Migliori aziende installatrici di pannelli fotovoltaici
Quali sono le migliori aziende o ditte che installano impianti fotovoltaici? Installatori pannelli REC, SunPower, LONGi e Trina: aziende affidabili suddivise per regione.

Scegliere una buona azienda installatrice è spesso più importante della marca dei pannelli.
Un impianto fotovoltaico, anche con moduli di alta qualità come REC Group, SunPower o LONGi Solar, può rendere molto meno se progettato o installato male.
Infatti, gran parte del successo di un impianto fotovoltaico dipende da:
- qualità del prodotto;
- progettazione;
- corretta installazione.
In questa guida vedremo quali sono le aziende installatrici più affidabili in Italia, suddivise per brand e territorio, e come scegliere quella giusta per il tuo caso.
Consigli sulla scelta: come riconoscere una buona azienda installatrice
Nella scelta dell'impresa installatrice ti consiglio di affidarti in primis ai feedback del tuo progettista, ma anche alle recensioni del web, come Google, Trustpilot e portali specializzati.
Inoltre, verifica sempre:
- esperienza documentata su impianti simili al tuo, residenziali, commerciali o industriali;
- presenza di un tecnico interno, non solo di una figura commerciale;
- utilizzo di materiali certificati e tracciabili;
- disponibilità a fornire schemi e progetto preliminare;
- assistenza post-vendita reale, non solo sulla carta;
- recensioni verificate e, quando possibile, impianti visitabili.
Un'altra possibilità è scegliere le imprese autorizzate dei migliori marchi, che vantano una rete di partner qualificati in tutta Italia.
Vediamo gli installatori per brand. Le aziende indicate sono esempi di operatori presenti sul territorio che lavorano con i marchi citati. È sempre consigliata una verifica diretta di referenze e lavori eseguiti.
Migliori aziende installatrici di pannelli SunPower Maxeon
SunPower opera in Italia tramite una rete di installatori qualificati e partner certificati distribuiti sul territorio.
Vediamo alcune realtà suddivise per principali aree e province.
Lombardia
- Elettrica Rogeno, operativa in diverse province del Nord Italia e con esperienza su impianti residenziali e industriali.
- Elmec Solar, attiva soprattutto su impianti aziendali e soluzioni integrate per l’autoconsumo.
- DMT Solar, con interventi su impianti fotovoltaici di media e grande taglia.
Piemonte
- IM-EL Osasio, realtà consolidata nel torinese con esperienza su impianti residenziali e commerciali.
- All Energy & Architecture, attiva su più regioni del Nord Italia con soluzioni chiavi in mano.
Veneto
- Veneco, specializzata in impianti fotovoltaici residenziali e commerciali con soluzioni integrate.
- All Energy & Architecture, presente anche nel Nord-Est con installazioni su più province.
Emilia-Romagna
- All Energy & Architecture, con presenza consolidata e interventi su impianti di diversa scala.
- T-Green, attiva su soluzioni fotovoltaiche per privati e aziende.
Lazio
- STAES, operativa su impianti residenziali e piccoli impianti commerciali.
- Sogea Impianti, con esperienza nel settore impiantistico e fotovoltaico.
- DMT Solar, presente anche nel Centro Italia con interventi su impianti strutturati.
Toscana
- B.F. Servizi di Lorenzo Messeri, attiva su impianti residenziali e interventi su edifici esistenti.
- CTG Società Cooperativa Consortile, con esperienza su impianti collettivi e soluzioni integrate.
Campania
- DMT Solar, operativa anche nel Sud Italia con installazioni su impianti di media dimensione.
Sicilia
- Tecnologie Solari Sicilia, attiva su impianti residenziali e agricoli con soluzioni personalizzate.
Centro Italia
- ICARO Srl, operativa su impianti fotovoltaici per utenze domestiche e aziendali.
Migliori aziende installatrici di pannelli solari REC
REC Group è riconosciuto per la produzione di pannelli solari di alta qualità. La serie di pannelli fotovoltaici REC Alpha Pure-R combina tecnologie all'avanguardia per offrire una maggiore densità di potenza e un design esteticamente gradevole. Questi pannelli sono privi di piombo, riducono l'impatto ambientale e raggiungono una potenza fino a 430 Wp con un'efficienza massima del 22,3%.

Un altro prodotto di rilievo è il REC TwinPeak 4 Black Series 370, un modulo monocristallino da 370 W. Grazie al design “twin”, questi pannelli possono generare elettricità anche in condizioni di parziale ombreggiamento, garantendo una resa energetica ottimale nel tempo.
Emilia-Romagna
- Enernova Impianti, Via dei Braccianti, 26, 48018 Granarolo RA.
- AltroStile, Via Ariosto, 6/B, Reggio Emilia.
Lazio
- Sogea Impianti, Via delle Mimose, 10A, 00013 Fonte Nuova Roma.
Lombardia
- Impianti Elettrici della Bosca, Via Como, 22, 22070 Appiano Gentile Como.
- Solarfast Srl, Via Roggia Guidana, 4, 24126 Bergamo.
- EL-ID, Via Leone Tolstoy 20, 20090 Trezzano sul Naviglio, MI.
- Civardi Gabriele, Via Case Sparse, 3, 26040 Gerre de' Caprioli Cremona.
- ABClog S.r.l., Vicolo Colombo, 6, 23017 Morbegno Sondrio.
Sicilia
- Zero CO2 Srl, Via Nigra 67, PA.
Toscana
- Morellato Energia SAS, via Puccini 2, 56010 Ghezzano, Pisa.
- GECo S.r.l., Via Lauretana, 957B, 52044 Cortona AR.
Trentino-Alto Adige
- Belsol Energia, Maso Rosta, 1, 38049 Altopiano della Vigolana, Trento.
Piemonte
- Pro E.T.I.C.A. Solutions, Viale Don Alfredo Bianco, 17, 14100 Asti.
- AlbaSolar S.r.l., Corso Barolo, 17, 12051 Alba CN.
Veneto
- Eca Technology Srl, Via dell'Industria, 51, 36040 Grisignano di Zocco VI.
- Bon Service Srl, Via Padre Maccà, 17, 36030 Sarcedo VI.
- Sekon, Via Lussemburgo 9, Verona VR.
Migliori aziende installatrici di pannelli Viessmann
Viessmann propone una gamma di impianti fotovoltaici completi, noti per l'elevata efficienza e affidabilità. Uno dei prodotti di punta è il Vitovolt 300 M-AM, un modulo monocristallino con tecnologia N-type Half-Cut. Questo pannello offre un'efficienza fino al 22,3% e una garanzia sul prodotto di 15 anni. È progettato per resistere a condizioni ambientali avverse, come nebbia salina e atmosfere contenenti ammoniaca, grazie alle certificazioni IEC 61701 e IEC 62716.
Un'altra opzione è il Vitovolt 300 M-WM, che utilizza celle con tecnologia PERC Shingled. Questo modulo raggiunge un'efficienza fino al 21,7% e offre una garanzia sul prodotto di 15 anni. La tecnologia Shingled riduce il rischio di microfratture, aumentando la durabilità del pannello.
Abruzzo
- Bottino Srl, Giuseppe Cacchi 3, 67100 L'Aquila AQ.
- Achille Passeri e Figlio Srl, Via Marino Carboni 3, 66100 Chieti CH.
Basilicata
- Montemurro Srls, Via Dante Alighieri 11, 75100 Matera MT.
Calabria
- Mascaro Fabio, Via G. Bruno snc, 88040 Serrastretta CZ.
Campania
- COEN S.R.L., Via Giuseppe Verdi 21, 80035 Nola NA.
Emilia-Romagna
- Energysaving Srl, Via XXIV Maggio 1, 43036 Fidenza Parma.
- IL TETTO SRL, Via Giovanni Foschini 1, 48022 Lugo RA.
Lazio
- Crf Termoidraulica Di Rossi Cristia, Via Accorciatoia Colletraiano 12, 03011 Alatri Frosinone.
Liguria
- Salmaso Stefano, Piazzale Mameli 10/11, 16036 Recco Genova.
Lombardia
- Marchese Giancarlo, Via Monte Rosa 8, 22029 Uggiate Trevano Como.
- NUCLEUS S.R.L., Via Gasparotto 6, 21046 Malnate Varese.
- Idrotecnica di Garbelli Andrea, Via Brescia 155/Q, 25075 Nave Brescia.
Marche
- Marchetti Impianti Srl, Strada Statale 16 KM 311.700 28 h, 60027 Osimo AN.
Sardegna
- ZETA DISTRIBUTION S.R.L., Viale Bonaria 28, 09125 Cagliari CA.
Sicilia
- Domustec Energia Srl, Strada Panoramica Monte Cantin 1195, 94100 Enna EN.
Toscana
- B.F. Servizi di Lorenzo Messeri Srl Unipersonale, Via del Guarlone 49, 50135 Firenze FI.
- CTG Società Cooperativa Consortile, Via Rimini 7, 59100 Prato PO.
Trentino-Alto Adige
- Sun Tech Group Srl, Via Albert Nobel 18G, 39055 Laives Bolzano.
Piemonte
- Termoidraulica Da.Ma. di Crociara Davide & Marco Snc, Via Tirreno 27, 10134 Torino TO.
Puglia
- IMECO S.R.L., Viale Maestri del Lavoro 4, 70132 Bari BA.
Umbria
- NEXT POWER SRL, Strada delle Fratte 3/b, 06132 Perugia PG.
Veneto
- Orteschi Group Srl, Via Udine 18, 35035 Mestrino PD.
Migliori aziende installatrici di pannelli LONGi / Trina in Italia
Nel Nord Italia si distinguono:
- Nucleus Srl, Malnate, attiva soprattutto su impianti industriali con moduli Trina Solar e LONGi;
- Idrotecnica di Garbelli Andrea, Nave, orientata al residenziale con frequente utilizzo di LONGi;
- Sun Tech Group Srl, Laives, molto presente su impianti di media e grande taglia con moduli Trina.
In Toscana, realtà che lavorano con forniture multi-brand e utilizzano frequentemente moduli LONGi e Trina tramite distributori sono:
- B.F. Servizi di Lorenzo Messeri Srl, Firenze;
- CTG Società Cooperativa Consortile, Prato.
Tra Emilia e Nord-Est operano:
- Energysaving Srl, Fidenza, che utilizza spesso Trina su impianti commerciali;
- Orteschi Group Srl, Mestrino, che lavora con entrambi i marchi, con prevalenza Trina.
Nel Sud Italia sono attivi:
- IMECO Srl, Bari, che utilizza LONGi soprattutto su grandi superfici;
- COEN Srl, Nola, con forniture miste e frequente impiego di Trina;
- Domustec Energia Srl, Enna, che utilizza LONGi sia su residenziale sia su impianti agricoli.
Penso possa esserti utile anche l'articolo sui prezzi degli impianti fotovoltaici.
A presto, Vincenzo.
Confronto top cucina: laminato, HPL, Quarzo, Gres e ceramici
Test sulle caratteristiche e le resistenze dei materiali più utilizzati nei top della cucina: laminato, HPL, quarzo e il piano ceramico in gres porcellanato.
All'interno dell'articolo vedremo le caratteristiche e le resistenze dei materiali più utilizzati nei piani cucina (top). In particolare tratteremo il laminato, il laminato HPL, il quarzo e infine il più costoso piano ceramico in gres porcellanato.
Negli altri articoli del web, vengono riportate le caratteristiche dei vari materiali ma nessuno che avesse effettuato dei test. Proprio per questo motivo, vedremo i risultati dei test di resistenza che ho eseguito cercando di confrontare buoni prodotti in quanto, ovviamente, anche sullo stesso materiale, ad esempio sul quarzo, esistono articoli migliori e articoli più scadenti.
In barba ad ogni previsione, ci saranno delle sorprese.

Il primo test eseguito riguarda le alte temperature, poi ho testato la resistenza agli acidi e ai graffi e infine, e qui ci sono rimasto male, vedremo la resistenza agli urti.
Top in Laminato (fibra di legno "rivestita" in laminato)
Il "rivestito" in laminato è sicuramente il più economico tra i materiali messi a confronto in quanto costituito da particelle di legno e resine rivestite con un foglio in laminato HPL. Si può classificare in laminato a bordo ABS (squadrato) o postformato (stondato);

Tra gli aspetti positivi, oltre al costo inferiore rispetto agli altri materiali, il laminato permette di emulare qualsiasi materiale presente in natura (effetto pietra, effetto legno, effetto cemento, effetto marmo ecc.) e di scegliere le tonalità di colore desiderate.

Inoltre, garantisce un'ottima resistenza alle alte temperature (o meglio alle temperature di solito raggiunte in cucina), agli acidi (caffè, pomodoro e limone) e agli agenti chimici.
Di contro, il laminato è deboluccio per quanto riguarda i graffi e gli urti. Ovviamente mi riferisco a graffi e urti di una certa rilevanza. All'interno del video, per poter scalfire il materiale ho dovuto far cadere un cacciavite dall'alto e, nel test sulla resistenza ai graffi, ho dovuto affondare la lama!
Ne segue che, in caso di graffio verrebbe meno, nella zona lesionata, l'impermeabilizzazione. L'infiltrazione dei liquidi nello strato in legno potrebbe provocare dei rigonfimenti!
Top in Laminato HPL
Passiamo ai piani in HPL laminato costituiti da strati in fibre attaccati ad alta pressione e impregnati con resine.

Anche in questo caso, si può ottenere qualsiasi colorazione e simulare qualsiasi effetto naturale. Il costo è superiore rispetto alla fibra di legno rivestita in laminato, ma questa tecnica permette di ridurre lo spessore del piano.
Ottima resistenza agli acidi e agli agenti chimici e risposta ai graffi e gli urti migliore rispetto al rivestito in laminato. Più che altro, a differenza del rivestito in laminato, qualora si dovesse graffiare, l'eventuale infiltrazione di acqua non provocherebbe rigonfiamenti.

Per quanto riguarda la resistenza alle alte temperature, anche in questo caso, ma in generale su nessun materiale dei materiali citati, ho notato segni o addirittura deformazioni appoggiando delle pentole bollenti. Difatti, tutti i materiali scelti, da scheda tecnica devono raggiungere temperature molto più elevate per lesionarsi.
Top in Quarzo
I piani in quarzo sono costituiti giustappunto da pezzi di quarzo mischiati e tenuti insieme con resine. Minore è il quantitativo di resina, maggiore sarà la qualità del piano cucina.
Sono i più diffusi in commercio, vista l'estetica eccezionale e il costo ridotto rispetto al gres. Ma attenzione a tagliarci sopra con patos.

Due ottimi produttori di top in quarzo sono Silestone e Okite. Ovviamente, costano di più rispetto agli altri brands. Ma a prescindere, il quarzo ha un prezzo superiore rispetto ai laminati.
Questi piani dovrebbero soffrire le alte temperature, infatti è sconsigliato poggiarci sopra una pentola bollente senza sottopentola.
Tuttavia, le temperature raggiunte dalle pentole riscaldate dai fornelli non scalfiscono questo materiale. A conferma di ciò, il test che ho eseguito non ha provocato lesioni crepe o variazioni cromatiche sul provino.
Per quanto riguarda la resistenza agli acidi, questo materiale dovrebbe soffrirne.
Nel test, per valutare ciò, ho versato sui provini del caffè, del pomodoro e del limone e ho fatto stagnare i liquidi per 24 ore.
Passate le 24 ore, su nessun materiale, compreso il quarzo, si sono creati aloni o cose del genere. Ma attenzione, magari su prodotti più economici potrebbero comparire degli aloni.
Per quanto riguarda il test sui graffi, un disastro, il quarzo si è rovinato, ma comunque affondando con vigore la lama! Con un taglio accidentale e leggero, il materiale reagisce bene! Nel caso degli urti, il rischio che il quarzo si scheggi è alto.

Top in Ceramica - Gres porcellanato
Saliamo ulteriormente di livello e passiamo ai piani lavoro in gres porcellanato e i ceramici il cui costo è superiore di circa un 30% rispetto al quarzo. Ma si tratta di soldi spesi bene, il gres è il re dei piani, del sogno proibito di ogni cuoco! Come per il laminato, è possibile emulare qualsiasi materiale e colorazione con risultati superlativi!

Due buoni produttori sono Dekton e Laminam.
Teoricamente, i materiali ceramici possono essere maltrattati in tutti i modi possibili e immaginabili, in quanto dovrebbero resiste alle alte temperature, ai graffi, agli acidi e così via.
E in effetti è così. L'unico test non superato è stato l'urto. Ho fatto cadere un cacciavite a stella da un’altezza di 60 centimetri sui poveri provini e in effetti si sono scheggiati, ma il danno è minimo se pensiamo alla portata del test.
Riepilogo test
Per semplificarti vorrei riportarti un riepilogo dei risultati del test che ho eseguito sui vari provini. Ricorda che il test è stato eseguito su prodotti di buona qualità!

Prima di salutarti, ti consiglio di basarti per lo più su quanto scritto nelle schede tecniche per valutare la resistenza del piano che sceglierai.
E tu che esperienze hai? Scrivimi una mail così che io possa riportare la tua testimonianza nell'articolo.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Costo cartongesso al metro quadro 2026
Quanto costa il cartongesso al metro quadro? Prezzi aggiornati per pareti (semplici, isolate, anti-umido), controsoffitti e manufatti su misura.

Ormai sono anni che seguiamo le ristrutturazioni e non c'è niente di più variabile del costo di un manufatto in cartongesso.
Difatti, il costo del cartongesso al metro quadro può essere preso in considerazione qualora realizzassi intere pareti o interi soffitti.
Mentre, se chiedessi ad un cartongessista di realizzare una veletta per nascondere dei tubi, oppure un controsoffitto per posizionare i led o i faretti da incasso, o ancora peggio di crearti una libreria, scopriresti che del prezzo al metro quadro te ne faresti ben poco. In questi casi, il costo verrebbe valutato in base delle ore che il cartongessista impiegherebbe a realizzare il manufatto.
Ma vediamo i prezzi.
Quanto costa la sola fornitura delle lastre di cartongesso?
Se volessi lanciarti nel fai da te, potresti recarti nei grandi centri di bricolage e acquistare dei pannelli in cartongesso.
Diciamo che:
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- un metro quadro di cartongesso semplice potresti pagarlo tra i 4 e 7 € al metro quadro;
- un metro quadro di cartongesso anti-umido potresti pagarlo tra i 7 e 10 € al metro quadro;
- un metro quadro di cartongesso accoppiato ad un isolamento termico plastico potresti pagarlo tra i 30 e 60 € al metro quadro;
- un metro quadro di cartongesso accoppiato con isolamento termico / acustico plastico potresti pagarlo tra i 30 e 60 € al metro quadro;
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A queste spese dovrai aggiungere i costi relativi alle viti e ai telai / montanti.
Quanto costa realizzare una parete in cartongesso?
Partiamo da presupposto che la spesa per realizzare pochi metri quadri di parete non viene contabilizzata con un valore al metro quadro, ma bensì a corpo. Inoltre, il costo unitario di una parete in cartongesso semplice o anti-umido (usate in bagno e in luoghi umidi) è pressoché simile.

Ti direi che, in base all'estensione della parete, il prezzo al metro quadro per una parete in cartongesso oscilla tra i 60 € e gli 85 € (doppia lastra).
I prezzi aumentano qualora si dovessero rispettare i requisiti CAM.
Quanto costa realizzare una parete in cartongesso compresa di isolante acustico e termico?
In questo caso, il cartongessista ha due possibilità:
- acquista un pannello accoppiato cartongesso / isolante;
- satura lo spazio tra i pannelli in cartongesso con della lana di roccia o di vetro.
La seconda opzione è la più diffusa, in quanto il trasporto e la posa del materiale sono più agevoli. Un costo medio per tale lavorazione è compreso tra i 95 e 120 €/mq.

Costo parete in cartongesso ignifuga
Ignifugo: parete con due lastre di cartongesso ignifughe su entrambi i lati della parete per renderla REI 120 (fino ad altezza massima ml. 3,00)con montanti profilo 50 mm. e guide profilo a U 50 mm., spessore totale parete 100 mm. 150 €/mq
Quanto costa realizzare un controsoffitto in cartongesso?
Il prezzo di un controsoffitto in cartongesso ha richiesto un approfondimento ad hoc. Scopri di più, leggendo l'articolo specifico.
Quanto costa un manufatto in cartongesso?
Sappi che, se volessi un manufatto in cartongesso differente da un muro o da un controsoffitto, ti stupiresti della richiesta economica del cartongessista.
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- Velette di pochi metri lineari raggiungo tranquillamente le 500 €.
- Armadi o librerie possono costare tra i 3.000 e i 10.000 €.
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Non è possibile fornirti delle indicazioni in merito. Unico consiglio: scegli un cartongessista capace e non basarti sul prezzo. Piuttosto rimanda l'intervento, potresti spendere per ritrovarti con opere inguardabili!
Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.
Rapporto aeroilluminante 2026: cos'è e come si calcola? norme
Scopri come calcolare il rapporto aeroilluminante RAI, qual e il valore minimo richiesto per legge (1/8) e cosa dice il DM 5 luglio 1975. Esempi pratici e tabelle di riferimento.

Garantire un corretto apporto di illuminazione e ventilazione ai vari ambienti degli edifici è fondamentale sia per questioni di salubrità ma anche per il benessere degli occupanti.
Proprio per questo motivo, la normativa impone ai diversi ambienti di un edificio un quantitativo minimo di superficie vetrata che riesca a coprire un minimo rapporto aeroilluminante. Vediamo di cosa si tratta.
Indice
Cos'è il rapporto aeroilluminanto RAI?
Rapporto aeroilluminante minimo
Calcolo della superficie finestrata apribile
Calcolo della superficie pavimentata
Quando è obbligatorio rispettare i rapporti RAI?
Cosa è il rapporto aeroilluminanti RAI? Formula
Come ti accennavo, le norma per garantire il giusto apporto di luce e aria ai vari ambienti ha introdotto il rapporto aeroilluminante è dato dalla formula:
R.A.I = superficie finestrata apribile Sf / superficie pavimentata Sp
Come vedremo la norma impone un valore minimo a questo indice. Quindi, qualora una stanza non rispettasse tale valore minimo, dovresti o aumentale la superficie finestrata oppure ridurre le dimensioni della stanza.
Differenza tra rapporto illuminante e aerante
Il rapporto aeroilluminante R.A.I. potrebbe essere scomposto in:
- Rapporto illuminante R.I., ove occorre considerare la somma delle superfici vetrate attraverso cui passa la luce;
- Rapporto Aerante R.A., ove occorre considerare la somma delle superfici vetrate attraverso cui passa l’aria.
Ad esempio, la porta di ingresso opaca è utile a soddisfare il rapporto aerante ma non illuminante.

Per legge, il rapporto aeroilluminante minimo residenziale (sia aerante che illuminante) deve essere inferiore a 1/8. Vedremo poi il perchè.
Vediamo come si calcolano le superfici interessate:
Calcolo della superficie finestrata apribile
Per superficie apribile si intende la superficie occupata dall'infisso misurata al lordo dei telai delle finestre o porte finestre prospettante su spazi liberi, nel rispetto delle distanze minime tra pareti finestrate di edifici antistanti.

Detta così, sembrerebbe facile. Vediamo i casi particolari ed entriamo nel dettaglio. Queste informazioni le trovi all'interno dei regolamenti edilizi comunali.
Superficie Apribile: regole contenute nei regolamenti locali
Come ti accennavo, molte regole circa il calcolo della superficie apribile sono contenute all'interno dei regolamenti edilizi locali.

Ad esempio, secondo il Comune di Firenze:
- per poter computare la superficie della finestra bisogna che la finestra stessa rispetti le distanze minime dagli edifici e dalle altre aperture secondo il codice civile. In caso contrario, non deve essere tenuta in considerazione;
- qualora le finestre prospettino verso cortili e chiostrine dovrai tener conto della dimensioni minime prescritte per tali ambienti. In pratica, se una finestra prospetta su un cortile che non può essere definito tale per via delle dimensioni, non può essere computata. Pensiamo ad una finestra che prospetta su un cavedio di 1 x 1 metro. E' un cavedio, non un chiostrina;
- per il soddisfacimento dei rapporti aero-illuminanti non possono essere computate le finestre lucifere. Questo, a meno che tu non abbia istituto una servitù coattiva nei confronti del vicino confinante trascritta alla conservatoria competente.
Spesso, i regolamenti edilizi ritengono efficace l’illuminazione naturale per una superficie di profondità pari a "x" volte (ad esempio a Firenze, 2,5 volte) l’altezza dell’architrave della finestra misurata dal pavimento. Pensa ad una finestra alta 2 metri. La stanza potrà essere profonda al massimo 2 x 2,5 = 5 metri.
Inoltre, i regolamenti edilizi potrebbero imporre delle limitazione. Ad esempio, per i locali prospicienti la pubblica via potrebbe essere computata solamente la porzione delle superfici finestrate posta a quota superiore a "x" metri rispetto al marciapiede. A Firenze, si computano le superfici sopra il metro e ottanta.
Se avessimo delle superfici apribili ma non vetrate, come nel caso di porte in legno, oppure finestre fisse non apribili dovrai calcolare i rapporti illuminanti e aeranti separatamente ed entrambi dovranno rispettare l'ottavo.
Passiamo ora al:
Calcolo della superficie pavimentata
Per superficie netta pavimentata si intende la superficie dell'unità immobiliare calcolata al netto di:
- murature e tramezzi,
- pilastri,
- cavedi,
- scale interne,
- vani di porte e finestre.
Anche in questo caso, per la definizione devi controllare i regolamenti locali. All'interno dei regolamenti viene chiarito anche se devono essere computati gli sguinci di finestre, le nicchie ecc.
Rapporto aeroilluminante minimo
Prima del 1975, la luce e l'aerazione dei locali non era considerata, salvo qualche regolamento lungimirante. Con il DM 75 è arrivata la svolta. All'interno della norma si introducono i concetti di rapporto aeroilluminante minimo e fattore di luce diurna medio.
DM 5 luglio 1975, art. 5 - rapporto minimo 1/8
Secondo l'art. 5 del Decreto ministeriale del 05/07/1975:
"tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici (wc e bagni), disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d'uso. Per ciascun locale d'abitazione, l'ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore luce diurna medio non inferiore al 2 per cento, e comunque la
superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 (0.125) della superficie del pavimento."

Questo si traduce nel fatto che: la superficie pavimentata del soggiorno, cucina, camera singola, doppia o matrimoniale, tinello e studio non può essere più grande di 8 volte la superficie finestrata.
Quindi, il rapporto tra la superficie pavimentata di questi ambienti e la superficie apribile, rapporto R.A.I. aeroilluminante, deve essere maggiore di 0.125 (1/8).
Fattore di luce diurna medio
Ai più attenti non sarà sfuggito che il DM 75 impone anche il rispetto del fattore di luce diurna medio FLDm.
Si tratta del rapporto espresso in percentuale tra l’illuminamento dell’ambiente interno e l’illuminamento esterno, misurato su una superficie di riferimento orizzontale. Tale fattore, secondo la norma deve essere superiore al 2%.
Tale prescrizione viene presa poco in considerazione dai professionisti e dai tecnici comunali in quanto si ritiene convenzionalmente soddisfatto nel momento in cui viene rispettato il rapporto di illuminazione pari o maggiore di 1/8. Nella maggior parte de casi è così. Potrebbe accadere, in rari casi, che pur risultando verificato il r.a.i., non risulti altrettanto verificato il fattore di luce diurna medio FLDm. In questi casi, è necessaria la verifica da parte di un professionista.
Esempio pratico di calcolo
Vediamo un esempio. Mettiamo che volessi trasformare il soggiorno in cucina. Hai a disposizione un soggiorno con una superficie pavimentata 4 m x 4 m = 16 mq. Per poterlo fare dovrai avere un'apertura di almeno 1/8 di 16 mq, quindi 2 metri quadrati. Ti basterà una finestra di 2 m x 1 m, oppure due infissi da un metro quadro.
Un rimedio, qualora fosse troppo grande la stanza, è ridurla con un ripostiglio.
Oppure, immaginiamo di voler modificare una camera in soggiorno. Attualmente la camera gode di una porta-finesta di 1,2 metri x 2,0 metri (2,4 mq) ed è ampia 20 metri quadri. Il RAI risulta essere:
RAI =Sf / Sp =2,4 mq / 20 mq =0,12 < 0,125
Purtroppo, in questo caso, non si può procedere con il cambio d'uso, in quanto il RAI minimo non è rispettato. Per superare la questione, potresti aumentare la larghezza della porta o ridurre la superficie pavimentata, magari realizzando un piccolo ripostiglio in quello che sarà il futuro soggiorno.
In questo articolo ho indicato le superfici minime e le altezze minime dei vari ambienti della casa.
Esempio tabella rapporti RAI
| AMBIENTE | Sp | Sf | Sf MINIMA (1/8 Sp) | RAI | |
|---|---|---|---|---|---|
| SOGGIORNO | 20 | 4 | 20/8=2,5 | 0,2 | VERIFICATO |
| CAMERA DA LETTO | 15 | 2 | 15/8= 1,875 | 0,133 | VERIFICATO |
| ... | ... |
Rapporto aeroilluminante minimo secondo i regolamenti locali
Ma attenzione, nuovamente i rapporti minimi potrebbero variare in base al regolamento edilizio comunale ed in particolare dalla destinazione d'uso dei locali.
Ad esempio, prendiamo il regolamento di Firenze.
Nel caso di unità residenziale, ciascun locale di abitazione di categoria primaria ( vano che prevede la presenza continuativa di addetti nell'esercizio della funzione primaria) deve essere dotato di superfici finestrate apribili in misura non inferiore a:
- 1/8 della superficie di pavimento in caso di finestrature a parete;
- deroga a 1/12 per i locali sottotetto in caso di illuminazione conseguita tramite finestrature piane o semipiane (lucernari o finestre in falda).

Per i locali a destinazione diversa da quella abitativa ( commerciali, negozi, direzionali, uffici, industriali e artigianali) la superficie apribile deve corrispondere ad almeno:
- 1/8 della superficie utile del locale se la superficie del locale è inferiore a mq 100;
- 1/10 della superficie utile del locale, con un minimo di mq 12,5, se la superficie del locale è compresa tra mq 100 e mq 1.000;
- 1/12 della superficie utile del locale, con un minimo di mq 100, se la superficie del locale è superiore a mq 1.000.
| Destinazione d’uso | Rapporto minimo (Sf/Sp) | Deroghe |
|---|---|---|
| Abitazioni (DM 5/7/1975) | 1/8 (0,125) | Nessuna |
| Locali sottotetto con lucernari | 1/12 (0,083) | Se illuminazione in falda |
| Uffici < 100 mq | 1/8 | — |
| Uffici 100–1000 mq | 1/10 | Min 12,5 mq finestrati |
| Capannoni > 1000 mq | 1/12 | Min 100 mq finestrati |
Concludiamo con gli obblighi:
Quando è obbligatorio rispettare i rapporti RAI?
Il rispetto del r.a.i è obbligatorio quando:
- si realizza una nuova costruzione;
- si effettua una ristrutturazione edilizia;
- se si esegue un cambio di destinazione d'uso;
- si modifica la distribuzione interna o l'uso dei vani;
- si modifica il numero e/o la dimensione delle aperture finestrate e apribili o la superficie del locale;
RAI su immobili esistenti ante 1975
Nel caso di interventi su edifici esistenti che non comportino cambio di destinazione d’uso è ammesso il mantenimento di rapporti aeroilluminanti inferiori ai minimi stabiliti per i nuovi edifici, purché non si intervenga su tali vani.
Questo in quanto, quel determinato vano ha acquisito questo diritto, in quanto realizzato precedentemente al 1975 (DM 75) oppure a seguito di condono. Questa condizione viene specificata all'interno dei regolamenti locali ma è comunque ovvia.
Ad esempio, potresti incappare in una camera da letto realizzata prima del 1975 che non rispetti il rapporto aeroilluminante minimo. Fintanto non ne modificherai le dimensioni o dell'ambiente o della finestra e non ne modificherai l'uso, quella camera rimarrà tale.
Tolleranze
Secondo l'art. 34- bis comma 1 del TUE per interventi successivi al 24 maggio 2024:
"il mancato rispetto di altezza dei distacchi della cubatura della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2% delle misure previste nel titolo edilizio."
Gli scostamenti di cui al comma 1 rispetto alle misure progettuali valgono anche per le misure minime individuate dalle disposizioni in materia di distanze e di requisiti igienico-sanitari.
Quindi, in tali condizioni, è tollerato un 2% anche sui rapporti aeroilluminanti.
Spero che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.
Ecobonus: guida completa e novità 2026
Guida completa e aggiornata sulla detrazione ecobonus sul risparmio energetico. Quali interventi rientrano? Qual è l'importo massimo detraibile e quando applicare l'iva al 10%? Adempimenti richiesti.

Se stai leggendo questo articolo, è perché hai voglia di inquinare meno e di risparmiare qualche soldino. Magari sfruttando gli incentivi e le detrazioni messe in campo dall'Agenzia delle Entrate. Con questa guida cercherò di far chiarezza in questa giungla fatta di norme, a volte contraddittorie, riguardanti gli Ecobonus sul risparmio energetico.
Ma vediamo tutti gli aspetti in dettaglio:
Indice
- Quale destinazione d'uso devono avere gli immobili?
- Quali spese sono detraibili?
- Quali sono gli adempimenti richiesti?
- A chi spetta la detrazione in caso di comproprietà?
- Qual è la dicitura del bonifico?
Che cos'è l'ecobonus?
Con l'Ecobonus, il governo intende incentivare i lavori edili ed impiantistici volti a ridurre i consumi energetici dei nostri edifici.
La percentuale di spesa da poter detrare dipende:
- dall'anno in cui vengono realizzati i lavori,
- dal fatto o meno che l'intervento riguardi un'abitazione principale,
- dal fatto o meno che le opere vengano realizzate da parte di proprietari e titolari diritti reali.
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Su abitazione principale e da parte di proprietari e titolari diritti reali |
su altri immobili e/o da parte di altri soggetti |
Detrazione massima |
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fino al |
Variabile in base all'intervento |
Variabile in base all'intervento |
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2025 e 2026 |
50% |
36% |
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2027 |
36% |
30 % |
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Come si calcolano le detrazioni ecobonus: esempio
Ma in cosa consistono queste detrazioni fiscali? Immagina di:
- ristrutturare la tua abitazione principale;
- di spendere 10.000 € per sostituire l'impianto di riscaldamento con un nuovo impianto a pompa di calore
Oggi, l'Agenzia delle Entrate restituisce il 50 % della spesa sostenuta in detrazioni IRPEF. Quindi, l'Agenzia non ti verserà sul conto 5.000 € (50% di 10.000 €), ma ti restituirà la somma scalandola dalle future tasse in più rate annuali. Nel caso di Ecobonus, le spese vengono restituite in 10 anni.
Inoltre, è stato imposto, per i redditi alti, un limite totale alle detrazione in base al numero di figli.
Ma entriamo nel dettaglio:
Quali sono i lavori detraibili?
Prendi fiato, perché l'elenco è bello lungo. Puoi ottenere il rimborso delle spese sostenute (art. 14 Decreto-legge del 04/06/2013 n. 63) per:
- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi sistemi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
- gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con generatori d'aria calda a condensazione;
- l'acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, a condizione che gli interventi producano un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%;
- gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione realizzato;
- gli interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;
- l'acquisto, l'installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto (building automation) degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative. Questi dispositivi, mediante la fornitura periodica dei dati, dovranno indicarti le condizioni di funzionamento correnti e consentire l'accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto;
- gli interventi di riqualificazione energetica;
- gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti isolamento termico;
- l'installazione di impianto pannelli solare termico per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università;
- l'acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari (allegato M al decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311), porte esterne, portoncini;
- sostituzione o nuova installazione di impianto di climatizzazione invernale dotati di generatori a biomassa (pellet, truciolato etc.), fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.
- (SOLO PER INTERVENTI LIQUIDATI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2024): gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto con o senza contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII.
- (SOLO PER INTERVENTI LIQUIDATI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2024) interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. In pratica, il rifacimento dell'impianto di riscaldamento;
Dopo questa bella notizia, a tutto c'è un limite:
Qual è l'importo massimo detraibile?
I massimali di spesa per il risparmio energetico sono variabili e dipendono dalla tipologia di intervento. In realtà, la legge fornisce delle detrazioni massime, la cui spesa massima dipende dall'aliquota detrattiva.
Ma vediamoli in dettaglio:
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TIPO DI INTERVENTO |
SPESA MASSIMA detrazione 36% |
SPESA MASSIMA detrazione 50% |
IMPORTO MASSIMO DETRAZIONE |
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Riqualificazione energetica di edifici esistenti (legge 296 del 2006, art. 1 c.344). |
277.777 € |
200.000 € |
100.000 € |
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Coibentazione dell'involucro di edifici esistenti (per esempio, cappotto pareti, tetti e pavimenti); legge 296 del 2006, art. 1 c.345. |
166.666 € |
120.000 € |
60.000 € |
|
Sostituzione di finestre comprensive di infissi (legge 296 del 2006, art. 1 c.345). |
|||
|
Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (legge 296 del 2006, art. 1 c.346). |
166.666 € |
120.000 € |
60.000 € |
|
Acquisto e posa in opera di schermature solari (art. 14 c.2 Dl 63/2013) |
166.666 € |
120.000 € |
60.000 € |
|
Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore, dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria (DL 201/2011 art. 4 c.4); |
83.333 € |
60.000 €
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30.000 € |
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Sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia (comma 347, articolo 1, Legge 296/2006, esteso dal 1 gennaio 2008); |
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Sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi (DL 63/2013 art. 14 c.1); |
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Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (DL 63/2013 art. 14 c.2 b-bis) |
277.777 € |
200.000 € |
100.000 € |
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Sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale, dotati di generatori di calore, alimentati da biomasse combustibili: stufe e caldaie pellet, cippato, legna ecc.(art. 14 c.2 bis Dl 63/2013); |
83.333 € |
60.000 € |
30.000 € |
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Installazione di sistemi di building automation per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative (Legge 208 del 2015 art. 1 c. 88) |
41666 € |
30.000 € |
15.000 € |
Cumulabilità con altri bonus
La detrazione riguardante un intervento ecobonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali. Sono cumulabili i massimali, ma realizzati su lavorazioni diverse!
Mi spiego con un esempio.
Se sostituissi una pompa di calore, la spesa sostenuta non potresti detrarla sia come ecobonus che come bonus ristrutturazione.
Di contro, se beneficiassi dell'ecobonus per la sostituzione della pompa di calore, il massimale detraibile non andrebbe ad intaccare il massimale del bonus ristrutturazione.
Infine, se fruissi del solo ecobonus non avresti diritto al bonus mobili.
Quale destinazione d'uso devono avere gli immobili?
Per quanto attiene gli ecobonus ordinari la condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti (non sulle nuove costruzioni), di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale).
Quindi, vanno bene:
- abitazioni: categorie A/1 Abitazioni di tipo signorile A/2 Abitazioni di tipo civile A/3 Abitazioni di tipo economico A/4 Abitazioni di tipo popolare A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare A/6 Abitazioni di tipo rurale A/7 Abitazioni in villini A/8 Abitazioni in ville A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi;
- uffici A/10 Uffici e studi privati;
- B/1 Collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, spizi, conventi, seminari, caserme B/2 Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro) B/3 Prigioni e riformatori B/4 Uffici pubblici B/5 Scuole e laboratori scientifici B/6 Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici della categoria A/9 B/7 Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico del culto B/8 Magazzini sotterranei per depositi di derrate;
- negozi e botteghe: categoria C1 ;
- laboratori C/3, C/4 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro) C/5 Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro);
- capannoni industriali e altri in categoria D: D/1 Opifici D/2 Alberghi e pensioni (con fine di lucro) D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro) D/4 Case di cura ed ospedali (con fine di lucro) D/5 Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro) D/6 Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro) D/7 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industrial e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. D/8 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. D/9 Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggio. D/10 Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole;
- collabenti F2.
Solo su immobili riscaldati
Ulteriore requisito per l'accesso all'ecobonus: gli ambienti riqualificati devono essere riscaldati prima che inizino i lavori! Sugli F2, ad esempio, bisogna dimostrare la presenza di un impianto di riscaldamento.
Quali spese sono detraibili?
Rientrano nell'ecobonus:
- spese necessarie per l’esecuzione dei lavori (fornitura e posa in opera);
- spese per l’acquisto dei materiali;
- prestazioni professionali (perizie e sopralluoghi, produzione della documentazione tecnica necessaria, direzione dei lavori etc.);
- l’imposta sul valore aggiunto IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori, gli oneri di urbanizzazione;
- gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione dei lavori;

Ma tutti possono usufruire della detrazione?
Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?
Possono usufruire delle altre detrazioni Ecobonus tutti i contribuenti assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato, su prima e seconda casa e anche i titolari di reddito d’impresa.
L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:
- le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni e i nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali). I titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione sia su beni merce, patrimoniali che strumentali (risoluzione 34/2020 del 25 giugno);
- locatari (affittuari) o comodatari;
- gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
- associazioni tra professionisti;
- gli Istituti autonomi per le case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi e questi non siano effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa:
- il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, coniuge separato, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
- il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 64/2016).
Sul tuo immobile, potrebbero esserci più comproprietari. Come dovrai comportarti:
A chi spetta la detrazione in caso di più proprietari (comproprietà)?
Il soggetto, possessore o acquirente, anche di una porzione di unità abitativa, potrà beneficiare interamente dell’agevolazione, purché sia colui che sostenga la spesa e che sia intestatario delle fatture.
Se la spesa per i lavori fosse sostenuta da più soggetti, dovranno essere indicati nome, cognome e codice fiscale delle persone interessate alla detrazione fiscale.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, sarà necessario indicare il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di altro condomino, che effettui il pagamento.
Quali sono gli adempimenti richiesti?
Per ottenere l'Ecobonus, dovrai realizzare determinati adempimenti.
Comunicazione all'Enea
Al termine dei lavori dovrai inviare una comunicazione all'Enea gli interventi realizzati e le caratteristiche dei materiali.
L'invio dovrà avvenire entro 90 giorni dal termine dei lavori, tramite modalità telematica (sito Enea).
Non occorre allegare alcunchè, ma solo conservare la ricevuta di Invio completa di CPID (codice comunicazione), da esibire in caso di controlli.

Asseverazione del rispetto dei requisiti
Inoltre, dovrai ottenere l’asseverazione del rispetto dei requisiti, a firma di un tecnico, della rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti dalla legge.
In alcuni casi, l'asseverazione di un professionista può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore/installatore del rispetto dei requisiti di accesso all'incentivo. L'asseverazione può essere omessa nel caso di semplici interventi come la sostituzione degli infissi in un'unità immobiliare, oppure la sostituzione del generatore di calore sempre in un'unità immobiliare:
- per le pompe di calore di potenza termica utile non superiore a 100 kW, come dichiarata dal fornitore nelle condizioni di temperatura cui all'allegato F, l'asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici di cui al punto 5.1 del decreto efficienza energetica;
- per sistemi ibridi con potenza termica utile della caldaia minore o uguale a 100 kW, l'asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici di cui al punto 6.1 del decreto efficienza energetica;
- limitatamente alla sola sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari la suddetta asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione dei fornitori o assemblatori o installatori di detti elementi, attestante il rispetto dei valori riportati minori o uguali ai valori riportati nella tabella 1 dell'allegato E;
-
Asseverazione della congruità dei prezzi
Per gli interventi iniziati successivamente al 6 ottobre 2020, è obbligatoria che un professionista valuti che i prezzi siano congrui con i costi del mercato. Per gli interventi i quali l'asseverazione di un professionista può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore, al fine di semplificare. è sufficiente rispettare i prezzi unitari dell' allegato I del DL Requisiti 20 agosto 2020. Negli altri casi, come la posa in opera della coibentazione, dovrai realizzare la congruità dei prezzi.
Contratto CCNL e durc di congruità
Per gli appalti che complessivamente superano i 70.000 € occorre indicare in fattura e nell'affidamento all'impresa edile:
Dichiarazioni dei redditi
Le documentazioni raccolte, comprese le Asseverazioni a firma del tecnico incaricato, andranno poi consegnate al proprio consulente fiscale/CAF entro la data di presentazione della Dichiarazione dei redditi.
Infine, dovrai pagare il tutto mediante bonifico parlante
Qual è la dicitura del bonifico parlante per le detrazioni sul risparmio energetico?
Quando ti appresterai a pagare l'idraulico, il muratore, l'elettricista, il caldaista, l' ingegnere, non pagare in contanti! Occorre pagare tramite bonifico, indicando precise causali. Fortunatamente molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente attraverso la home-banking troverai questo servizio. Altrimenti, ti segnalo la corretta dicitura della causale:

Causale Ecobonus:
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“Riqualificazione energetica, articolo 1, commi 344-347, legge 296 / 2006. – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___C.f. beneficiario detrazione_________”. |
Altro argomento da chiarire è l'IVA, a cui vengono assoggettati i materiali e le prestazioni in una Riqualificazione energetica:
Quale IVA si applica per gli interventi volti al risparmio energetico?
L'Agenzia delle Entrate, per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare, ha ridotto l'Iva agevolata da pagare su beni e servizi.
In particolare, si pagheranno con:
- IVA al 4%: tutti i lavori, che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche (messa a norma di un ascensore, installazione di servoscala montascale, abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli, installazione rampe):
- IVA 22%:
- gli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori;
- acquisto di beni finiti, quando è diretto, da parte del committente, presso il negozio o il deposito di materiali edili.
- IVA 10%:
- prestazioni di servizi (manodopera) relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
- beni, solo se la relativa fornitura è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto. Quindi, l'aliquota agevolata al 10% dei beni, sarà applicata solo se questi prodotti saranno inclusi all'interno del contratto di appalto, che il committente stipulerà con l'impresa. L'impresa, in questo caso, acquisterà i prodotti dal fornitore (mattonelle, pavimenti, sanitari, ecc.) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);
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Quale IVA farsi applicare in caso di beni significativi?
Differentemente, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo, il 10% si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione, considerato al netto del valore dei beni stessi.
Vediamo un esempio: costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).
L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. Leggi questo articolo per approfondire.
Quale IVA farsi applicare in caso di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia?
L'Iva al 10%, acquistando in prima persona e non tramite impresa edile, puoi ottenerla solo se i tuoi lavori ricadono in restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. Non in manutenzione straordinaria.
Cosa far mettere in fattura?
Ho voluto realizzare questo paragrafo, in quanto la corretta descrizione della fattura è essenziale, per non aver contestazioni dall'Agenzia delle Entrate.
Gli elementi essenziali sono: tipo di opera (manutenzione straordinaria, ordinaria, risanamento, ristrutturazione), descrizione intervento, localizzazione dell'immobile (indirizzo ed estremi catastali) e titolo abilitativo.
Vediamo un esempio:
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Descrizione: "Opere di riqualificazione energetica. Cantiere sito in via Roma 14 Firenze, foglio xx p.lla xx sub x. Installazione del cappotto legittimato dalla CILA n°___ del __/__/____" |
Sconto in fattura e cessione del credito.
Per tutto il 2022, 2023, 2024 e 2025 su tutte le spese sostenute, in alternativa alla detrazione, potresti richiedere all'impresa lo sconto in fattura. Cosa significa? L'impresa ti anticiperà i soldi, che recupererà in futuro come creditore d'imposta. In pratica, l'impresa, diventando creditore d'imposta, è come se avesse pagato anticipatamente le tasse allo Stato. Lo Stato stornerà dalle imposte future quanto anticipato dall'impresa. E' intricato, ma spero che tu abbia capito, perché non riesco a far meglio. In sostanza, non paghi la quota di spesa che recupereresti in detrazione.
Sembrerebbe una via poco "conveniente" per le imprese. E' come se facessero da banca e prestassero i soldi allo Stato. Ma ecco il comma della svolta contenuto nel Decreto Rilancio:
A sua volta, l'impresa ha la facoltà di cedere il credito ad altri soggetti, compresi gli Istituti di credito (banche ecc.) ed altri Intermediari finanziari.
Con la pubblicazione del decreto-legge 11/2023, ahimè potrai cedere il credito solo qualora avessi avviato l'iter autorizzativo comunale (CILAS, CILA, SCIA o Permesso di costruire) prima del 17 febbraio 2023, o per gli interventi che non necessitano della presentazione di un titolo abilitativo, avessi già avviato i lavori in tale data. Inoltre, con il DL 39/2024 è necessario che al 30 marzo 2024, siano state sostenute delle spese, documentate da fatture, per lavori già effettuati..
Con il DL Antifrodi, anche per gli Ecobonus "ordinari", nel caso di cessione del credito e sconto in fattura, oltre all'apposizione del visto di conformità da parte del CAF o del commercialista.
Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo
Se avessi bisogno di una consulenza, segui l'iter cliccando qui. Mentre, se necessiti di una pratica contattaci.
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