno di occupazione |
Naturalmente il costo dipenderà dall'immobile su cui verrà realizzato il rifacimento: villetta o condominio.
Costo rifacimento tetto di 50, 100, 150 e 200 mq
| Descrizione intervento | 50 mq | 100 mq | 150 mq | 200 mq |
|---|---|---|---|---|
| Sostituzione delle sole tegole con nuove marsigliesi | 7.500 € |
15.000 € |
20.000 € |
28.000 € |
| Aggiunta o sostituzione del solo strato isolante | 8.500 € |
17.000 € |
24.000 € |
32.000 € |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, senza agire sugli strati strutturali | 12.500 € |
23.000 € |
33.000 € |
45.000 € |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento medio, agendo anche sugli strati strutturali | 22.000 € |
43.000 € |
60.000 € |
80.000 € |
| Rifacimento totale del tetto ventilato, isolamento alto, agendo anche sugli strati strutturali | 30.000 € |
55.000 € |
80.000 € |
100.000 € |
Il tutto esclusi ponteggi, occupazione suolo pubblico e professionisti.
Ora dovresti aver chiarito molti aspetti e vorrei mostrarti un esempio di preventivo che ti troveresti davanti a seguito di un contatto con una impresa edile:
Esempio di preventivo
Passiamo al preventivo. I prezzi, anche in questo caso, sono relativi ad una località del centro Italia, media tra quelli del nord e del sud (più economici). In particolare, trattasi di rifacimento di una copertura in legno con realizzazione ex-novo di un lucernario.
| DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO | UNITÀ | PREZZO UNITÀ |
|---|---|---|
| Montaggio manto di copertura in tegole e coppi o marsigliesi in precedenza smontati, accantonati e recuperati, con integrazione del materiale mancante, vecchio e di recupero, fino al 40% massimo della superficie complessiva, compreso tiro in alto del materiale da rimontare, la muratura delle gronde e prime file di tegole, colmi ed eventuali mantelline o sguscie, il tutto effettuato con malta cementizia ogni onere compreso a rendere l'opera finita a perfetta regola d'arte. | mq | 55 |
| SMONTAGGIO del solo scempiato di pianelle o in tavelle o tavelloni di qualsiasi dimensione e materiale essi siano, compreso calo a terra, accantonamento nell'ambito del cantiere, cernita, pulizia ed asportazione di malta od altro materiale ivi depositato, raschiatura e lavatura con idonei solventi, carico del materiale non più riutilizzabile e trasporto dello stesso a discarica autorizzata posta entro km.12 dal cantiere, compreso oneri per il conferimento del materiale. | mq | 30 |
| POSA IN OPERA di scempiato in pianelle di cotto di qualsiasi dimensione esse siano, precedentemente smontate e accatastate nell'ambito della zona di cantiere, preventivamente spolverate, raschiate e ripulite, oltre integrazione del materiale, stesse caratteristiche e dimensioni, fino ad un massimo pari al 40% dell'intera superficie, compreso tiro in alto del materiale da ricollocare in opera e quanto altro occorrente a rendere l'oper finita a perfetta regola d'arte | mq | 45 |
| REVISIONE della piccola orditura della copertura (TRAVETTI) in abete o castagno e di qualunque sezione e lunghezza essi siano, compreso pulizia, verniciatura con impregnante sintetico e due mani di protettivo trasparente funghicida antitarlo, una mano di vernice ignifuga " classe 1" data a pennello , misurate in base alla superficie trattata, compreso integrazione degli elementi deteriorati fino al 40% della superficie complessiva con elementi stesso tipo e dimensione; in tal caso si intende compreso nella presente voce lo scasso della muratura ed il calo a terra degli elementi da rimuovere, il carico e trasporto a discarica autorizzata posta entro un raggio di 12 Km. del materiale di resulta, compreso oneri per il conferimento, inclusa la fornitura del materiale da reintegrare ed il successivo tiro in alto dello stesso, l'alloggiamento nelle sedi di incastro, la chiodatura, la ripresa della muratura, rappiano dei piani di posa e ogni altro onere necessario a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte | mq | 180 |
| REVISIONE DELL'ORDITURA PRIMARIA TRAVI LEGNO, poste a qualsiasi altezza, in abete o castagno, a spigolo vivo arrotondato, compreso opere di puntellamento, smuratura dagli alloggiamenti esistenti, calo a terra delle travi non ritenute idonee a seguito dei saggi esplorativi precedentemente effettuati, rimozione di staffe, chioderia, ecc.., carico e trasporto a discarica autorizzata, posta entro un raggio massimo di km.12, del materiale di resulta compreso relativi oneri per il conferimento. Si intende inoltre compresa nella presente voce il reintegro degli elementi deteriorati nella misura pari al 30% della superficie complessiva, il tiro in lato del materiale da sostituire, il bloccaggio nelle sedi di alloggiamento, la stuccatura con malta cementizia, il trattamento mediante stesura data a pennello di resine epossidiche, inserimento connettori metallici, lignei o lapidei, la sagomatura delle travi e comunque ogni onere compreso a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte. | mc | 2.300 |
| Realizzazione di un massetto di copertura in calcestruzzo alleggerito spessore fino a 5 cm. realizzato con argilla espansa armata con rete zincata filo 3 maglia cm 5x5, tirato con regolo al fine di ottenere una superficie di finitura atta ad accogliere la soprastante impermeabilizzazione contabilizzata a parte; in opera compreso ogni onere a rendere l'opera finita a perfetta regola d'arte. | mq | 35 |
| Fornitura e posa in opera di impermeabilizzazione con due strati di guaina incrociati in polimero plastomerico armato con tessuto di vetro spessore mm.4 ardesiata , posta a fiamma previa imprimitura di solvente, con sovrammonto del 10% compreso mano di protettivo con vernici distese a pennello o rullo da concordare DD.LL compreso ogni onere e magistero per dare l'opera finita regola d'arte. | mq | 19 |
| Formazione di lucernario per accedere alla copertura e collegarsi alla linea vita in sicurezza, di superficie minima come previsto dalla normativa ovvero di 0,50 mq (70x75 cm) comprensivo di infisso in legno, anta a ribalta apribile verso l' esterno, finitura del vetro opaca o con sovrapposti dei coppi in materiale plastico che riprendono il disegno del tetto, vetro calpestabile, scaletta in ferro da agganciare ai lati dell' apertura per accedervi in sicurezza. Compreso lo smontaggio dello scempiato in mezzane, il taglio dei travicelli necessario alla formazione del vano, la riquadratura del getto della soletta, la chiusura del perimetro dell' apertura con due travicelli e l' inserimento di ancoraggi a sostegno dei travicelli tagliati e della scaletta in ferro. Il tutto per dare l' opera finita e compiuta a regola d' arte. | cadauno | 3.500 |
Potenziali incentivi
Gli incentivi più interessanti da sfruttare sono:
- l'ecobonus ordinario, isolando termicamente la coperura;
- e se proprio volessi ridurre al minimo gli adempimenti, potresti sfruttare il bonus ristrutturazione / casa;
- conto termico;
Come pagare: SAL
Vorrei sottolineare un aspetto fondamentale nella scelta dell'impresa: le modalità di pagamento. Di solito, i pagamenti alle imprese vengono riconosciuti sotto forma di percentuale di avanzamento fisico di ogni corpo d’opera (stati di avanzamento, da definire nel capitolato). Ad esempio, la ditta potrebbe chiederti il 20% del costo totale dell'intervento in anticipo, il 10 % alla fine delle demolizioni, il 30% una volta posato lo "scheletro", il 20% alla fine di tutti i lavori e il restante a 60 giorni del termine delle lavorazioni. Se ti dovessi trovare di fronte a modalità svantaggiose, tratta.
Importante, ti consiglio di non pagare tutto a fine lavori, ma di lasciare fuori un 10% da versare dopo 2 o 3 mesi. Questo nel caso di eventuali difetti che dovessero emergere in seguito alla ristrutturazione del tetto, che potrebbero essere oggetto di contestazione. Recuperarli sarebbe davvero difficile.

Altro consiglio. Mi sono spesso ritrovato a fare delle perizie per danni dovuto a interi strati di isolante volati via sotto l'azione del vento. L'isolante, come la barriera vapore, vanno fissati alla copertura. Sembrerà una cosa scontata ma per molti professionisti e imprese non lo è. Ad esempio all'interno della scheda del materiale, potrebbe essere consigliato l'incollaggio tramite schiuma poliuretanica (su tutti i bordi del pannello), oppure il fissaggio tramite tasselli con il cappello per evitare infiltrazioni d'acqua, etc.
Computo metrico e contratto.
Adesso, vorrei spiegarti l'importanza di questi due documenti fondamentali, senza i quali, non dormiresti sonni tranquilli.
Prima di tutto, fai predisporre un Computo metrico e cioè, un documento che consente di stimare il costo per l’esecuzione di lavori edili. Costituito dalle descrizioni degli interventi, dalle quantità e dai prezzi unitari. Moltiplicando le quantità per i prezzi unitari otterremo i totali parziali, che a loro volta, verranno sommati per dare il costo totale della ristrutturazione. Questo documento viene preparato dal professionista che lo consegnerà alle imprese contattate, le quali prezzeranno le varie voci e calcoleranno il totale della spesa.

Allegaci un capitolato e contratto d'appalto e cioè, un documento che regola i rapporti fra chi ristruttura (committente) e l'impresa esecutrice dei lavori, fissando le condizioni amministrative e le prescrizioni tecniche per ottenere una esecuzione dei lavori perfetta. Sono le regole per evitare "incomprensioni"...Ti lascio il link al modello di contratto d'appalto che faccio firmare alle imprese dei miei cantieri, in word così che tu possa modificarlo. E' un po' più corposo rispetto agli altri, ma preferisco puntualizzare tutto. Clicca qui per scaricarlo.
PREVENTIVO: COMPUTO METRICO + CONTRATTO D'APPALTO
Ora che sappiamo quali caratteristiche deve avere il tetto, vorrei indicarti il corretto iter da seguire per rifare il tetto e quali sono le figure da coinvolgere:
Procedura e a chi rivolgersi.
La prima cosa che farei è chiedere un consiglio ad un tecnico, sia esso un ingegnere, architetto o geometra, per quanto riguarda le condizioni del tetto e il disbrigo delle pratiche.
Permessi comunali necessari
Occorre premettere che, nel rifare la copertura, se non andrai ad intervenire sulle parti strutturali, quali travi o solaio, l'intervento edile ricadrà in manutenzione ordinaria. Prendiamo ad esempio la sostituzione delle tegole o degli strati di isolamento termico per cui secondo la normativa nazionale vigente non occorre alcuna comunicazione al Comune.
Attenzione però, anche i comuni e le regioni potrebbero legiferare in tal senso. Conviene controllare sempre i regolamenti locali!
Viceversa, se sostituissi le travi o parti del solaio, avresti bisogno di un ingegnere per la pratica strutturale da depositare al genio civile e di quella autorizzativa "comunale" chiamata Segnalazione certificata di inzio attività SCIA.
Nel caso si intervenga su parti strutturali della copertura, sarà necessario far predisporre le linee vita sul tetto, correlate dall'elaborato di copertura. In pratica, si progettano degli ancoraggi che dovranno essere utilizzati in futuro dai manutentori che lavoreranno sul tetto.

Relazione energetica ex-legge 10
Qualora coibentassi la copertura, e il tetto confinasse con un ambiente riscaldato, un'ulteriore pratica che dovrai far redigere ad un professionista è la relazione energetica nota con il nome di "ex legge 10". Tramite questa relazione, il tecnico verifica che l'intervento rispetti i requisiti sul risparmio energetico. Semplificando al massimo, il tecnico calcolerà quale spessore dovrà avere il coibente e segnalerà al direttore lavori quali accortezze dovrà rispettare per realizzare una copertura a norma di legge.
Direzione lavori e coordinamento sicurezza
I lavori, in caso di deposito di SCIA, dovranno essere coordinati e controllati da un direttore lavori, che di solito, coincide con il progettista. E' consigliabile anche qualora non fosse obbligatorio. I lavori e le imprese necessitano di un controllo.
Inoltre, visti i rischi dovuti alla caduta dall'alto, occorre prestare particolare attenzione alla nomina dei coordinatori per la sicurezza.
Mentre, nel caso degli immobili vincolati o edificati in aree paesaggistiche, spesso occorre il nulla osta a procedere da parte della Soprintendenza.
Tabella riepilogativa adempimenti
| Interventi su: | Legge 10 | Pratiche |
|---|---|---|
| Guaina e tegole | No | Nessuna |
| Isolante | Si | Nessuna |
| Travi e solaio | Si | Scia e genio civile |
| Travi su immobile vincolato | Si | Scia, genio civile e Soprintendenza |
Una volta scelto il professionista, per scongiurare e ridurre al massimo gli imprevisti, ti consiglio sempre di far realizzare dal tecnico un computo metrico e un capitolato, che diventeranno il "preventivo" da far firmare alla ditta. Consiglio questi documenti anche per piccoli interventi.
Principali cause che portano a rifare il tetto
A seconda dei problemi che presenta il tuo tetto, dovrai intervenire in maniera più o meno invasiva sulle copertura.
Qualora tu volessi:
- ridurre i consumi, dovrai coibentare con materiali isolanti il tetto, ottenendo un notevole risparmio energetico ed economico. In questo caso, ti basterà intervenire sulla parti più estreme e alte del tetto;
- eliminare le infiltrazioni d'acqua, dovrai installare una buona impermeabilizzazione per risolvere il problema ed evitare collassi;
- sistemare i problemi statici strutturali, dovrai chiamare un ingegnere che depositerà un progetto al genio civile, l'ufficio che verifica i calcoli. Difatti, oltre a proteggerci dagli agenti atmosferici, la copertura deve sostenere i carichi. Pensa all'eventuale neve, al peso proprio del tetto e a quello dell'operatore che dovrà ruotare la parabola.
In che periodo rifare il tetto
In questo paragrafo, vorrei parlarti della scelta del periodo. Conviene lavorare sul tetto nel periodo primaverile. Viste le temperature, operare in estate potrebbe essere rischioso per i muratori, mentre d'inverno e d'autunno, a causa delle piogge potrebbero esserci delle infiltrazioni oppure tanti fermi cantiere. Per motivi di urgenza, esiste un piano B, ma più costoso. Far realizzare una copertura in lamiere e tubi. Adottando questa procedura, si può rifare una copertura anche in altre stagioni, ma bisogna mettere in preventivo il montaggio e il noleggio della struttura.
Credo proprio di averti detto e spero che la guida ti sia stata utile. A presto, Vincenzo.
Sistemi ibridi pompa di calore + caldaia: costi e scelta 2026
Quali sono i migliori sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia) e i costi. Scelta, opinioni e recensioni dal web.
Un sistema di climatizzazione ibrido combina due generatori differenti, una caldaia a condensazione e una pompa di calore, permettendo il riscaldamento e il raffrescamento della casa, oltre alla produzione di acqua calda sanitaria.
Questa tecnologia è abbastanza recente e può portare a drastiche riduzioni dei consumi di energia. Ma solo in alcuni casi.
Vediamo i vari aspetti:
Funzionamento:
Il concetto è lo stesso dell'auto ibrida. A basse velocità utilizza l'elettricità, appena schiacci l'acceleratore il motore ha bisogno di vigore e sfrutta la benzina.
Anche nel nostro caso, in base alla convenienza, il sistema utilizzerà un generatore o l'altro o entrambi. Pensa al caso in cui non fosse sufficiente l'erogazione di calore da parte della pompa di calore, a quel punto la caldaia integrerebbe termicamente l'impianto.
Ma quando si aziona la caldaia e quando la pompa di calore? Nel caso di elevata richiesta termica, la caldaia eroga il 100 % del calore necessario. Tra -4 e 7 gradi si attivano entrambi i generatori. Infine, al di sopra dei 7°C la pompa gestirà completamente la temperatura.

Gli azionamenti vengono gestiti autonomamente dal sistema grazie al supporto dei sensori, che valutano la temperatura interna rilevata e quella richiesta oltre alla temperatura esterna.
Ma perché non gestire il riscaldamento con la sola caldaia? Perché la pompa di calore è la migliore tecnologia disponibile, per ottimizzare i costi di esercizio a temperature esterne moderate.
Mentre, per le temperature intermedie comprese tra - 4 e 7 gradi, il fluido viene gestito in automatico, al fine di abbassare la temperatura di esercizio della pompa di calore, migliorandone il rendimento. Come vedremo nel capitolo sui vantaggi, il rendimento della pompe di calore migliora, lavorando a basse temperature.
Concludiamo il paragrafo dicendo che la caldaia può essere alimentata sia dal GPL che dal metano, mentre la pompa di calore viene azionata dalla corrente elettrica.
Vediamo se si tratta dell'investimento giusto:
Vantaggi e svantaggi:
Non è sempre vantaggioso questo sistema. Il principale motivo: il costo iniziale. Questo è lo svantaggio principale.
Sicuramente, consiglio l'utilizzo di questo sistema nel caso in cui viva in una zona, dove le condizioni climatiche varino in maniera significativa. Difatti è questa la condizione che porta al recupero dell'investimento iniziale ed a un successivo risparmio economico.
Un altro fattore che rende conveniente l'investimento è la frequenza di utilizzo dell'appartamento. Mi rifiuto di progettare un impianto ibrido su seconde case, utilizzate per pochi mesi all'anno. Per recuperare l'investimento, l'impianto dovrebbe sopravvivere ad intere generazioni.
Passiamo ai vantaggi.
Grazie alla presenza della caldaia, il flusso d’acqua viene regolato in automatico con l’obiettivo di abbassare la temperatura di esercizio della pompa di calore, migliorandone l’efficienza. Difatti, a basse temperature le pompe di calore hanno rendimenti superiori. Questo potrebbe portare ad efficienze migliori del 35% rispetto a una caldaia a condensazione.
Inoltre, nell'installare questo sistema, non occorre sconvolgere o demolire la casa, bensì basterà agire in prossimità dei generatori. Difatti, è possibile utilizzare l'impianto esistente a radiatori o a pavimento. Nel caso di impianto a termosifoni, assicurati che la pompa di calore raggiunga le temperature richieste per questo tipo di terminali. Viceversa, qualora tu possieda un impianto a pavimento, la pompa di calore è un ottimo generatore, in quanto l'acqua circola nell'impianto a basse temperature.
Al di là di queste considerazioni, per stimare la convenienza di questo sistema, è necessario un termo-tecnico che valuti tutte le condizioni e analizzi le dispersioni dell'involucro.
Alcuni professionisti contestano questa tecnologia, in quanto ritengono che si tratti di un escamotage da parte dei produttori, per venderti due generatori. Consigliano di risparmiare e di acquistare una caldaia a condensazione per l'inverno e una pompa di calore per l'estate. Io non vedo tutto questo risparmio e, il fatto che si supportino termicamente per determinate temperature, lo ritengo una soluzione efficiente.
Una caratteristica, che gioca un ruolo fondamentale nella scelta del modello, è:
Efficienza energetica:
L'efficienza del sistema è legata al rendimento della caldaia e della pompa di calore.
A sua volta, l'efficienza e, quindi, i consumi di una pompa di calore dipendono da due indici forniti dal produttore: il SEER e lo SCOP.
Il "SEER", coefficiente di prestazione medio stagionale (EER considerandolo istantaneo) non è altro che il rapporto tra energia prodotta dal dispositivo per raffrescare e l'energia assorbita dall'impianto elettrico (quanto si consuma). Più è alto questo valore e più si avrà, a parità di "raffrescamento", un risparmio in bolletta.
Per le macchine di ultima generazione questo valore è superiore a 3,5.
Per agevolare la comprensione, è stata introdotta una scala alfabetica, dove con A+++ si indica la macchina più efficiente e con G quella che consuma di più. Ogni pompa di calore presenta sul suo involucro un' etichetta che segnala la classe di appartenenza.

Viceversa, il coefficiente di prestazione per il riscaldamento è lo SCOP. Questo indice deve essere superiore a 4,0.
Mentre, il corrispettivo delle caldaie è il rendimento al 100 % del carico. Per le caldaie a condensazione questo valore si attesta attorno al 98%.
Altre funzioni:
In generale, per quanto riguarda gli altri aspetti, i vari modelli sul mercato hanno caratteristiche simili:
-
-
- nel caso di appartamenti di grosse dimensioni è possibile integrare la caldaia con un accumulo per l'acqua calda sanitaria;
- tutti i sistemi in commercio sono gestibili da remoto tramite app;
- per quanto riguarda il rumore, il punto debole è l'unità esterna della pompa di calore. La maggior parte delle macchine esterne raggiungono una potenza sonora massima compresa tra i 64 e i 65 db;
- un impianto da accoppiare alla pompa di calore, che potrebbe portarti notevoli benefici, è l'impianto fotovoltaico. Ovviamente, la convenienza dell'impianto dipende dal luogo dove vivi e dalla possibilità di "puntare verso sole".
-
L'unico paramento che si differenzia e che incide sull'efficienza energetica è la modulazione della potenza. Ti consiglio di scegliere il generatore che ti offra il range di potenze più ampio.
Passiamo all'aspetto economico:
Quanto costa un impianto ibrido?
Il costo di un impianto varia dai 13.000 € fino ai 20.000 €, compreso di:
-
- fornitura dei generatori: 6.000 - 10.000 €. Il prezzo si riferisce ai modelli prodotti dai migliori brands. Acquistando macchine economiche potresti risparmiare fino al 30%;
- Accessori per il montaggio + collegamenti idraulici ed elettrici+ manodopera muratore, elettricista ed idraulico 5.000 - 10.000 €;
A questo dovrai aggiungere il costo del termo-tecnico per la redazione della legge 10, un elaborato che attesti il rispetto della normativa sul risparmio energetico. Il costo varia tra i 700 e i 1.500 €.
Tutti i prezzi indicati sono esclusi di IVA.
Ricapitolando:
|
Voce |
Prezzo |
|
Fornitura della caldaia e della pompa di calore |
6.000 - 10.000 € |
|
Accessori - collegamenti - manodopera |
5.000 - 10.000 € |
|
Professionista |
700 - 1.000 € |
|
Totale (esclusa iva) |
11.700 - 21.000 € |
Quali bonus posso sfruttare per un impianto ibrido?
Fortunatamente, i costi di installazione e fornitura possono essere detratti tramite:
-
-
- conto termico;
- bonus casa o Ecobonus dell'Agenzia delle Entrate. Per ottenere l'incentivo, dovrai pagare attraverso il bonifico "parlante" ed inviare la comunicazione al portale dell'Enea. Parte della spesa ti verrà restituito in 10 rate annuali tramite delle detrazioni sull'IRPEF.
-
Concludiamo con i migliori modelli del mercato:
Migliori marche:
Tra le migliori marche abbiamo Daikin, Mitshubishi Eletric, Fujtsu, Ariston, Baxi, Vaillant, Viessmann e Immergas.
Di seguito alcuni modelli con il miglior rapporto qualità / prezzo. Inoltre, ho cercato di riassumere le opinioni dai forum e le recensioni sul web.
|
MODELLO (KW CALDAIA - POMPA DI CALORE) |
SEER / SCOP / EFFICIENZA CALDAIA 80/60 |
PREZZO FORNITURA |
RECENSIONI DEL WEB |
|
DAIKIN HPU Hybrid (33 - 8) |
3,79 A ++ / 4,45 / 98% A |
7.050 € |
★★★★★ / 5 |
|
ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 4) |
3,95 A ++ / 4,12 / 98% A |
6.650 € |
★★★★ / 5 |
|
BAXI Csi in ( 24 - 11) |
2,80 A+ / 3,42 / 98% A |
6.800 € |
★★★★ / 5 |
|
ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 6) |
3,57 A ++ / 4,30 / 98% A |
6.950 € |
★★★★ / 5 |
|
IMMERGAS Magis Combo 10 Plu ( 24 - 8) |
3,77 A+ / 4,08 / 98% A |
7.800 € |
★★★★ / 5 |
|
ARISTON Genus hybrid flex in net (22 - 8) |
3,87 A ++ / 3,98 / 98% A |
7.600 € |
★★★★ / 5 |
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Colonnine elettriche per ricarica auto a casa - scelta e costi 2026
Guida sulle colonnine elettriche per ricarica l'auto in casa: costi torrette, scelta potenze e migliori marche.
Nel nostro Paese, il mercato dei veicoli elettrici, e quindi delle colonnine elettriche o torrette, è ancora tutto da sviluppare. Parlo sia delle torrette domestiche che di quelle pubbliche. Proprio in considerazione della poca presenza sul territorio dei punti di ricarica, potresti considerare di installare una colonnina di ricarica proprio in casa tua.
Specialmente perchè, il costo di ricarica dalla colonnina pubblica è doppio rispetto a quello di un'utenza domestica!
Se non dovessi ottenere la detrazione, non scoraggiarti. L'elettrico è il futuro e il costo delle colonnine è, relativamente, accessibile.
Quanto costa una colonnina?
Quello che consiglio sempre, per ogni acquisto, è di richiedere più preventivi e di farsi specificare modello, quali sono gli optional inclusi e se l'iva e l'installazione sono inclusi nel prezzo. Oggi, a causa del Superecobonus i prezzi sono aumentati e spesso si allineano ai massimali detraibili tramite questo incentivo.
In commercio, possiamo trovare due tipi di dispositivi:
-
-
- il wallbox, costituito da una "scatola" che si attaccata direttamente al muro;
- le colonnine di ricarica, che sono una sorta di totem.
-
Il prezzo dei due dispositivi si discosta di poco. Di contro, il fattore che comporta una sostanziale differenza di prezzo è la potenza. Vediamo un esempio esplicativo:
|
Tipologia presa
|
Numero prese
|
Potenza KW
|
Prezzo medio
|
|
T2
|
Presa singola
|
3,7
|
800 - 1.200 €
|
|
T2
|
Presa singola
|
7,4
|
900 1.300 €
|
|
T2
|
Presa singola
|
11
|
1.000 - 1.500 €
|
|
T2
|
Presa singola
|
22
|
1.200 - 1.600 € |
|
T2
|
Presa doppia
|
3,7
|
900 - 1.300 €
|
|
T2
|
Presa doppia
|
7,4
|
1.000 - 1.400 €
|
|
T2
|
Presa doppia
|
11
|
1.000 - 1.600 € |
|
T2
|
Presa doppia
|
22
|
1.200 - 2.000 € |
A questi andranno aggiunti i prezzi di installazione che variano dai 400 ai 600 €.
Vantaggi dell'elettrico.
Tutti ormai concordano che ci sarà un vero e proprio boom dell'elettrico. Difatti, i vantaggi dell'elettrico sono molteplici.

Oltre al tema ambientale e ai benefici in termini di riduzione dell’inquinamento acustico, il motore elettrico ha bisogno di una ridotta manutenzione. L'auto elettrica, avendo meno parti in movimento è meno soggetta a malfunzionamenti o rotture.
Inoltre, con i veicoli elettrici si ottiene un buon risparmio energetico e un rendimento superiore rispetto ad altre soluzioni, come ad esempio le auto a carburante.
Infine, un aspetto che piace molto agli autisti: il beneficio economico. Vediamo il confronto tra un'auto elettrica e una a gasolio sulla base di una percorrenza di 15.000 km/anno:
-
-
- Auto elettrica: (Costo energia ore notturne: 0.20 €/kwh) 15.000 km/anno x 125 Wh/km = 1875 kWh/anno pari a 375 € per percorrere 15.000 km in un anno.
- Auto a gasolio: (Costo gasolio: 1.5 €/l) 15.000 km/anno x 0.06 litri/km = 900 Litri /anno pari a 1350 € per percorrere 15.000 km in un anno.
-
Si può notare come, utilizzando delle auto elettriche rispetto alle auto a gasolio, si ha un risparmio di 975€/anno.
Con un pieno da 5 €, una macchina elettrica percorre 150 Km. Con una auto diesel, è già tanto se percorriamo 50 km.
Di contro, tra gli svantaggi abbiamo: batterie con poca autonomia, costi superiori di acquisto delle auto e poche stazioni di ricarica.
Un ottimo rimedio alla carenza di stazioni, è montarsi una colonnina di ricarica privata in casa!!! Vorrei darti dei consigli sulla scelta delle colonnine, per poi passare ai costi, alle detrazioni fiscali e ai permessi:
Potenze e tempi di ricarica:
La potenza della ricarica è determinante per capire il tempo necessario per caricare la batteria e viene misurata in Kw (chilowatt).
La maggior parte delle colonnine pubbliche presenti in Italia hanno una potenza di circa 22Kw mentre, la ricarica domestica, avviene solitamente con una potenza di 3Kw, potenza standard nelle case.
Quindi, qualora decidessi di installare una colonnina in casa, non dovrai nemmeno modificare l'impianto elettrico!
Facendo un semplicissimo calcolo, una batteria da 30 Kwh (le batterie in commercio hanno capacità comprese tra i 20 kWh e i 40 kWh), avrà quindi bisogno di circa 10 ore per ricaricare tramite una colonnina "di casa" da 3 Kw. In pratica, ti basterà lasciare la tua macchina ecologica a ricaricare la notte, per ritrovarla, il giorno dopo, con il "serbatoio pieno".
Invece, da una rete pubblica da 22 Kw, la ricarica avviene in solo 2 ore. Con l’avvento di batterie sempre più capienti, sono state installate nelle città, colonnine con potenze superiori ai 50 Kw. In questi casi, il tempo di ricarica è di circa 1 ora, mentre per ottenere una ricarica dell’80%, ti basteranno 15/30 minuti.
Esistono anche dispositivi da 120 kw, ma solo nei supercharger Tesla e per le auto del costruttore californiano.
Attenzione però: solo raramente si eseguono ricariche complete. Infatti, chi ha un'auto elettrica è abituato a fare ricariche parziali, "rabbocchi", per cui il tempo reale di occupazione della colonnina è inferiore.
In definitiva, nel mercato troverai 4 tagli di potenze: 3,7 e 7,4 kW in monofase, 11 e 22 kW in trifase. Ti ricordo che fino a 6 kw non occorre il progetto di un ingegnere per modificare l'impianto elettrico. Quindi, se non volessi intervenire sull'impianto ma solo chiedere un aumento di potenza al gestore, potresti acquistare anche una colonnina da 7,4 kw e limitarla a 6 kw.
Tipi di prese.
Inoltre, ogni veicolo è solitamente compatibile con un solo tipo di presa, a meno che non si acquisti un adattatore.
Esistono diversi tipi di connettori ma ad oggi i più utilizzati sono il Tipo 2, la presa Chademo e la presa CCS Combo 2.

Il connettore di Tipo 2 (anche detto Mennekes) è il connettore standard europeo ed utilizza la corrente alternata (AC). E’ infatti presente in gran parte delle colonnine che si trovano in giro per l’Europa. Si tratta del sistema di ricarica più diffuso ed è utilizzato da quasi tutti i veicoli elettrici moderni. In pratica, sono esclusi solo i veicoli leggeri. In Italia è il modo di ricarica obbligatorio in ambienti pubblici e nei luoghi privati aperti a terzi. La potenza massima utilizzabile con questo connettore è di 43Kw.
Lo standard CHAdeMO è lo standard per la ricarica veloce in corrente continua (DC) più diffuso al mondo. E’ utilizzato già da alcuni anni, è presente ad esempio sui veicoli Nissan, Mitsubishi, Peugeot, Citroen.
Lo standard CCS (Combined Charging System) consiste in un connettore di ricarica sul veicolo elettrico, che comprende sia la ricarica rapida in corrente continua (DC) sia la ricarica lenta in corrente alternata (AC). In Europa il CCS è realizzato a partire dal connettore Tipo 2, per cui il sistema prende il nome di Combo2. Questo sistema è oggi adottato da alcune case automobilistiche europee (ad esempio BMW e Volkswagen).
Nell'immagine ho voluto indicarti i 4 diversi modi per ricaricare l’auto, al variare di alcuni fattori (presa, velocità etc.):

Adesso che conosci le caratteristiche che dovrà avere la tua colonnina, vediamo a chi dovrai comunicare l'installazione:
Cosa presentare al comune o al gestore di rete?
Nonostante ci troviamo in Italia, non dovrai chiedere udienza al papa o parlare con il magnifico podestà, ma:
ad oggi, non è richiesto alcun permesso o pratica al comune per installare una colonnina elettrica!
Inoltre, l’auto elettrica, è a tutti gli effetti come un “elettrodomestico”. Non avrai obblighi verso “il Gestore di Rete” e non servono pertanto permessi o autorizzazioni nemmeno verso di lui.
E’ possibile ricaricare l’auto elettrica collegandola al contatore esistente, così come si fa per tutte le altre utenze elettriche in casa. Non è necessaria una contabilizzazione separata e quindi un nuovo contatore.
Se la potenza al contatore è limitata (ad esempio 3 kW), si possono utilizzare stazioni di ricarica con la corrente regolabile, oppure ricaricare durante la notte (momento in cui normalmente le altre utenze elettriche importanti non stanno funzionando). Se ci dovessero essere esigenze differenti, bisognerà allora procedere con una richiesta di aumento di potenza al contatore. E' bene sottolineare che, questa è una scelta, molte persone in Italia ricaricano tutti i giorni con un normalissimo 3 kW.
Maggioranze condominiali
Se vivi in un condominio e volessi installare una colonnina per tutti i condomini, dovrai far aggiungere la richiesta all'ordine del giorno dell'assemblea. La delibera, per essere approvata, necessiterà del consenso di 501 millesimi su 1000 e della maggioranza in numero dei condomini (ad esempio 3 condomini su 5 totali del condominio).
Viceversa, se volessi installarla in garage per uso personale, non dovresti inviare alcuna comunicazione, ne tantomeno, chiedere l'autorizzazione.
Infine, dal 2018, vige l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, di fornire gli immobili una predisposizione per installare le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.
Passiamo ora ai più grandi produttori in commercio:
Chi sono i principali produttori di colonnine?
Tra i principali produttori di torrette elettriche per la ricarica abbiamo: E-station, Sdg, Scame, Repower, Stone pine, Eve, Lampionet, Bticino, Gewiss e Garo Elettric.
Vediamo ora le recensioni del web, anche se devo confessare che, vista la tecnologia recentissima, si trova davvero poco:
-
-
- E-station, Scame, Repower: sulla loro pagina google si trovano delle ottime recensioni. Fin troppo. Quando leggo solo commenti positivi, dubito sempre della veridicità. Ma è una mia opinione.
- Su Stone Pine, Sdg, Eve, Lampionet, Gewiss non ho trovato niente!!!
- Bticino è leader nell'elettronica, una garanzia.
- Garo electric, in una recensione lamentano un servizio lento.
-
Ti chiedo di commentare l'articolo o inviarmi una mail qualora avessi delle esperienze sui brands di colonnine.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
tags: microcar, renault, toyota, esterno, torri, nissan, mitsubishi, chevrolet
Miglior legna da ardere per il riscaldamento
Miglior legna da ardere e bruciare per il riscaldamento: termocamino, stufa, grigliata, forno, anni di essiccamento, umidità. Guida completa ai tipi più comuni.

Scopriamo insieme quali tipi di legna offrono il miglior rendimento per camini, termocamini, stufe e forni. Analizziamo l'umidiià, il potere calorifico e la durata della combustione.
Legna dolce o forte?
Potremmo, generalmente, dividere la legna in dolce e forte.
La cosidetta legna dolce (Abete, Pioppo, Ontano, Castagno, Salice, Pino) è facile da accendere ma brucia anche in fretta. La fiamma lunga generata è ideale per i forni, ma sconsigliata per un impianto di riscaldamento domestico.
Inoltre, creano più creosoto (catrame di carbone) rispetto alle essenze forti. Quindi, se vengono impiegate per stufe e per camini, occorre pulire gli impianti di riscaldamento più spesso.
La legna forte (Quercia, Leccio, Faggio, Olmo, Frassino, Betulla, Rovere, Carpine) invece, brucia più lentamente, con fiamme più corte: è perciò questa l’essenza più consigliata per il riscaldamento domestico (termocamino, stufa etc.), in quanto garantisce una maggiore durevolezza nella combustione.
La legna che assicura il miglior rendimento dè quella di faggio, quercia o carpine.
Non in tutti i posti è possibile reperire la quercia o il faggio, oppure risultano poco convenienti (magari per la lontananza). Una caratteristica fondamentale per la scelta della migliore legna da ardere è il potere calorifico (quantità di energia che può essere ricavata dalla combustione completa di un kg di legna). Questo è il fattore principale che ne determina la resa, seguito a ruota dal livello di essiccazione.
Il potere calorifico si misura in kcal al kg.
Legna con miglior resa
Di seguito la tabella con i migliori tipi di legna per ardere a uso riscaldamento, con potere calorifico:
| TIPO DI LEGNA | POTERE CALORIFICO Kcal/Kg | DURATA | RESA |
|---|---|---|---|
| QUERCIA (ROVERE, CERRO, LECCIO, FARNIA) | 4631 | Lunga | ★★★★★ |
| FAGGIO | 4617 | Lunga | ★★★★★ |
| ABETE | 4600 | Breve | ★★ |
| BETULLA | 4968 | Media | ★★★ |
| LARICE | 4050 | Breve | ★★★ |
| CASTAGNO | 4600 | Breve | ★ |
| PIOPPO | 4130 | Media | ★★ |
| OLMO | 4300 | Lunga | ★★★★ |
| ONTANO | 4400 | Breve | ★★ |
| PINO | 4900 | Breve | ★★ |
| OLIVO | 3500 | Lunga | ★★★ |
| ALBERI DA FRUTTO | misto | Media | ★★★ |
Oltre al potere calorifico, il punteggio è stato assegnato in base a: accensione senza difficoltà, densità del fumo, assenza di scoppiettamento con scintille.
Caratteristiche dei vari legni
I legni duri a parità di volume e di umidità rendono e pesano di più rispetto a quelli porosi (dolci). In particolare:
- Acacia: l'acacia è un legno di essenza forte. Appartiene alla famiglia delle latifoglie, ha un tronco che raggiunge spesso il metro di diametro e una corteccia spessa e fessurata. Il legno è di colore giallo rossastro, la sua fibra è sottile e compatta. L'acacia è resistente all'umidità e pieghevole, questo la rende adatta alla lavorazione. Come legna da ardere è indicata al mantenimento del fuoco visto che brucia lentamente.
- Noce: appartiene alla famiglia delle Juglandacee, molto longevo, il tronco e la chioma possono raggiungere i 30 metri in altezza. La corteccia è di colore grigio e liscia, il suo legno, molto pregiato, è ottimo per la legna da ardere e quando brucia emana un aroma forte e intenso, si può usare per cuocere il pane e i dolci.
- Quercia: appartiene alla famiglia delle Fagacee, ne esistono di vari tipi, le più comuni sono il rovere, il cerro, il leccio, la farnia. Il suo legno è molto pregiato e viene usato nelle costruzioni in edilizia e nell'industria conciaria, è ottimo come legna da ardere perchè essendo compatto brucia molto lentamente, mantenendo la fiamma.

- Castagno: appartenente alla famiglia delle Fagacee, ha un legno compatto ed elastico non molto pesante, viene usato in edilizia per costruire pali e sostegni di vario tipo, nonché per la costruzione di mobili ed arredi interni ed esterni. Come legna da ardere, il castagno aumenta il proprio potere calorico (e la propria resa in generale) se ben stagionato. Sarebbe opportuno nella prima fase di stagionatura (almeno un anno) lasciare la legna da ardere di castagno alle intemperie, in modo che venga lavato via il tannino. Ottima scelta è quella di combinare il castagno con altre essenze, meglio se dure.
- Faggio: appartiene alla famiglia delle Fagacee, ha chioma ampia, ovale e folta. il suo legno, compatto e pesante, è adatto come legna da ardere, ha buon potere calorico, bruciatura lenta e va bene per ogni tipo di cottura.

- Frassino: belle fiamme, formazione di scintille a causa della resina.
- Betulla: della famiglia delle Betullacee, ha corteccia biancastra o rossastra, non molto adatta come legna da ardere ma piuttosto durante la fase di accensione del caminetto perché brucia molto in fretta. La sua corteccia contenendo tanniti viene usata per la concia delle pelli.
- Larice: della famiglia delle Pinacee è un albero di alto fusto presente sulla fascia alpina, ha corteccia grigiastra, spessa e profondamente solcata. Le sue foglie sono di tipo aghiformi, di colore verde chiaro, riunite in fascetti. Il suo legno duro è un discreto combustibile, essendo resinoso tende a fare fumo e a sporcare la canna fumaria. Va bene per la cottura delle carni essendo aromatico.
- Pioppo: appartiene alla famiglia delle Salicacee. Ne esistono di due tipi, il pioppo bianco ed il pioppo nero. Non è molto adatto come legna da ardere, essendo un legno particolarmente elastico e leggero, si usa prevalentemente durante la fase di accensione perché brucia in fretta quando è secco.
- Olmo: famiglia delle Olmacee. È un albero che raggiunge i 35 metri di altezza, la corteccia è di colore bruno con fenditure verticali, le foglie hanno margine dentato, lunghe circa 15 cm. Il suo legno brucia molto lentamente con un ottimo potere calorico è ottimo come legna da ardere.
- Ciliegio: può raggiungere i 20 m. di altezza, appartenente alla famiglia delle Rosacee. Le foglie hanno margine dentato con evidenti nervature, apice e picciolo lungo con delle ghiandole alla base. La corteccia è di colore bruno lucente. Il suo legno è ottimo come la legna da ardere per cuocere i cibi al forno, meno come riscaldamento.
- Pino: con questo termine si usa rappresentare una classe delle Pinacee, a cui fanno capo circa 90 specie diverse. Le foglie sono di tipo aghiforme. È discreto come legna da ardere, non dei migliori, ma accettabile, sviluppa una fiamma scintillante che riscalda rapidamente. Essendo resinoso fa molto fumo durante le prime fasi dell'accensione. Le pigne sono un ottimo combustibile. Si presta molto bene alla cottura dei cibi essendo un legno aromatico.
- Olivo: famiglia delle Olacee, è un albero che arriva a 15 m. di altezza. Ha corteccia di colore chiara che si scurisce con l'età le foglie sono persistenti e lisce. Il tronco è sinuoso e nodoso. E' ottimo per la legna da ardere, brucia anche quando è verde per la presenza di olio al suo interno, che lo porta a fare un fumo fragrante e aromatico all'inizio della combustione. E' perfetto per cuocere pizze e focacce.
- Alberi da frutto: sono legni duri che si prestano bene come legna da ardere. Bruciano lentamente, e rilasciano sostanze aromatiche che conferiscono sapori unici ai cibi.
Umidità ideale e essiccazione
Per ottenere una combustione completa della legna con rendimenti molto elevati e limitare la pulizia del termocamino occorre bruciare legna secca con:
- percentuale di umidità tra il 15% e il 20% (valore ottimale secondo UNI EN ISO 17225-5);
- essiccamento di due anno in luogo asciutto e ventilato. Non deve stagionare per troppo tempo altrimenti perde potere calorifico;
La legna non essiccata correttamente e/o per un breve periodo di tempo, può avere percentuali di umidità molto alte, anche superiori al 50%, che limitano il rendimento del termocamino, provocando la formazione di fuliggine, rendendo necessarie frequenti pulizie. L’ umidità contenuta nel legno in pratica è acqua che abbassa la temperatura di combustione. Più bassa è la temperatura più la legna brucia male emettendo fumo.
Ricordiamoci del diametro del ceppo, in quanto non è da sottovalutare per ottenere la migliore combustione, ceppi molto grandi mantengono un alto tasso di umidità all’interno.
Consigli pratici
Prima di salutarti, ti consiglio di:
- Preferire ceppi medi (8-10 cm) per migliorare la combustione;
- conservare la legna in luogo ventilato, sollevata dal suolo;
- evitare legna troppo stagionata (> 4 anni) in quanto perde potere calorifico.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Pagina 3 di 8

