Quanto costa rifare un impianto elettrico a norma nel 2026?
Qual è il costo del rifacimento dell'impianto elettrico a norma di una casa / appartamento? Permessi e obbligo dichiarazione.

Durante una ristrutturazione o all'acquisto della casa, il rifacimento dell'impianto elettrico è ritenuto un'opera prioritaria in quanto, il concetto di sicurezza passa indubbiamente attraverso un sistema a norma: corto circuiti e scosse sono fenomeni rari, ma che incutono timore.
Ahimè, tale opera ha un costo rilevante, ma non c'è fine al peggio: come dico sempre, questo intervento spesso porta alla ristrutturazione completa dell'appartamento (a meno che non si realizzi un impianto a vista). Pensa a come le tracce nei pavimenti e nel muro si portino dietro non poche lavorazioni.
Indice
- Quando è obbligatoria la certificazione di impianto?
- Quando è a norma un impianto?
Costo impianto elettrico completo.
Il costo dell'impianto elettrico completo varia in base a:
- superficie dell'appartamento (mq);
- posa dei cavi (sottotraccia o in canalette esterne);
- presenza di servizi aggiuntivi (rete telefonica, televisiva e/o citofonica).

Costo impianto elettrico al variare dei mq di appartamento
A titolo esemplificativo, il costo al variare della superficie in mq dell'appartamento, considerando incluse:
- un impianto elettrico livello base (vedremo poi i livelli) completo anche di termostato ambiente, cavo antenna, telefono, tutti i materiali occorrenti (fornitura e manodopera), IVA esclusa;
- progetto e dichiarazione di conformità.
| Superficie casa in metri quadri | Costo medio in € (solo elettricista) |
|---|---|
| 40 - 60 | 3.700 |
| 60 - 70 | 4.200 |
| 80 - 90 | 5.700 |
| 90 - 100 | 5.900 |
| 100 - 110 | 6.400 |
| 110 - 120 | 6.900 |
| 120 - 130 | 7.600 |
| 130 - 140 | 7.900 |
| 140 - 150 | 8.500 |
| 150 - 160 | 8.700 |
Fortunatamente, potresti sfruttare il bonus impianto elettrico :)
Esempio di preventivo:
Fornitura e posa di impianto elettrico da 3 kW sotto traccia (luce, FM, terra, TV, telefono, citofono) per appartamento di 100 mq, comprese:
- progetto e dichiarazione di conformità;
- assistenze murarie;
- numero di punti luce in alta tensione 90, numero di punti luce in bassa tensione 10, un quadro elettrico.
| Voce | Descrizione | Costo (€) |
|---|---|---|
| Impianto elettrico 3 kW sottotraccia | Luci, prese, TV, telefono, citofono | 5.700 |
| Certificazioni e collaudo | Dichiarazione di conformità (DiCo) | 200 |
| Assistenze murarie | Tracce e chiusure | 2.000 |
| Totale IVA esclusa | 7.900 |

Occorrono dei permessi?
Il rifacimento dell'impianto elettrico ricade tra gli interventi di manutenzione straordinaria (art. 6 del Testo Unico sull'Edilizia). Questi interventi devono essere legittimati con pratica edilizia CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata).
Avrai bisogno di un professionista: geometra, architetto, ingegnere o perito.
Quando è obbligatoria la certificazione di impianto?
Comunque, per essere sicuri circa la qualità del tuo impianto, dovresti aver conservato la Dichiarazione di conformità o la Dichiarazione di rispondenza dell'impianto alle normative.
La Dichiarazione di conformità (DiCo) è un documento obbligatorio nel momento in cui si installa un nuovo impianto di tipo elettrico, idraulico, riscaldamento, cottura o evacuazione fumi (canna fumaria). Mentre, la Dichiarazione di rispondenza (DiRi) è un documento, che sostituisce il Certificato di conformità, nel caso quest'ultimo fosse inesistente o irreperibile e realizzato prima del 2008. Naturalmente, l'impianto, per poter disporre di questa Dichiarazione, dovrà essere adeguato alle prescrizioni di legge.

Quando è obbligatorio progetto dell'impianto?
Oltre alla Dichiarazione di conformità, è necessario il progetto dell'impianto. Entrambi possono essere firmati dal legale rappresentante dell'impresa, oppure dal responsabile tecnico dell'impresa che dimostri il possesso di alcuni requisiti professionali.
Invece, il progetto dell'impianto elettrico deve essere redatto da un ingegnere iscritto all'albo professionale, nel caso di unità residenziale superiore ai 400 metri quadri (200 metri quadri se si trattasse di un locale commerciale, come i negozi) oppure se la potenza del contatore superasse i 6 kW.
Quando è a norma l'impianto elettrico? normativa
La norma di riferimento per gli impianti elettrici è la CEI 64-8, dal titolo “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua". La norma contiene le prescrizioni riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici.
La CEI, ad oggi, fornisce i valori minimi di kW:
- per abitazioni sino a 75 mq è obbligatorio dimensionare l’impianto per una potenza di almeno 3 kW;
- per abitazioni superiori ai 75 mq , l’impianto dovrà essere dimensionato con una potenza di almeno 6 kW.
Nonostante l’obbligo di dimensionamento, la scelta contrattuale della potenza con l’ente erogatore è totalmente libera e a discrezione dei bisogni del cliente. Quindi, spesso, gli impianti sono sovradimensionati.
A seconda delle dimensioni dell'impianto è necessario coordinare i dispositivi di protezione adeguati alla potenza dell’impianto.
Comprendere se un impianto è a norma non è semplice. Spetta al professionista asseverare in tal senso. Vediamo alcune caratteristiche obbligatorie per un impianto a norma.
In Italia, le dimensioni del montante (collegamento dal contatore dell’ente erogatore al quadro elettrico dell’impianto posto nell’abitazione) devono essere adottate a seconda della potenza contrattuale e della lunghezza della conduttura:

Nel quadro generale devono essere installati gli interruttori differenziali, per far fronte a problemi di dispersione elettrica e, quindi, a rischi di folgorazione. L'interruttore generale per gestire tutto l'impianto dovrà essere:
- di 25 A se il dimensionamento fosse di 3 kW ;
- di 32 A se il dimensionamento fosse di 6 kW.
Le norme CEI 64-08 rendono obbligatoria la selettività (scollegamento) fra gli interruttori differenziali. Pertanto, il circuito non sarà unico, ma suddiviso in più parti. In generale è necessario prevedere i seguenti circuiti separati:
- Illuminazione di base da 10A;
- Presa a spina da 10 A (una linea ogni 15 prese max.);
- Prese a spina da 16 A (una linea ogni 15 prese max.).
Il diametro interno delle condutture elettriche di forma circolare deve essere almeno 1,5 volte il diametro del cerchio realizzato dal fascio di cavi in esse contenuti. Il diametro minimo delle condutture elettriche deve essere di 16 mm;
Inoltre, per ogni tipologia di stanza deve essere garantito un numero minimo di dispositivi (punti luce, prese e TV).
Inoltre, la messa a terra è sempre obbligatoria.
Potenze disponibili in commercio
Commercialmente, è possibile scegliere tra diversi livelli di potenza.
Gli scaglioni procedono a scatti di 0,5 kW. In altre parole, un utente domestico potrà optare per un livello di potenza pari a 3 kW, 3,5 Kw, 4 Kw, 4,5 kW etc.
Per valori superiori a 6 kW, per utenze solitamente attivate in trifase, si procede a passi di 1 kW.
| Tipologia di utenza | Livelli di potenza disponibili | Incrementi | Note principali |
|---|---|---|---|
| Utenza domestica monofase | 3,0 kW – 3,5 kW – 4,0 kW – 4,5 kW – 5,0 kW – 5,5 kW – 6,0 kW | 0,5 kW | Scaglioni attivabili a scelta del cliente in base al contratto con il fornitore. |
| Utenza domestica trifase | 6,0 kW – 7,0 kW – 8,0 kW – 9,0 kW – 10,0 kW – 11,0 kW – 12,0 kW ... | 1,0 kW | Utilizzate per abitazioni di grandi dimensioni o con impianti energivori (pompe di calore, officine, piscine ecc.). |
Tipi e prestazioni dell'impianto
La normativa classifica gli impianti elettrici secondo tre gruppi, per ognuno dei quali sono definite le dotazioni minime impiantistiche e funzionali, che ne caratterizzano il livello di prestazione e usabilità. I livelli sono così definiti:
Livello 1 – Base: livello minimo previsto. Impianto elettrico essenziale, senza per questo rinunciare a sicurezza ed efficienza;
Livello 2 – Standard: per unità immobiliari con una maggiore usabilità degli impianti, tenuto anche conto delle altre dotazioni impiantistiche presenti. Aumento della dotazione e dei componenti rispetto al livello 1, alcuni servizi ausiliari, quali il videocitofono e l’anti-intrusione;
Livello 3 – Domotico: per unità immobiliari con dotazioni impiantistiche ampie e innovative e, in particolare, la domotica. Oltre a prevedere un ulteriore aumento delle dotazioni rispetto al livello 2, il livello 3 deve poter gestire almeno 4 funzioni domotiche quali, ad esempio, l’anti-intrusione, il controllo carichi (ridurre i consumi energetici e ottimizzare l’uso di energia elettrica) la gestione comando luci, la gestione temperatura, la gestione scenari, il controllo remoto, il sistema diffusione sonora, la rilevazione incendio, il sistema antiallagamento e/o la rilevazione gas.

Funzionamento di un impianto elettrico ed elementi:
Semplificando al massimo un impianto elettrico, dal quadro elettrico (dispositivo con funzione di alimentare e, nell'eventualità di un guasto o in caso di manutenzione, di scollegare elettricamente una o più utenze ad esso connesse) partono due fili, detti conduttore di fase e conduttore neutro. Inoltre, è presente un altro cavo, detto messa a terra, che scarica eventuali sovratensioni nel terreno. Tra la fase e il neutro, la società che distribuisce l’energia elettrica mantiene una tensione alternata di 220 Volt.
La messa a terra, sinteticamente, mira a proteggere le persone dal rischio di folgorazione (scosse). Consiste essenzialmente in un sistema di conduttori collegati ad uno o più dispersori, inseriti nel terreno (ad esempio picchetti metallici).
La linea di terra è sempre gialla e verde, mentre il neutro sempre celeste. La fase può variare tra marrone, rosa, rosso e altri colori.

Ricordiamo che la corrente può essere continua (DC) o alternata (AC). Quella continua, caratterizzata da un flusso continuo di elettroni con intensità e direzione costante, è prodotta dalle pile, dalle batterie delle auto, dalle batterie ricaricabili o dall'impianto fotovoltaico. Mentre, la corrente alternata è quella disponibile "in casa", caratterizzata da un alternarsi di pulsazioni positive e di pulsazioni negative.
I cavi possono distribuirsi nell'appartamento secondo due schemi:
- radiale: consiste nell'alimentazione di ogni singola utenza con una linea specifica e dedicata. Abbiamo maggiore controllo sulle singole linee, ma un costo maggiore;
- dorsale: su una sola linea vanno a confluire tutte le correnti degli utilizzatori senza alcun ordine o sequenza prestabilita. Non c’è selettività (distinzione) né controllo particolare sulle singole linee minori. Costo inferiore.

Un singolo utilizzatore (lampadine, televisore, radio, rasoi elettrici ecc.) viene collegato a questi fili mediante una presa di corrente. La corrente esce da uno dei fori della presa (quello collegato alla fase), attraversa, ad esempio, la lampadina e ritorna nel secondo foro della presa.
A monte dell'impianto è presente l'interruttore differenziale, comunemente detto salvavita, dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso elettrico di energia in un circuito elettrico, in caso di guasto verso terra (dispersione elettrica) o folgorazione.
Tra gli elementi più importanti dell'impianto abbiamo:
- interruttore: dispositivo in grado di interrompere la continuità elettrica di un solo conduttore (interruttore unipolare: si usano per comandare le lampade di un appartamento), fase, o di entrambi i conduttori (interruttore bipolare: ad esempio gli interruttori di protezione presenti nel quadro elettrico), fase e neutro;
- deviatore: apparecchiatura in grado di deviare la corrente da un conduttore all'altro, in modo alternato. In un impianto elettrico civile, un deviatore punto luce, insieme ad un altro deviatore, consente di aprire e chiudere tale circuito da due punti diversi.
Gli impianti possono avere diverse potenze, a seconda del tipo e del numero di utilizzatori, che devono servire.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Parcella e costo architetto ingegnere geometra nelle ristrutturazioni. Compenso
Nell'articolo cercherò di darti un'idea sul preventivo e il costo di un ingegnere, geometra o architetto (parcella) in una ristrutturazione privata per interni ed esterni. Indicherò quali sono i prezzi e le percentuali per un affidamento di incarico.

Se fossi alle prese con una ristrutturazione, quasi certamente dovresti o vorresti affidarti ad un tecnico, sia esso un architetto, ingegnere o geometra. A mio parere, la scelta del tecnico è cruciale per il buon esito della ristrutturazione. Pensa ad un tecnico poco competente o poco presente. Oltre a non rispondere alle tue richieste e controllare l'impresa, potrebbe causare dei guai dal punto di vista burocratico e urbanistico. Ad esempio, potrebbe farti realizzare degli abusi o delle opere non ammesse dal regolamento edilizio.
Spesso, questi tecnici presentano dei preventivi a prezzi stracciati. Se ti ritrovassi di fronte a preventivi troppo bassi, queste offerte dovrebbero essere un campanello d'allarme. Scartali a priori. Per sbarcare il lunario, questi professionisti dovranno essere superficiali, poco presenti e pressapochisti. Proprio per questo motivo ho voluto segnalarti i prezzi e le parcelle medie dei tecnici.
Indice
- Qual è il costo di un professionista?
- Esempio di preventivo di un ingegnere, architetto e geometra.
- In cosa consiste la progettazione?
Qual è il costo di un professionista e le voci in percentuale della sua parcella?
Di solito, i professionisti, nelle ristrutturazioni "importanti", prevedono come corrispettivo una percentuale sull'importo dei lavori.
È difficile facciano un preventivo ad ore, tipico delle consulenze. Nella tabella cercherò di fornirti le percentuali medie adottate dai professionisti per la progettazione architettonica, la progettazione strutturale, la progettazione impiantistica, la progettazione energetica, la sicurezza, l'interior design e la direzione lavori.
| PRESTAZIONI | PERCENTUALE SULL'IMPORTO LAVORI |
|---|---|
| Progettazione architettonica | 4 % del costo dell'opera |
| Progettazione strutturale (ingegnere) | variabile a seconda dell'intervento |
| Progettazione impiantistica | variabile a seconda dell'impianto |
| Progettazione energetica | 2 % |
| Interior Design | variabile |
| Direzione lavori architettonica | 4 / 8 % delle opere edili e architettoniche |
| Direzione lavori strutturali | 4 / 8 % delle opere strutturali |
Spese, IVA e cassa
A tutto ciò andranno aggiunte:
- le spese di viaggio,
- l'iva al 22%,
- la cassa previdenziale, Inarcassa per gli ingegneri e gli architetti e cassa dei geometri, nella misura del 4%.
Costo per piccoli lavori
Per opere minori e/o interventi isolati, quali ad esempio la demolizione di un tramezzo, il rifacimento del bagno, l'apertura di una porta, il rifacimento dell'impianto elettrico o di riscaldamento, il prezzo è a corpo e fisso.
Esempio:
- pratica Cila euro 1.000,
- pratica catastale euro 500,
- direzione lavori euro 500.
Per capire meglio, vediamo un esempio generico:
Esempio di preventivo di un ingegnere, architetto e geometra:
Immagina di dover ristrutturare la tua casa che ha una superficie netta di 100 mq, è situata nella magnifica Toscana e realizzata con finiture standard.

La ristrutturazione prevede la tinteggiatura dell'intero appartamento, la ristrutturazione completa del bagno, l'apertura di una porta in muro portante tramite cerchiatura, l'incollaggio delle nuove piastrelle sul pavimento esistente, il rifacimento dell'impianto elettrico e di riscaldamento, oltre alla sostituzione di 5 finestre e delle porte interne.
Totale costo dell'intervento edile-impiantistico: 49.000 €. A questo andrà aggiunta la fornitura e montaggio dei mobili (cucina, camere e bagno) 30.000 €;
Il costo dei professionisti sarà di circa:
- Progettazione architettonica e catastale: 1.470 € (geometra, architetto o ingegnere) dato dal 3% di 49.000 €;
- Interior design: 1.500 € (architetto);
- Progettazione e direzione lavori Strutturale: 700 € (ingegnere) prezzo fisso;
- Progettazione energetica (ex-legge 10): 900 € prezzo fisso;
- Direzione lavori architettonica: 2.450 € (geometra o architetto e ingegnere, in quanto si realizzano opere strutturali) dato dal 5% di 49.000 €;
- piani di sicurezza e coordinatore della sicurezza 1.800 €;
Totale circa 8.820 €
Vista l'importanza dell'investimento, consiglio sempre di richiedere un preventivo al professionista per evitare spiacevoli sorprese!
Importante: la forma scritta del preventivo è l’unica forma di contratto che tutela sia il professionista che il committente in caso di contenzioso. Sento troppo spesso frasi come "era un mio grande amico e mi fidavo": Vedi un esempioIn cosa consistono le prestazioni professionali?
Ora vorrei segnalarti quali sono le prestazioni che devono svolgere i professionisti in una ristrutturazione.
Il tecnico durante la prima fase, detta progettazione, sulla base delle tue richieste, "definirà su carta" le caratteristiche che dovrà avere il tuo immobile e sbrigherà le pratiche urbanistiche, strutturali ed impiantistiche. Durante la seconda fase, detta direzione lavori, il tecnico controllerà che le opere rispettino il progetto.
Ma vediamo in dettaglio i compiti legati alla progettazione:
In cosa consiste la progettazione?
Premetto che non tutti i compiti che ti elencherò sono necessari o obbligatori. Dipende dal grado di complessità della ristrutturazione. Se rifai un bagno, non ci sarà bisogno di richiedere ad un tecnico tutti questi incartamenti.
A mio parere, la progettazione è la fase più importante. L'idea che si traduce in progetto e che si riporta su carta. Per realizzare un buon progetto, il tecnico dovrà seguire questo iter:
- Sopralluogo preliminare, rilievo di dettaglio dell'immobile e restituzione grafica. Ti puoi accorgere della bontà di un tecnico anche da questa fase. Ad esempio, un rilievo di una casa di 100 mq non può essere realizzato in meno di tre ore. Addirittura, ci sono tecnici che si basano sulla sola planimetria catastale e non realizzano nemmeno il rilievo. Errore grossolano che comporterà problemi in sede di cantiere e in futuro per eventuali incongruenze tra gli elaborati depositati in Comune e la realtà;
- ricerca e prelievo della documentazione tecnica relativa all'immobile presso il catasto (visura, planimetria) e l’archivio comunale (concessione edilizia, licenza edilizia, permesso di costruire, Dia, Scia, Cila). In pratica, tutte le pratiche che hanno interessato l'immobile in passato;
- verifica della conformità urbanistica e catastale dell'unità immobiliare e dei requisiti urbanistico-edilizi. In pratica, controllerà eventuali abusi presenti sul tuo immobile. Non è raro incappare in queste difformità, in quanto, a volte si realizzano opere per cui non si ritiene di dover presentare un permesso;
- progettazione preliminare. In questa fase, il tecnico ti presenterà le proposte di ridistribuzione degli ambienti o degli arredi;
- verifica della fattibilità dal punto di vista urbanistico e strutturale dell’intervento scelto. Dopo aver scelto un progetto, il tecnico verificherà che rispetti tutte le prescrizioni del regolamento edilizio comunale e le norme nazionali;
- progettazione esecutiva dell'intervento. In questa fase si affinano i dettagli da consegnare al capo cantiere.
- redazione del computo metrico e del contratto d'appalto. Per scongiurare e ridurre al massimo gli imprevisti, consiglio sempre di far realizzare al professionista un computo metrico e un capitolato, che diventeranno il preventivo da far firmare alla ditta. Consiglio questi documenti anche per piccoli interventi. Ma cosa sono?
Computo metrico
Documento che consente di stimare il costo per l’esecuzione di lavori edili. Costituito dalle descrizioni degli interventi, dalle quantità e dai prezzi unitari. Moltiplicando le quantità per i prezzi unitari otterremo i totali parziali, che a loro volta, verranno sommati per dare il costo totale della ristrutturazione. Questo documento viene preparato dal professionista che lo consegnerà alle imprese contattate, le quali prezzeranno le varie voci e calcoleranno il totale della spesa.

Capitolato e contratto d'appalto
Documenti che regolano i rapporti fra chi ristruttura (committente) e l'impresa esecutrice dei lavori, fissando le condizioni amministrative e le prescrizioni tecniche per ottenere una esecuzione dei lavori perfetta. Sono le regole per evitare "incomprensioni"...Ti lascio il link al modello di contratto d'appalto che faccio firmare alle imprese dei miei cantieri, in word così che tu possa modificarlo. E' un po' più corposo rispetto agli altri, ma preferisco puntualizzare tutto.
8. compilazione ed inoltro telematico della pratica edilizia. Semplificando al massimo avrai bisogno della CILA nel caso di opere non strutturali, SCIA nel caso di opere strutturali "leggere" o di cambio di destinazione d'uso o Permesso di costruire, nel caso di nuove costruzioni o ampliamenti.

Per quanto riguarda la progettazione impiantistica (impianto elettrico, riscaldamento e idraulico) e strutturale, le fasi sono simili. Si parte dal sopralluogo e dalle tue richieste, per poi passare ai calcoli. Si termina con l'inoltro delle pratiche agli organi preposti.
Nel caso in cui in una ristrutturazione fosse presente più di una impresa, dovrai avvalerti anche di un coordinatore per la sicurezza sui cantieri.
Infine, durante i lavori, potrebbero insorgere degli imprevisti o più semplicemente delle richieste di modifica del progetto. In alcuni casi, il tecnico dovrà depositare una modifica al progetto, detta variante.
Ora che sai in cosa consiste la progettazione, passiamo al cantiere:
In cosa consiste la direzione lavori?
A mio parere, la direzione lavori è un compito delicato che richiede esperienza e fermezza. Nel cantiere, senza voler demonizzare le imprese, bisogna prestare attenzione ad ogni dettaglio ed essere intransigenti. Per fare questo, il direttore lavori, deve rispettare dei compiti precisi:
- controllare e vigilare sui lavori. In pratica, deve verificare che le opere vengano eseguite a regola d’arte ed in conformità al progetto e al contratto d'appalto;
- organizzare le attività di cantiere. Il direttore lavori e il direttore operativo devono interloquire con gli esecutori delle opere, siano essi muratori, idraulici, elettricisti, posatori di parquet e coordinare le varie fasi;
- accettare i materiali e le forniture, sulla base anche del controllo quantitativo e qualitativo. Dovrà controllare circa i certificati di qualità;
- verificare periodicamente il possesso e la regolarità della documentazione prevista dalla legge da parte dell'esecutore. I lavoratori del cantiere devono rispettare degli obblighi dal punto di vista della contribuzione Inps, dell'iscrizione alla camera di commercio e dei dispositivi di protezione individuale da utilizzare per evitare incidenti sul cantiere;
- contestare eventuali lavorazioni non a regola d'arte;
- sospensione dei lavori, qualora circostanze speciali impediscano in via temporanea che i lavori procedano;
- contabilità e mandati di pagamento. Controllerà i lavori eseguiti, calcolerà le spese da doverti addebitare e ti darà il via libera per il pagamento.

Dal punto di vista burocratico, l'operazione si concluderà con la fine lavori e l'aggiornamento catastale per allineare la parte fiscale.
Differenza tra architetto, geometra e ingegnere
Su questo argomento, la confusione regna sovrana. Cerchiamo di capire le differenze tra le varie figure: in passato, architetto, geometra e ingegnere svolgevano ruoli ben distinti. Ad oggi, le competenze di queste tre figure si confondono. In linea di principio, l'architetto ha una formazione maggiormente improntata sull'estetica e il design, mentre l'ingegnere più tecnica. Il geometra ha buone conoscenze burocratiche ed amministrative. Ma non è sempre così!! Inoltre, non è detto che un ingegnere sia più competente di un geometra, o che un architetto costi di più di un ingegnere o di un geometra.
In linea di principio, se dovessi intervenire su parti strutturali, visti gli studi, contatterei un ingegnere, mentre, se volessi prestare particolare attenzione all'aspetto estetico chiamerei un architetto d'interni.
Un consiglio, assicurati che in passato il tecnico abbia già realizzato delle opere simili a quelle che ti appresti a realizzare. Chiedi di poter consultare i suoi progetti passati.
Spero che l'articolo ti sia stato utile e che la tua casa venga come tu desideri. A presto, Vincenzo.
Miglior antifurto casa 2026, costi e recensioni allarme
Qual è il miglior antifurto casa dell'anno con recensioni? Meglio un impianto wireless o filare? Quanto costa davvero un sistema di allarme con telecamere e videosorveglianza?

Un ladro non sempre si può fermare, ma lo si può certamente ostacolare, rallentare e, in molti casi, mettere in fuga. Ed è proprio qui che entra in gioco un buon sistema di protezione, progettato in modo corretto e installato con criterio.
In questa guida analizziamo i migliori antifurti per la casa, confrontando marche, caratteristiche, recensioni raccolte dal web. L’obiettivo è aiutarti a capire quale soluzione possa essere davvero adatta alla tua abitazione, alle tue esigenze di sicurezza e al tuo budget.
Avrei voluto partire subito dai migliori prodotti, ma concedimi questa brevissima introduzione, altrimenti potresti non comprendere appieno le recensioni.
Quali sono le tipologie di allarme antifurto?
Potresti valutare due tipi di protezione:
- la passiva;
- l'attiva.

La protezione passiva è costituita da tutti quei dispositivi che hanno lo scopo di rallentare e rendere più difficoltosa l’effrazione, come porte blindate, inferriate o altri elementi dissuasivi. Tuttavia, per quanto robusta e curata, può essere comunque superata da malintenzionati determinati.
Per questo motivo, la sicurezza della casa viene spesso consolidata dalla protezione attiva, allo scopo di rilevare e segnalare, sia localmente che a distanza, i tentativi d’intrusione. Questo avviene attraverso l’installazione di un sistema antifurto, videosorveglianza e allarme, valido ed efficace, che valuti i punti deboli e vulnerabili dell’edificio.
Protezione attiva: filare o wireless?
Gli impianti di allarme possono essere distinti principalmente in: via cavo con fili e wireless senza fili.
- Allarme filare: l'impianto d’allarme è costituito da una rete di cavi elettrici da incassare nel muro, che collega i vari componenti del sistema disposti nell'appartamento. È alimentato da un circuito elettrico a bassa tensione. L'installazione è ideale negli edifici in fase di costruzione, di ristrutturazione o nel caso in cui le canaline dell’impianto elettrico possano ospitarne i fili. In caso contrario, tale sistema richiederebbe notevoli costi e tempi. È un impianto molto sicuro, perché i fili sono incassati nel muro e, nel caso venissero tagliati, farebbero scattare l’allarme.
- Allarme wireless o via radio: non richiede cavi. I vari componenti comunicano tramite onde elettromagnetiche. L’alimentazione è affidata a batterie a lunga durata, costantemente monitorate. Questo consente il funzionamento anche in caso di blackout o guasti alla rete elettrica.
- Impianti misti: parte dell’impianto è realizzato via cavo, solitamente la centrale d’allarme e le sirene, e parte via radio.
- Impianti integrati: vengono abbinate misure di protezione attiva con quelle passive. Ad esempio, la serratura elettronica della porta blindata viene collegata all’antifurto.
Protezione attiva: perimetrale o volumetrico?
I sistemi d’allarme, inoltre, possono essere distinti in:
- perimetrale, disposto lungo le pareti esterne dell’abitazione e le zone esterne in genere;
- volumetrico, con sensori all'interno della casa che intercettano corpi, movimenti e variazioni di temperatura.
Anche in questo caso, l’ideale è integrarli in quanto, se un ladro riuscisse a superare la protezione perimetrale, scatterebbe l’allarme del volumetrico.
Grazie per la pazienza, passiamo all'argomento centrale dell'articolo.
Quali sono i migliori impianti antifurto?
È davvero difficile riuscire a stilare una lista dei migliori produttori di antifurto. Non volevo limitarmi a realizzare un articolo, come se ne trovano a migliaia, con l'elenco dei prodotti presenti sul mercato senza alcun feedback sulla qualità dei vari sistemi.
Per realizzare un articolo completo ho raccolto le informazioni dai miei clienti e dai forum del web. Ultimamente anche un gruppo Facebook formato da professionisti del settore mi sta offrendo ottimi feedback. Se volessi iscriverti, eccoti il link al gruppo Antifurto & Allarmi domestici.
Sul gruppo commentano professionisti che patteggiano per i brand che installano ma anche professionisti super partes ed utenti che possiedono i vari prodotti che ti citerò.
Un concetto sacrosanto, più volte ribadito dagli iscritti, è:
“L'installatore professionista farà la differenza, in quanto la corretta progettazione e successiva corretta installazione offrono la miglior garanzia di successo dell’impianto.”
Inoltre, un aspetto da ricercare acquistando un allarme è un servizio clienti presente e solerte. Immagina se in caso di malfunzionamento dell'allarme non sapessi a chi rivolgerti. Oltre ai miei feedback, prima di acquistare qualsiasi prodotto, chiedi ai tuoi conoscenti che prodotti usano e la loro qualità.
Partiamo distinguendo gli antifurto:
- che necessitano di un professionista per l'installazione;
- i dispositivi che non richiedono l'assistenza di un tecnico, acquistabili e gestibili in piena autonomia. I secondi sono sicuramente più economici, ma potrebbero essere sufficienti a raggiungere il grado di sicurezza da te desiderato.
Antifurto installati da professionisti
Ho pensato di segnalarti per primi gli antifurto più recensiti, in quanto ritengo che siano i più diffusi.
Verisure
Azienda specializzata in sistemi di allarme monitorati, molto diffusa in ambito residenziale e commerciale con 35 anni di esperienza.
Verisure, a differenza degli altri concorrenti, punta su un sistema proprietario wireless, collegato alla Centrale Operativa attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per 365 giorni l’anno, con gestione tramite app e intervento da remoto. In caso di intrusione confermata interviene la vigilanza qualificata.
Il sistema si basa su una centralina con connessione GSM 4G, Ethernet/Wi-Fi collegata ai vari dispositivi senza fili:
- sensori per porte e finestre;
- shock sensor;
- rilevatori di movimento con fotocamera;
- lettori chiavi;
- sirene;
- telecomandi con pulsante SOS.
Uno degli elementi più caratterizzanti è il servizio di verifica audio e video: quando scatta l’allarme, la Centrale Operativa può controllare l’evento e, solo se necessario, attivare le procedure di intervento.
Tra i dispositivi più riconoscibili troviamo il fumogeno atossico riservato a chi sceglie piani di protezione avanzata: in caso di intrusione, viene attivato dalla Centrale Operativa e riduce rapidamente la visibilità all'interno dell'ambiente protetto.
Per la videosorveglianza, Verisure integra telecamere wireless, anche Arlo, con risoluzione Full HD, visione notturna, audio bidirezionale, motion detection, intelligenza artificiale per distinguere persone, animali e veicoli, archiviazione cloud e gestione tramite app.
Ovviamente, considerato il collegamento alla Centrale Operativa Verisure, l’assistenza continua e la manutenzione del sistema inclusa, è previsto un canone mensile per il servizio.
Recensioni Verisure
Penso si tratti dell'unico sistema abbondantemente recensito tra l'altro positivamente. Sulla piattaforma Trustpilot, su più di 37.000 recensioni, l’azienda totalizza una valutazione media di 4.8 su 5 stelle.
Vediamo alcune opinioni estratte da Trustpilot:
Secondo Francesco: “Sono cliente Verisure da un po' e posso dire che l'impianto funziona perfettamente. Al momento non dà nessuna anomalia, la centrale operativa verifica ogni scatto d'allarme e non esitano a contattarmi. Questo fa sentire realmente protetti quando non si è a casa. L'invito è di continuare così e fare sempre meglio, grazie.”
Claudio: “Sono rimasto soddisfatto della presenza continua dei vostri operatori molto professionali e anche gentili. Quasi che la casa fosse la loro. Sto pubblicizzando il vostro servizio e la vostra assistenza.”
Giuseppe: “Mi sono subito trovato bene, impadronendomi facilmente dei primi rudimenti che man mano vengo a scoprire con l'aiuto delle dritte che Verisure puntualmente mi invia. La disponibilità, poi, di Roberto De S------, responsabile del mio impianto, mi è proprio di gran sollievo. Il voto è 10 e lode.”
Secondo Mario: “Do 4 stelle per la completezza del sistema di allarme. Spero di non averne bisogno ma mi auguro che il pronto intervento sia realmente all'altezza delle aspettative.”
ST: “Gestito molto bene lo scatto di allarme. In tempo praticamente zero sono stato chiamato per una finestra che avevo lasciato socchiusa e che l’aria aveva aperto. Mi hanno subito tranquillizzato in quanto, attraverso le telecamere, avevano verificato che in casa fosse tutto ok! Bravi!”
El.Mo
El.Mo è un'azienda Made in Italy, attiva dal 1975. Realizza sistemi filari o wireless modulari. Questo significa che si parte da impianti molto semplici e si può arrivare a sistemi integrati da banca o industria.

I sistemi filari si basano, oltre che alle classiche interfacce a relè, su evoluti bus RS-485 tramite le tecnologie proprietarie Ultrabus e Terabus. I dispositivi, sensori, sirene, nebbiogeni, tastiere e ripetitori, di queste linee sono collegabili direttamente sulla linea seriale RS485 della centrale e sono completamente gestibili e programmabili via software.
Mentre, i sistemi wireless si basano sulla comunicazione bidirezionale. La centrale e i dispositivi si scambiano comunicazioni e feedback su tre frequenze differenziate.
Le centrali Villeggio, basate sulla tecnologia Ng-trx con una portata fino a 2 km, sono dotate di una batteria che ne permette il funzionamento anche in caso di blackout o di tentativi di manomissione della corrente elettrica di casa da parte di malintenzionati.
Mentre, per quanto riguarda i dispositivi di videosorveglianza:
- Linea Pro: per la videosorveglianza sia di tipo IP che multistandard ad alta risoluzione. Si divide in due categorie, Start e Galaxy, con diversi livelli di impiego di algoritmi basati su intelligenza artificiale.
- Linea Nexya: gamma di telecamere e video server basati su intelligenza artificiale di fascia premium. Implementano una serie di analitici ad elevate prestazioni che individuano, tracciano persone o oggetti e interpretano condotte pericolose tramite un’accurata definizione del target.
Recensioni El.Mo
Premetto che su El.Mo non ho trovato nessuno commento negativo. Non mi pare poco.
Passiamo alle opinioni degli utilizzatori.
Secondo Gianni: “El.Mo e Iess sono sorelle gemelle. Sensoristica eccezionale, sia sui prodotti interni che esterni. APP con servizio cloud.”
Adriano: “Io personalmente consiglio EL.MO, è sul mercato da parecchi anni e non ha mai smesso di migliorarsi! Cerca un installatore della tua zona e fatti consigliare da lui!”
Sergio: “El.Mo, vai sul sicuro.”
Secondo Victor: “EL.MO ha 40 anni di esperienza nel settore. Gli Impianti EL.MO vengono installati nelle banche, nei supermercati, alle Poste, negli ospedali. Inoltre, avresti la possibilità di scaricare l'applicazione e-connect che funziona benissimo. Ho notato che in molti consigliano Tecnoalarm. È un ottimo brand, ma la programmazione per il privato è leggermente complicata.”
Cristian è indeciso tra El.Mo e Tecnoalarm. Gli risponde Massimo: “El.Mo eccellente, inoltre è un prodotto con un prezzo giusto.”
Rosario: “Beh, hai nominato un marchio El.Mo importante e rinomato.”
Secondo Mario si tratta di ottimi prodotti.
Tecnoalarm
Tra le varie aziende ben recensite spicca anche la società torinese Tecnoalarm nata nel 1977 che possiede un’ottima reputazione.
Commercializza:
- sistema EV ibridi, sia filari che wireless, progettati per gestire fino a 150 zone totali, di cui un massimo di 80 zone configurabili attraverso la tecnologia radio e una capacità di archiviazione di 65.000 eventi. Peculiarità, installazione senza interventi murari, resa possibile da batterie al litio a lunga durata per tutti i componenti;
- sistemi TP filari e wireless ad alta tecnologia per coprire da 10 fino a 440 zone che utilizzano una rete cablata, con centrali in grado di registrare fino a 32.000 eventi.
I modelli di centralina sono EV 4-24, EV 10-50 e EV 12-150.

I punti forti: assistenza, rapporto qualità-prezzo, affidabilità anche per gli impianti installati in passato.
Punti deboli: costi più alti dei competitor e poco sviluppo del sistema operativo, sistema poco intuitivo.
Il sistema viene gestito completamente tramite l’APP Evolution.
Tecnoalarm recensioni
Fortunatamente, un prodotto su cui ho trovato un bel po' di confronti. In conclusione, insieme ad El.Mo ed Iess, ottiene le migliori recensioni.
Francesco su internet: “Attualmente in casa mia ho installato un prodotto Tecnoalarm, non mi posso lamentare. Da quanto leggo sul gruppo, ha prezzi impegnativi.”
Ad un utente che chiede dei confronti su altri brand, Stefano consiglia Tecnoalarm, in quanto si trova bene con i loro sistemi.
Vetrone, commentando sempre lo stesso post sul confronto tra Ajax e Tecnoalarm, sostiene che si tratta di due tipologie di sistemi non confrontabili: “Tecnoalarm realizza allarmi da una vita.” Ajax la ritiene una soluzione più “rapida”.
Secondo Davide si tratta di un prodotto italiano rinomato e la cui presenza sul mercato è ormai consolidata.
Mario: “Ajax è un prodotto di fascia low cost. A parità di costo o magari con leggera differenza, consiglierei Tecnoalarm.”
Alessandro: “Essendo un tecnico Tecnoalarm, non posso che essere di parte. In precedenza installavo Bentel, Risco, Ajax, ma Tecnoalarm non ha eguali.”
Gianmarco, rispondendo ad un utente che chiedeva un confronto tra Tecnoalarm e Bticino: “Tecnoalarm è un sistema antintrusione vero.”
Mentre, secondo Lorenzo: “Tutti e due sono prodotti professionali ed italiani, riferendosi ad El.Mo e Tecnoalarm. La differenza la fa il manico, cioè l’installatore.”
Daitem
Sul mercato dal 1977. Produce il sistema wireless E-nova ed il sistema Lynx.

Il sistema E-square è espandibile e:
- copre fino ad 8 zone;
- supporta un massimo di 80 rilevatori.
Potrebbe essere integrato con la videosorveglianza e la doppia batteria al litio permette il funzionamento del sistema anche in condizioni di assenza di elettricità, con un'autonomia fino a 5 anni.
Il sistema è conforme alla norma EN50131, con copertura dei guasti e autonomia di funzionamento garantite fino a 5 anni.
Può essere programmato e gestito anche da remoto, grazie all’APP dedicata.
Per esperienza, i prodotti di questa azienda sono di ottima fattura. Purtroppo non è semplice trovare recensioni.
Daitem propone anche il sistema E-nova.
Recensioni Daitem
Vediamo le poche recensioni trovate sul web:
Antonio R. consiglia ad un utente il sistema Daitem in quanto è soddisfatto dei risultati ottenuti, mentre Anthony, sollecitato dalla richiesta di informazioni di un privato circa la qualità dei sistemi Ajax e Daitem, sostiene che: “entrambi i prodotti sono validi se si volesse proteggere senza troppe pretese un appartamento o un ufficio. Se proprio dovessi scegliere, ti consiglierei Ajax per l’ottima configurazione e per la gestione tramite APP. Se volessi un sistema più performante, passerei a Risco.”
Importante la testimonianza di Nicola: “Secondo me, entrambi i marchi sono buoni, Hesa e Daitem. Ho utilizzato diverse volte Daitem e direi che ho avuto molte soddisfazioni. Di Hesa ne ho sempre sentito parlar bene dai colleghi.”
Oggi è facile trovare opinioni contrastanti. Per questo motivo la scelta dell’installatore resta determinante.
Combivox
Combivox è una delle poche aziende, tra l’altro italiana, che permette agli utenti di recensire i propri prodotti direttamente da Google e anche da Facebook, assumendosi un grosso rischio. In realtà, porta a casa quasi 5 stelle su 5. Ovviamente, leggendo le recensioni, qualche commento negativo appare. Ma è fisiologico. Sarei curioso di leggere le recensioni delle altre aziende qualora concedessero questa possibilità ai loro clienti. Ma nessun altro si assume questo rischio. Bravi Combivox!

Offre una gamma di centraline più ampia degli altri competitor, riuscendo così a realizzare anche impianti di media e grande dimensione.
Ad esempio, la centrale Amica 64 LTE permette dalle 8 zone espandibili fino a 64, di cui 64 programmabili come zone radio, con predisposizione ad un modulo cellulare in banda LTE 4G in grado di funzionare anche con rete 2G/3G; ideale per impianti di sicurezza civili e commerciali di piccola e media dimensione.
Recensioni Combivox
Ma passiamo alle opinioni.
Valerio: “È un prodotto estremamente affidabile e di semplice utilizzo. Le tastiere sono intuitive così come l'applicazione. Le centrali sono garantite per 7 anni. Ti consiglio Combivox vivamente. Ma ricordati, l'installatore fa la differenza.”
Diego e Emiliano: “Ottima qualità e affidabilità. Unica pecca, l’APP in versione free non concede le notifiche push ed è possibile collegarci un solo telefono. La versione a pagamento sblocca le notifiche push e abilita la multi-utenza.”
Monica: “Buongiorno. Combivox è sicuramente un prodotto professionale. Una delle poche aziende che garantisce il prodotto 7 anni. L'utilizzo sia tramite APP che tramite tastiera, il touch ha un bel design, è molto intuitivo. Perfetto il sistema via cavo. Nel sistema misto, qualora i sensori radio fossero distanti dalla centrale, potresti avere qualche problema di ricezione.”
Maurizio: “Ottimo prodotto e soprattutto affidabile.”
Notando che in tanti apprezzano Iess, Tecnoalarm, El.Mo, Combivox e Risco ho chiesto sul gruppo “qual è il sistema più affidabile?”. La risposta unanime è stata: “Tutti ottimi prodotti.” Confermata anche da un installatore il quale ha aggiunto: “se si volesse puntare sui comandi domotici, direi Combivox.”
Iess
Iess è un’azienda made in Italy con 20 anni di esperienza.

Fornisce diversi Kit: KIT3404Q, KIT4401Q, KITSMARTHOME.
La vastità di sistemi permette di configurare e adattare il sistema alle esigenze del cliente.
Ad esempio, l’azienda fornisce un KIT3404Q costituito da:
- Centrale antintrusione F24 con 8 ingressi cablati, espandibile fino a 24 ingressi, Modulo 4G Linea Start;
- Sirena QUEEN;
- Sensore volumetrico SDT10 con portata operativa fino a 12 metri;
- Tastiera ESSENZA.
Recensioni Iess
Vediamo alcune opinioni:
Secondo Luca: “Sono molto seri. Li ho contattati in un paio di occasioni, sono un privato, e mi hanno risposto immediatamente trovandomi la soluzione.”
Silvestro: “Iess è un bel prodotto. Ho montato diversi sistemi Iess e funzionano bene. Ottima l’APP di gestione.” Sempre Silvestro sostiene che in confronto a Bticino non ha dubbi: “B-Ticino è ottima azienda per quanto riguarda la domotica, per gli allarmi, scegli Iess. Ad ognuno la sua specializzazione.”
Daniele ha da sempre Iess. Mentre per l'interfaccia della domotica utilizza BTicino: “Secondo me Iess è superiore.”
In risposta ad un utente che chiedeva un confronto tra Iess, Bentel e Hiltron, Marco sostiene: “Personalmente ho utilizzato tutti e 3 i marchi e penso che Iess sia il migliore. Ma conta parecchio l'installazione.”
Meritano una citazione Paradox, Avs, Risco, Urmet, Lince, Pess, Hesa e Ksenia. Ma non ho trovato molte recensioni.
Tra queste abbiamo Elisa che possiede un sistema Risco da diversi anni, allarme sia interno che perimetrale: “fa il suo dovere, nessun problema particolare.” Secondo Vittorio: “Salve a tutti, ho un sistema di allarme Risco Prosys installato circa 10 anni fa ed è sempre stato perfetto.” Su Risco ho trovato diverse critiche per quanto riguarda il pagamento del servizio cloud.
Mentre Inim ha poche ma buone recensioni. Ad esempio, Donato lo ritiene un prodotto con un'ottima qualità/prezzo. Secondo Moira: “Mai avuto problemi perfetto con Inim.”
Sistemi fai da te
Somfy Protect, Home Alarm Plus Integral
Ho scelto questo sistema poiché il prezzo è abbordabile e il prodotto lo potresti acquistare su Amazon, portale che permette di recensire i prodotti. Le recensioni sono circa un migliaio ed il sistema ottiene circa 4,5 stelle su 5. È inutile riscrivere le recensioni nel paragrafo. Se volessi leggerle direttamente ti sarà sufficiente copiare il nome del prodotto sulla barra di ricerca di Amazon.

Informazioni su questo articolo:
- sistema di sicurezza comprendente 1 sirena interna da 110 dB, 1 rilevatore di movimento interno, 3 rilevatori di apertura IntelliTAG, 2 badge di controllo remoto e 1 sistema di controllo Link;
- facilmente installabile e controllabile tramite l'APP Somfy Protect;
- in caso di interruzione della corrente rimane funzionante localmente per 6 ore;
- il badge del telecomando ha una funzione vivavoce e permette il riconoscimento automatico dell'utente;
- il sistema è scalabile e puoi aggiungere in qualsiasi momento altri dispositivi in base alle tue esigenze: rilevatori o badge aggiuntivi, telecamere di sorveglianza, rilevatori di fumo;
- compatibile con Google Assistant tramite IFTTT e TaHoma;
- prezzo 1.400 €.
Tabella comparativa
Per avere una visione d’insieme più chiara, ho sintetizzato le principali caratteristiche dei sistemi analizzati in una tabella comparativa.
L’obiettivo non è individuare un vincitore assoluto, ma mettere a confronto tipologie di impianto, modalità di installazione e punti di forza, così da facilitare una scelta consapevole.
Come vedrai, alcuni marchi si distinguono per soluzioni più strutturate e professionali, mentre altri puntano su semplicità di installazione e accessibilità. La differenza, ancora una volta, non sta solo nel prodotto, ma nella coerenza tra sistema scelto ed esigenze reali dell’abitazione.
| Marca | Tipologia |
|---|---|
| Verisure | Wireless |
| El.Mo | Cablate / Wireless / Ibride |
| Tecnoalarm | Cablate / Wireless / Ibride |
| Daitem | Wireless |
| Combivox | Cablate / Wireless |
| Iess | Wireless |
| Ajax | Wireless |
| Somfy Protect | Fai-da-te / Wireless |
| Marca | Punti di forza | Note |
|---|---|---|
| Verisure | Collegamento a Centrale Operativa 24 su 24, servizio di verifica audio e video delle intrusioni | Numero di recensioni positive notevole, canone mensile |
| El.Mo | Alta affidabilità, sensori avanzati, App cloud | Recensioni molto positive, ottima per installatori professionisti |
| Tecnoalarm | Affidabilità, App Evolution, assistenza professionale | Prezzo leggermente più alto, sistema operativo poco intuitivo |
| Daitem | Espandibile, gestione remota via App, trasmissione a doppia banda | Recensioni limitate online, prodotti di ottima fattura |
| Combivox | Gestione via App, centraline espandibili, garanzia fino a 7 anni | Recensioni molto positive, affidabile anche su sistemi domotici |
| Iess | Kit flessibili, App di gestione, esperienza ventennale | Ottime recensioni, consigliato da installatori esperti |
| Ajax | Semplice da installare, ottimo per fai-da-te | Soluzione più economica, ideale per appartamenti o piccoli spazi |
| Somfy Protect | Facile da installare, compatibile Google Assistant | Ideale per utenti non esperti, buona scalabilità |
Altre marche
Casasicura vende esclusivamente sul web da 14 anni. Il vantaggio principale di questa azienda è di produrre e commercializzare direttamente, saltando quindi distributori e rivenditori vari. Sotto questo punto di vista spiccano i sistemi antifurto Siqura nelle varie versioni, singola, doppia e tripla frequenza, con collegamento web e wifi, prevalentemente destinati ad una installazione fai da te. Vastissima gamma di sensori e dispositivi come anche prodotti per la videosorveglianza.
Diagral: kit di allarme a 716 euro, composti da 2 sensori, centralina, 2 contatti magnetici, un combinatore e un telecomando. Pregi: semplicità di installazione e costi ridotti. Difetti: non pervenuti sul web!
Nel gruppo c’è da inserire anche la marca Rokonet, che presenta in catalogo un kit Agility 3, composto da sensore PIR, centralina e telecamera incorporata nel sensore a circa 800 euro. Una possibilità per controllare via web in tempo reale tutti i movimenti dei nostri ambienti.
Inoltre, abbiamo Antifurto365 con i prodotti Sentinel, Defender e Ialarm, Verisure con il servizio di pronto intervento.
Beghelli, Bentel, Honeywell, Silentron completano la lista. Su Bentel ho trovato questa segnalazione da Tommaso: “alla larga, configurazioni complesse. Il software è pieno di bug.” Viceversa Laura si protegge con Bentel da 7 anni e si trova benissimo.
Quanto costa un impianto antifurto con videosorveglianza e allarme?
Data la vasta quantità di accessori e la possibile complessità dei progetti di sicurezza, non è semplice quantificare il costo di un allarme casa.
In ogni caso, valutando i componenti da installare e le marche selezionate, è possibile indicare i modelli per fasce di prezzo.
- economici: partono dai 200 euro per arrivare ai 600;
- mediamente posizionati: i costi sono attestati sui 600-1.200 euro;
- semiprofessionali: tra i 900 ed oltre i 2.500 euro.
Queste tre ipotesi di prezzo sono possibili senza tener conto delle possibili variazioni, dovute al totale degli ingressi che si possono collegare e alla tecnologia supportata, che sia filare o wireless. Il prezzo sale quando si tratta di sistemi a doppia frequenza o superiori.
A questi vanno aggiunti eventuali costi di manodopera dell’installatore, di norma sui 35 € all’ora, in base al livello della risorsa, a meno di non effettuarla da soli.
Kit di allarme casa: alcuni rivenditori propongono dei kit di allarme completi a costi che partono dai 300 euro, per arrivare intorno ai 700. Una buona soluzione per chi cerca un antifurto semplice ed economico, nel cui kit sono compresi sensore, sirena, contatti magnetici, centralina. L’installazione può essere effettuata con il fai-da-te, facile e intuitiva. I kit sono normalmente espandibili a piacere e questo consente di adattarli al proprio caso. Ci sono comunque anche kit fai da te più completi, i prezzi ovviamente salgono ma possono includere anche sensori per l’esterno ed opzioni avanzate.
Le telecamere di sorveglianza, e ancor di più le termocamere, possono far salire considerevolmente il prezzo: si consideri che ogni singola videocamera può avere un prezzo compreso tra i 50 ed i 200 €.
La comparazione tra diverse aziende e la richiesta di diversi preventivi permette spesso di trovare il miglior rapporto qualità – prezzo.
Controllare sempre se l’Iva è esclusa o inclusa.
Antifurto: bonus sicurezza
Premettiamo che l'installazione di un impianto antifurto ricade tra gli interventi di manutenzione ordinaria ai sensi dell'art. 6 del Testo Unico sull'Edilizia.
Questi interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo. Non occorre realizzare alcuna pratica edilizia o permesso.
L'antifurto, comunque, rientra tra le opere soggette al bonus sicurezza, anche noto come bonus ristrutturazioni.
Ma in cosa consistono queste detrazioni fiscali? Oggi l'Agenzia delle Entrate restituisce una percentuale della spesa in detrazioni dalle tasse Irpef che versi.
Qual è l'importo massimo detraibile?
L’importo massimo di spesa ammessa al beneficio delle detrazioni per ristrutturazione è di euro 96.000 IVA inclusa.
Su quali immobili può essere richiesto?
Il bonus sicurezza può essere richiesto per interventi su tutte le unità residenziali.
Quali spese sono detraibili?
Sono detraibili: impianti di videosorveglianza, impianti di antifurto, vetri antisfondamento, porte blindate, tapparelle motorizzate e meccaniche, installazione o sostituzione di cancelli, cancellate e protezioni murarie, opere murarie accessorie e spese professionali.
Quale IVA applicare al costo dell'impianto?
Se la fornitura dell'impianto fosse posta in essere nell'ambito del contratto di appalto, quindi l'impianto venisse acquistato dalla ditta installatrice, avresti diritto ad un'IVA al 10% e non al 22%.
L'impresa in questo caso acquisterà i prodotti dal fornitore con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10%.
Qualora stessi realizzando in contemporanea un intervento di restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, avresti diritto al 10% anche acquistando l'allarme in prima persona. Chiedi al tuo architetto, geometra o ingegnere che ti segue i lavori.
Bonus: come pagare?
I pagamenti dovranno avvenire attraverso bonifico parlante.
Molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverete questo servizio.
Comunque, la corretta dicitura della causale può essere: Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall'articolo 16-bis del Dpr 917/1986 – Pagamento fattura n. ___ del ___ a favore di ___ partita Iva ___.
L’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito che l’agevolazione fiscale è valida anche in caso di acquisto dei prodotti ed installazione fai da te. Basterà effettuare il pagamento come già indicato e consegnare la fattura del fornitore al proprio commercialista o CAF.
Quali sono gli elementi di un impianto antifurto?
Premetto che l’impianto antifurto deve essere progettato “su misura” e in base alle caratteristiche dell’abitazione. È necessario studiare attentamente la planimetria in base alla quale è possibile evidenziare i punti critici a rischio di effrazione: la dislocazione dei locali, il tipo di accessi alla casa e la presenza di terrazzi o balconi. Partendo da qui, occorre agire sugli elementi dell'impianto antifurto.

Un impianto antintrusione è sempre composto da tre elementi:
1) La centrale di allarme
È l’unità alla quale arrivano i segnali provenienti dai rilevatori e da cui vengono attivati i dispositivi d’allarme. Si tratta di un armadietto metallico, che contiene l’elettronica e la batteria di riserva.
Spesso è presente una tastiera mediante la quale, con un codice di sicurezza personale, si attiva o disattiva l’impianto di allarme. Può essere programmata e attivata tramite la digitazione numerica sulla tastiera, una chiave magnetica oppure via telefono per i modelli GSM.
Nei modelli più innovativi la gestione può avvenire anche tramite internet, con il proprio smartphone, grazie alle apposite APP. Si tratta di una soluzione estremamente efficiente, soprattutto se unita ad un sistema di videosorveglianza.
Il dispositivo di comando può essere dotato anche di un codice antirapina, utile quando il ladro costringe con la forza il proprietario di casa a disattivare l’antifurto: digitandolo, vengono inviati segnali di allarme silenziosi attraverso il combinatore telefonico.
2) I rilevatori
Sono quei dispositivi che permettono di rilevare la presenza di un intruso.
Alcuni rilevano il movimento dell'intruso, come i rivelatori a microonde e a ultrasuoni; altri rilevano il calore emanato dal corpo dell'intruso, come i rivelatori a infrarossi passivi; altri, detti puntuali, come i contatti magnetici, rilevano l'apertura non autorizzata di porte e finestre.
Recentemente, sono comparsi anche i rivelatori a doppia tecnologia: in una stessa unità sono presenti sensori sensibili a stimoli di natura diversa, microonde più infrarossi passivi oppure ultrasuoni più infrarossi passivi, che hanno il vantaggio di far diminuire l'incidenza dei falsi allarmi.
Inoltre, si possono inserire dei rivelatori di situazioni di rischio. Ad esempio, un rivelatore di perdite di gas o un rivelatore di allagamento, dotato di elettrovalvola di chiusura.
3) I dispositivi di allarme
Sono i dispositivi che segnalano l’intrusione o l’evento anomalo. Possono essere sirene interne, sirene esterne, combinatori telefonici, notifiche tramite APP, collegamenti a centrali operative o sistemi di videosorveglianza integrati.
FAQ Domande frequenti
Occorre un permesso al Comune per installare un antifurto?
Premettiamo che l'installazione di un impianto antifurto ricade tra gli interventi di manutenzione ordinaria, ai sensi dell'art. 6 del Testo Unico sull'Edilizia. Questi interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo. Non occorre realizzare alcuna pratica edilizia o permesso.
Occorre la dichiarazione di conformità dell'impianto?
A meno che non si tratti di un impianto totalmente senza fili, il professionista dopo aver installato l'allarme dovrà rilasciarti la dichiarazione di conformità dell'impianto.
Meglio un impianto a fili o wireless?
Dipende dal contesto. Il filare è più stabile e sicuro, ideale in fase di ristrutturazione o nuova costruzione. Il wireless è più semplice da installare, perfetto in case già abitate. Il misto, spesso, è la soluzione migliore, perché combina affidabilità e flessibilità.
Meglio perimetrale o volumetrico?
La soluzione migliore è integrarli. Il perimetrale intercetta il tentativo di intrusione prima dell’ingresso. Il volumetrico rileva il movimento all’interno. Un impianto completo dovrebbe prevedere entrambi.
Se devi scegliere un antifurto oggi, il consiglio è semplice: parti dal progetto, non dal prodotto.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
Assemblea condominiale 2026: Maggioranze e tabella quorum
Maggioranze necessarie per la validità dell'assemblea condominiale (quorum), in prima e in seconda convocazione, e per deliberare in merito a: nomina e revoca dell'amministratore, azioni legali e giudiziarie, risarcimenti danni, cause, ingiunzione di pagamento condomino moroso, impugnazione, manutenzioni straordinarie e ordinarie, approvazione delle tabelle millesimali.

Oggi è fondamentale conoscere le maggioranze necessarie per la validità e per deliberare nell'assemblea condominiale, in prima e in seconda convocazione.
In prima battuta bisogna accertarsi che siano presenti i "millesimi" e il numero di condomini necessari al solo fine di poter avviare l'assemblea. Qualora, una volta effettuato il conteggio, avessimo i "numeri" per rendere valida l'assemblea, potremmo procedere con le varie questioni all'ordine del giorno. Ogni questione a sua volta ha bisogno di maggioranze diverse in base alla sua natura.
Importante. L'assemblea non può deliberare, se tutti gli aventi diritto (proprietari, locatari etc.) non sono stati regolarmente convocati.
La legge ha previsto la possibilità di convocare due volte l'assemblea, assegnando maggioranza diverse nel caso di prima convocazione o di seconda convocazione.
Di solito (sempre) e per prassi la prima convocazione va deserta, in quanto sono richieste maggioranze più alte e difficili da raggiungere. Per questo focalizzeremo il nostro interesse solo sulla seconda convocazione.
Nel proseguo leggerai spesso la parola quorum e cioè il numero di condomini necessario affinché una votazione sia valida.
Indice
1Tabella riepilogativa delle maggioranze costitutive e deliberative
2 Maggioranza semplice: gestione ORDINARIA
Tabella riepilogativa delle maggioranze costitutive e deliberative.
A definire le maggioranze condominiali ci ha pensato l'art. 1136 del codice civile (c.c.). Vediamo una tabella riepilogativa:
| Delibere | Maggioranza |
|---|---|
| Manutenzioni ordinarie: es. pulizia scale, manutenzione annuale caldaia e ascensore, rottura tubazioni, sostituzione porte, serrature e cassetta delle lettere, manutenzione impianto videocitofono, verniciatura, portone, sostituzione infissi, etc. | ordinaria |
| Compenso amministratore. | |
| Ripartizione spese e rendiconto annuale | |
| Nomina, revoca e riconferma dell'amministratore o del revisore contabile | straordinaria |
| Liti attive e passive esorbitanti le attribuzioni dell'amministratore (azioni legali e giudiziarie, risarcimenti danni, cause, ingiunzione di pagamento al condomino moroso, impugnazione). | |
| Impianto di riscaldamento: trasformazione per contenimento energetico (L. n. 10/91), esempio valvole termostatiche. | |
| Manutenzione straordinaria: riparazioni di notevole entità (tinteggiatura facciate e scale, sostituzione caldaie e impianto termico, installazione ascensore, rifacimento lastrico solare, opere strutturali, sostituzione ringhiere, antenne satellitari, infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli, cavi fibra ottica, installazione di un impianto di videosorveglianza su parti condominiali) | |
| Ricostruzione dell'edificio perito per meno di 3/4. | |
| Regolamento condominiale: approvazione e modifiche. | |
| Redazione tabelle millesimali. | |
| Realizzazione di parcheggi sotterranei o al piano terreno. | |
| Scioglimento condominio: divisione in parti con caratteristiche di edifici autonomi (Att. c.c., art. 61) | |
| Abbattimento barriere architettoniche (rampe, ascensori o montascale) | |
| Richiesta di cessazione attività che incidono sulle destinazioni d'uso delle parti comuni | |
| Innovazioni: uso più comodo, miglioramento o maggior rendimento delle cose comuni | qualificata |
| Cambio di destinazione d'uso delle parti comuni. | |
| Portierato: soppressione, istituzione o modificazione del servizio | |
| Costituzione di ipoteca o altri diritti di garanzia | |
| Scioglimento condominio: modifiche allo stato attuale dell'edificio per rendere possibile la divisione in parti autonome (Att. c.c., art. 62, c. 2) | |
| Approvazione delle tabelle millesimali | unanimità |
| Costituzione di diritti reali su un immobile (es. servitù prediali) o transizioni di diritti | |
| Impianto di riscaldamento: rinuncia al servizio | |
| Innovazioni vietate dalla legge: gravose o voluttuarie | |
| Innovazioni: pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza; alterazione del decoro architettonico; inservibilità all'uso o al godimento di parti comuni | |
| Locazioni ultranovennali - affitto | |
| Regolamento contrattuale: modifiche comportanti variazioni nei diritti soggettivi sulle cose comuni o sul potere di disporre dei condomini sulle proprietà esclusive. | |
| Sopraelevazione: autorizzazione in caso di divieto. | |
| Vendita o cessione di beni comuni. | |
| Criteri di ripartizione delle spese in violazione della legge. | |
| Concessione in uso esclusivo di una parte comune. |
scarica la tabella riassuntiva in pdf
Maggioranza semplice: gestione ORDINARIA
Definiamo prima di tutto quali interventi ricadono nella gestione ordinaria del condominio: tutti quei lavori che bisogna eseguire periodicamente per evitare che un impianto o una componente dell’edificio si deteriori.

L'assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell'intero edificio e un terzo dei partecipati al condominio.
Semplificando, per poter iniziare l'assemblea, occorre che siano presenti più di 334 millesimi ed un 1/3 dei condomini. Se abbiamo questi numeri possiamo iniziare, altrimenti, l'assemblea deve essere rinviata.
Mentre, la deliberazione ordinaria è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.
Quindi, per la gestione ordinaria, la questione all'ordine del giorno, è approvata se la maggioranza è favorevole e rappresenta almeno 334 millesimi.
Facciamo un esempio. Condominio di 7 unità immobiliari. Cinque garage e due appartamenti. Sono presenti solo i 2 condomini proprietari degli appartamenti che possiedono però 700 millesimi. Essendo solo due "teste" su 7, non raggiungono il terzo dei condomini. Occorre rinviare l'assemblea. Viceversa, con un condomino in più si sarebbe potuto procedere.
Passiamo ad un altro caso. Sei condomini. Sono presenti 3 condomini che possiedono 300 millesimi (300 è inferiore a 333). Occorre rinviare l'assemblea. Qualora si presentassero, ad esempio 400 millesimi (più di 333 millesimi), allora si potrebbe procedere con la gestione ordinaria. In questo caso, per approvare le delibere ordinarie bastano 334 millesimi di 400.
Maggioranza assoluta: gestione STRAORDINARIA
Se sei capitato in questo paragrafo, per iniziare l'assemblea avrai bisogno dello stesso quorum dell'ordinaria. Mentre, per approvare la delibera in seconda convocazione necessiterai della maggioranza numerica degli intervenuti e 1/2 del valore dell'edificio.

Quindi, per approvare la delibera dovranno essere presenti almeno di 501 millesimi di 1000 e dovrà essere d'accordo la maggioranza in numero dei condomini intervenuti (ad esempio 3 condomini su 5 intervenuti).
Facciamo un esempio. Condominio di 7 unità immobiliari. Quattro garage e tre appartamenti. Sono presenti solo i 4 condomini proprietari dei garage che possiedono però 350 millesimi. Non avendo raggiunto i 500 millesimi occorre rinviare l'assemblea oppure occuparsi delle sole gestioni ordinarie.
Qualora si presentasse un quinto condominio, per un totale di 700 "millesimi" (più di 500 millesimi) allora si potrebbe procedere con la gestione straordinaria. In questo caso, per approvare le delibere bastano 501 millesimi di 700 e che siano d'accordo 3 condomini su 5 intervenuti.
Maggioranza qualificata
Anche in questo caso, per iniziare l'assemblea avrai bisogno dello stesso quorum dell'ordinaria.
Le questioni deliberate necessitano della maggioranza dei partecipanti + 2/3 del valore dell’edificio. Quindi, per essere approvate avrai bisogno di 667 millesimi su 1000 + la maggioranza in numero dei condomini intervenuti.

Facciamo un esempio. Condominio di 7 unità immobiliari. Quattro garage e tre appartamenti. Sono presenti solo i 4 condomini proprietari dei garage che possiedono però 600 millesimi. Non avendo raggiunto i 667 millesimi occorre rinviare l'assemblea oppure occuparsi delle sole gestioni ordinarie.
Qualora si presentasse un quinto condomino, per un totale di 700 "millesimi" (più di 667 millesimi) allora si potrebbe procedere con la gestione straordinaria. In questo caso, per approvare le delibere bastano 667 millesimi di 700 totali e e che siano d'accordo 3 condomini su 5 intervenuti.
Unanimità
Le questioni che necessitano della unanimità, per essere approvate, devono raggiungere i 1000 millesimi su 1000.

Non è necessario fare un esempio. Basta un condomino assente o contrario e non si potrà deliberare la questione.
Peso che possa esserti utile l'articolo sul calcolo dei millesimi condominiali.
A presto, Vincenzo.
Classifica dei migliori condizionatori 2026 - prezzi e opinioni
Guida completa sui migliori condizionatori. Approfondimento sui bonus e i parametri per effettuare la scelta: efficienza, costo, marca e potenza / monosplit, dual split e trial split. Opinioni.

"Antò fa caldo", diceva la moglie al marito "focoso" della pubblicità del tè. Se non vuoi ritrovarti in questa condizione, la soluzione migliore è un bel condizionatore nuovo di pacca.
Considera che è un ottimo momento, in quanto sono stati prorogati i bonus fiscali: risparmio energetico, bonus casa e conto termico per l’installazione dei condizionatori.
All'interno dell'articolo ci focalizzeremo sui condizionatori aria-aria.
Indice:
- Migliori modelli mono-split (per 1 stanza)
Classifica migliori Marche
Ho perso il conto di quanti condizionatori ho visto installare. Proprio per questo motivo, mi vorrei lanciare nello stilare una classifica di quelle che ritengo le migliori marche.
Direi che sulle prime tre posizioni nessuno abbia da ridire, le altre potrebbero essere influenzate dalla mia esperienza.

- Daikin: certezza. Da sempre avanti rispetto alla concorrenza, con prodotti molto efficienti e silenziosi. Ampissima gamma di prodotti. Ahimè, la pecca è il costo sia di acquisto che in caso di reperimento dei pezzi di ricambio. Ma se cerchi il top, Daikin o Mitsubishi Electric.
- Mitsubishi Electric: il vero competitor di Daikin. Addirittura, come vedrai dai confronti a seguire, spesso superiore, di poco, in efficienza e silenziosità. Garanzia di durata, fascia medio-alta. Mi piace un sacco!
- Fujitsu, o General, stessi prodotti con nome differente: ottima affidabilità, meno performante dei prodotti Daikin e Mitsubishi Electric, ma prezzi più abbordabili. Un ottimo compromesso.
- Panasonic e Toshiba: non conosco bene questi marchi, ma tutti me ne parlano bene. Guardando il catalogo non ho riscontrato un'ampia gamma di prodotti, ma a detta di chi li monta e li usa sono ben fatti. Diamo fiducia alle voci che circolano.
- Samsung: a mio parere, miglior rapporto qualità prezzo. Le performance si avvicinano ai primi della classe e i prezzi sono davvero competitivi. Ottime innovazioni.
- Viessmann: mi piace soprattutto perché offre un'ampia possibilità di connettere le pompe di calore ad altri sistemi dello stesso marchio, come fotovoltaico, solare termico e accumuli.
In generale, sono tante le case produttrici che hanno raggiunto ottimi risultati in termini di prestazioni, qualità e prezzo. Penso ad Haier, Hitachi, Hisense e tanti altri brand che iniziano con H... :)
Migliori modelli monosplit (per 1 stanza)
Qualora dovessi climatizzare una sola stanza, potresti valutare un mono-split, un sistema costituito da un'unità esterna e da un'unità interna detta, giustappunto, split.

Di seguito troverai una tabella dove ho confrontato i valori che potrebbero esserti utili al fine di scegliere il modello che fa per te. In particolare, per ogni modello, ti segnalerò: la potenza, le efficienze estive SEER e invernali SCOP, la rumorosità della macchina esterna e i prezzi che ho reperito online.
| Marca | kW | SEER | SCOP | Pot. son. dB | Prezzi fornit. € |
|---|---|---|---|---|---|
| Daikin Sarara Ururu FTXZ + RXZ |
2,5 | 9,54 | 5,9 | 59 | 1.900 |
| Daikin Sarara Ururu FTXZ + RXZ |
3,5 | 9 | 5,73 | 61 | 2.200 |
| Daikin Perfera FTXM-A |
2,5 | 9,47 | 5,2 | 59 | 1.000 |
| Daikin Perfera FTXM-A |
3,5 | 9,25 | 5,2 | 60 | 1.045 |
| Mitsubishi Electric MUZ- LN25VG2 |
2,5 | 10,5 | 5,2 | 58 | 1.100 |
| Mitsubishi Electric MUZ- LN35VG2 |
3,5 | 9,5 | 5,1 | 58 | 1.400 |
| Mitsubishi Electric MUZ- LN50VG2 |
5,0 | 8,5 | 4,6 | 60 | 1.600 |
| Samsung WindFree Elite AR 09TXCA |
2,5 | 8,8 | 5,1 | 56 | 780 |
| Samsung WindFree Elite AR 12TXCA |
3,5 | 8,5 | 5,1 | 58 | 880 |
| LG H09AP NSM |
2,5 | 9,4 | 5,2 | 60 | 600 |
| LG H12AP NSM |
3,5 | 9,1 | 5,1 | 60 | 800 |
| Fujitsu AOYG 09KG |
2,5 | 8,52 | 5,11 | 62 | 700 |
| Fujitsu AOYG 12KG |
3,5 | 8,51 | 5,1 | 66 | 900 |
| Hisense DJ25VE0 |
2,5 | 6,1 | 4 | 63 | 300 |
| Hisense DJ35VE0 |
3,5 | 6,1 | 4 | 63 | 350 |
Come ti accennavo nel paragrafo precedente, il modello Mitsubishi Electric è il più efficiente in estate, mentre il Daikin rende più di tutti sul riscaldamento. Il modello Samsung spicca per la silenziosità, mentre il modello LG per l'ottimo rapporto qualità prezzo. Per approfondire, ti consiglio l'articolo sui migliori modelli monosplit.
Migliori modelli dual-split
Come per i mono-split, confrontiamo i dual split:
| Marca | kW | SEER | SCOP | Pot. son. dB | Prezzi fornit. € |
|---|---|---|---|---|---|
| Daikin 2MXM40M (2 + 2,5) |
4,2 | 8,67 | 4,6 | 60 | 1.800 |
| Daikin 2MXM50M (2 + 2,5) |
5 | 8,5 | 4,6 | 62 | 2.000 |
| Mitsubishi Electric MXZ 2F42VF4 |
4,2 | 8,69 | 4,6 | 59 | 1.600 |
| Mitsubishi Electric MXZ 2F53VF4 |
5,3 | 8,63 | 4,6 | 60 | 1.800 |
| Mitsubishi Electric MXZ 3F54VF4 |
5,4 | 8,52 | 4,6 | 60 | 1.900 |
| Samsung AJ040 TXJ2KG /EU |
4,2 | 8,54 | 4,6 | 60 | 1.100 |
| Samsung AJ050 TXJ2KG |
5,6 | 8,54 | 4,6 | 61 | 1.300 |
| LG MU2R15 | 4,7 | 8,5 | 4,2 | 61 | 1.100 |
| LG MU2R17 | 5,28 | 7,8 | 4,2 | 63 | 1.200 |
| Fujitsu AOYG14 LAC2 | 4 | 6,5 | 4 | 63 | 1.500 |
| Fujitsu AOYG18 LAC2 | 5 | 6,5 | 4 | 64 | 1.600 |
| Hisense 2AMW 42U4 RRA | 4,2 | 6,61 | 4,1 | 62 | 900 |
| Hisense 2AMW 50U4 RXA | 5 | 7,21 | 4,1 | 64 | 1.000 |
Anche in questo caso Daikin e Mitsubishi Electric si confermano tra i migliori. Samsung garantisce un ottimo rapporto qualità prezzo. Per approfondire, ti consiglio l'articolo sui migliori modelli dual split.

Vediamo come valutare la potenza in prima battuta:
Come scegliere la potenza del climatizzatore e cosa significa BTU?
Fortunatamente, determinare la potenza necessaria per il tuo climatizzatore non è nulla di impossibile.
È possibile scegliere i BTU del climatizzatore in base alla superficie da raffrescare. Vedi tabella di seguito:
| Superficie in mq | kW di potenza | BTU di potenza |
|---|---|---|
| fino a 13 | 2,0 | 7.000 |
| da 13 a 20 | 2,5 | 9.000 |
| da 21 a 30 | 3,5 | 12.000 |
| da 31 a 45 | 4,2 | 15.000 |
| da 45 a 60 | 5,0 | 18.000 |
| da 60 a 80 | 6,0 | 21.000 |
| da 80 a 100 | 7,1 | 24.500 |
| da 100 a 130 | 10,0 | 35.000 |
Si tratta di un calcolo valido, ma in prima approssimazione. In realtà, dovremmo tener conto anche di altri fattori importanti come l'altezza della stanza, l’esposizione solare del locale da raffreddare, la stratigrafia delle pareti ecc. Per un calcolo preciso, avrai bisogno del termotecnico.
Altro fattore essenziale nella scelta è l'efficienza delle macchine, che ti farà risparmiare sui consumi in bolletta:
Quale efficienza / rendimento dei condizionatori scegliere?
Un indice molto importante nella scelta del climatizzatore è il SEER: coefficiente di prestazione medio stagionale. Ma che cos'è? Non è altro che il rapporto tra energia prodotta dal condizionatore per raffrescare e l'energia assorbita dall'impianto elettrico. In pratica, indica quanto consuma.
Più è alto questo valore, più alto sarà il risparmio in bolletta.
Per agevolare la comprensione, i produttori sono obbligati a riportare sulle macchine l'etichetta energetica. Su questa etichetta troverai una scala alfabetica, dove con A+++ si indica l'elettrodomestico più efficiente, mentre con G quello che consuma di più.

Su ogni condizionatore viene segnalata la relativa classe energetica e il consumo annuo.
I modelli in classe A++ e A+++ assicurano un risparmio rispettivamente del 20% e del 40% in più rispetto alla classe A.
Nel caso di pompa di calore, esiste anche il coefficiente di prestazione per il riscaldamento, chiamato SCOP. Se utilizzerai la macchina anche per riscaldare d'inverno, controlla anche questo indice.
Quale regolazione della temperatura scegliere: on/off o inverter?
On/off o inverter sono i due sistemi che i condizionatori o climatizzatori usano per modulare la potenza e mantenere costante la temperatura all'interno del locale dove sono installati.
Vediamo come funziona la tecnologia on-off: il climatizzatore, appena acceso, va subito alla massima potenza e vi resta fino a quando nel locale si è raggiunta la temperatura desiderata. A quel punto si ferma completamente, per poi ripartire alla massima potenza quando la temperatura è cambiata di alcuni gradi centigradi rispetto a quella impostata.
Invece, i climatizzatori con inverter hanno una tecnologia detta modulante. Il climatizzatore parte alla massima potenza, per poi diminuirla quando ha raggiunto un valore di temperatura prossimo a quello fissato. Da quel momento in poi, il climatizzatore impiega solo la minima potenza necessaria a mantenere costante la temperatura, senza fermarsi.
Per risparmiare, ti suggerisco un condizionatore modulante, ormai presente nella gran parte dei climatizzatori in commercio.
Altri fattori da valutare
Altri fattori da prendere in considerazione nella scelta del climatizzatore, non di minor importanza, sono:
- silenziosità - rumorosità: il rumore viene misurato in decibel dB. Oggi, gli split interni producono un rumore intorno ai 40 dB in condizioni standard. Per avere un termine di paragone, una normale conversazione tra due persone è intorno ai 50 dB, un bisbiglio 40 dB. Per approfondire ti consiglio l'articolo sui condizionatori più silenziosi;
- presenza di filtri per purificare l’aria: filtri anti-odore, anti-polline e antibatterici;
- funzione deumidificazione, per ridurre l’umidità dall’aria mantenendo temperature costanti;
- Wi-Fi integrato;
- sensore di movimento.
Vediamo ora i prezzi di mercato:
Qual è prezzo di un condizionatore o climatizzatore?
Il costo dei climatizzatori fissi varia naturalmente tra un minimo e un massimo in base alla marca e alle caratteristiche. In particolare, i parametri che influenzeranno maggiormente il prezzo sono il rendimento, il brand e la potenza.
| Marca | N° di split | Da | A | Montaggio |
|---|---|---|---|---|
| Alta | Mono | 600 € | 1.200 € | 500 + IVA |
| Economica | Mono | 300 € | 800 € | 500 + IVA |
| Alta | Dual | 1.000 € | 2.000 € | 700 + IVA |
| Economica | Dual | 800 € | 1.400 € | 700 + IVA |
| Alta | Trial | 1.500 € | 3.000 € | 900 + IVA |
| Economica | Trial | 1.300 € | 1.800 € | 900 + IVA |
Ad esempio, per i dual split, il prezzo medio passa dai 2.000 € dei modelli in fascia alta ai circa 800 € delle marche note ma economiche. Se ti è sufficiente un mono-split, risparmierai qualche centinaio di euro.
E per quanto riguarda la manodopera? L'installazione di un condizionatore dual, composto da un'unità esterna e due split interni, costa sui 700 € IVA esclusa. Per i mono, circa 500 €.
Potresti acquistare tu direttamente il condizionatore, magari da un sito web affidabile come Amazon, eBay ecc. Potresti risparmiare anche la metà rispetto all'acquisto diretto dall'installatore.
Per l'installatore, l'acquisto è un costo che giustamente ti addebiterà. Mi raccomando, non parlare di questo articolo al tuo installatore! In caso di malfunzionamenti, sarà difficoltoso trovare il colpevole.
Bonus disponibili
Per risparmiare ulteriormente, ti consiglio di sfruttare:
- il bonus ristrutturazioni;
- l'ecobonus;
- il conto termico.
All'interno di questo articolo confronto i vari bonus.
Climatizzatore, condizionatore e pompa di calore. Quali sono le differenze?
Spesso queste tre macchine vengono confuse. Ma quali sono le differenze?
I climatizzatori, oltre a raffrescare l'ambiente, deumidificano l’aria. Si tratta di una funzione utilissima, in quanto la sensazione di disagio che proviamo in una calda giornata estiva è spesso dovuta all'elevato tasso di umidità.
Invece, i condizionatori si limitano a raffrescare, senza deumidificare. Ancora se ne trovano in commercio, ma sono sempre più rari.
Infine, le pompe di calore sono degli apparecchi che svolgono una doppia funzione: raffrescano l'aria in estate e, invertendo il ciclo di funzionamento, riscaldano gli ambienti in inverno.
Ad oggi, quasi tutte le macchine in vendita sono delle pompe di calore con il deumidificatore.
Questi dispositivi sono costituiti da una unità esterna e da una o più unità interne dette split. I sistemi con un'unica unità interna sono detti monosplit, con due unità dual split, con tre unità trial split e così via, multisplit.
Consigli sull'installazione
Sui cantieri noto spesso degli errori. Per evitarli, potrebbero esserti utili alcuni consigli sull'installazione:
- installa lo split nella parte alta della parete. L’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire;
- evita di posizionare il condizionatore dietro divani o tende, poiché costituiscono una barriera al ricircolo dell’aria;
- evita di direzionare il flusso verso gli spazi della stanza più frequentati: tavoli, cucina, letti, scrivanie. In alternativa, acquista prodotti dotati di sensore di movimento;
- assicurati che l’unità esterna non sia colpita dai raggi solari e che non sia esposta troppo alle intemperie.
Ricorda che ogni stanza deve essere climatizzata dal suo split.
Non è corretto installare un condizionatore potente nel corridoio nella speranza che rinfreschi tutte le camere. L’unico risultato sarà quello di prenderti un colpo di freddo ogni qualvolta passerai da una stanza all'altra e il corridoio sarà l’unico locale a essere raffrescato.
Spero di averti riportato le questioni essenziali e che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
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